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Ad Arese nessun errore nel calcolo della Tari

14 novembre 2017 – In questi giorni a livello nazionale si parla molto della modalità di calcolo della Tari (Tassa Rifiuti), che con i criteri applicati da numerosi Comuni, anche di grandi dimensioni, avrebbe comportato, per un numero molto elevato di italiani, una bolletta sensibilmente più pesante di quanto in realtà avrebbe dovuto essere. Cosa che non riguarda però Arese, come ci ha confermato il direttore generale di Gesem, Bartolomeo Zoccoli, interpellato riguardo alle modalità di calcolo applicate nel nostro Comune.

“In merito alle notizie di stampa diffuse in questi giorni – comunica la società – relative all’errato conteggio della quota variabile Tari, confermiamo che in tutti i Comuni gestiti da Gesem la Tari è stata sempre applicata in maniera corretta, e cioè facendo pagare una sola quota variabile”. Una circostanza questa che gli aresini possono facilmente verificare direttamente dalle bollette ricevute. Che qui proviamo a spiegare, partendo proprio dalle circostanze che hanno prodotto in molti Comuni l’emissione di bollette errate.

La Tari, come forse noto, si compone di due parti, una fissa (PF) e una variabile (PV). La parte fissa tiene semplicemente conto della superficie abitativa, inclusi i box e le pertinenze (come le cantine) dell’abitazione. La parte variabile invece, quella dove si è prodotto l’errore in molti Comuni, è calcolata in funzione del numero di persone che risiedono all’interno della casa. La logica (e il calcolo corretto) vorrebbero che questa parte fosse indipendente dalla superficie, già tassata nella componente PF, e tenesse conto solo del numero di persone che vivono nel nucleo familiare, ovvero della capacità complessiva di produrre rifiuti da parte di una specifica famiglia.

In base a questo ragionamento la PF non può che essere indipendente dal numero di box e pertinenze che compongono l’abitazione, proprio perché questa componente tiene conto solo del numero di persone che, banalizzando, posso produrre rifiuti, indipendentemente dal luogo all’interno della propria abitazione dove lo fanno. Abitazione che a livello di superficie e pertinenze, come dicevamo, è già tassata con la PF. Le bollette errate imputano invece la PV tante volte quante sono le pertinenze della singola casa, e quindi la persona che risiede in una casa composta, ad esempio, da abitazione, box e cantina si trovava a pagare tre volte la PV, quella legata al numero di persone residenti nella casa, invece che una sola.

Detto questo, vediamo dove è possibile verificare in bolletta che il calcolo applicato da Gesem per Arese (e per gli altri Comuni dove opera) è corretto. Per farlo è sufficiente andare a pagina 2 della bolletta (vedi foto), dove si può analizzare il dettaglio delle voci che la compongono. La prima voce è quella relativa a “Abitazione di residenti”, vale a dire la casa vera e propria, e come si può notare ha riportata e calcolata sia la componente fissa (metri quadri complessivi) che quella variabile (numero di residenti). La seconda voce è invece relativa a “Accessori di residenti”, vale a dire i box, le cantine e le pertinenze, e in questa parte la bolletta Gesem imputa, correttamente, solo la parte fissa dell’imposta, quella legata alla superficie, mentre non compare la componente variabile, ovvero quella correlata al numero di persone che risiedono nell’immobile.

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