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AdP: le perplessità di Difendiamo Arese

02 gennaio 2013 – Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato stampa che il Comitato Difendiamo Arese ha  ha diffuso lo scorso 24 dicembre, pochi giorni dopo la ratifica dell’AdP da parte del commissario prefettizio di Arese Anna Pavone e del consiglio comunale di Lainate.

Sordi fino all’ultimo alle proposte di una rivalutazione dell’area ex-Alfa i burocrati incaricati della gestione di Arese (seguiti poi dal sindaco di Lainate) hanno liquidato la pratica. L’accordo sottoscritto dal commissario prefettizio Anna Pavone vincola il futuro della città di Arese con una variante urbanistica che riassesta il bilancio della società proprietaria dei terreni convertendoli da industriali a residenziali e commerciali. Così Arese, uno dei rari Comuni con bilancio in attivo, si permette di offrire un bel regalo a una società privata senza un’equa contropartita, con il rischio che nei prossimi anni la necessità di fornire servizi al nuovo quartiere porti  addirittura a un passivo per le casse comunali aresine.

Nel corso degli anni sono state cambiate le carte in tavola dell’Accordo: quella che doveva essere una reindustrializzazione unitaria è diventata un conglomerato di funzioni senza una ponderata pianificazione territoriale. Il progetto offerto dalla proprietà sembra pensato nel secolo scorso: un centro commerciale accessibile con auto, rifornito con autocarri, e affiancato da residenze, nasce già vecchio. Addio agli impegni di riduzione dell’inquinamento, allo sviluppo sostenibile e alle forniture a filiera corta. La licenza commerciale lega a filo doppio le amministrazioni comunali: ogni mossa futura del nuovo socio della città incomberà sull’equilibrio sociale e urbanistico. Per questo sarebbe stato opportuno avere al tavolo delle trattative un interlocutore che fosse  espressione del territorio, non un amministratore pro tempore assegnato dalla prefettura; chiunque si troverà a gestire le conseguenze di questa precipitosa approvazione dovrà far valere gli interessi di tutti i cittadini (che osserveranno passo passo ogni nuovo passaggio). Oggi invece veniamo informati solo a giochi fatti dei risultati (per altro ampiamente sopravvalutati); per alcuni dettagli, come la sostenibilità commerciale, non veniamo informati affatto. A fronte di una tale scelta, che si profila definitiva, noi riteniamo che i vantaggi per la città siano limitati nel tempo e nel valore; e in alcuni aspetti lascino persino spazio a possibili peggioramenti. Punto per punto, noi del Comitato Difendiamo Arese qui sotto spieghiamo il perché. Ciò che vogliamo far comprendere con le note che seguono, è che il progetto sottoscritto è del tutto vantaggioso per una società privata che ovviamente persegue i propri  interessi, non certo per il tessuto sociale e il territorio circostante. Il Comitato Difendiamo Arese, insieme alle forze della società civile e ai partiti di opposizione disponibili a schierarsi in questo senso, continuerà quindi a battersi affinché le scarse compensazioni ottenute non vadano sprecate o, peggio, utilizzate contro l’interesse collettivo. Come cittadini riteniamo necessario aver cura del territorio e pretendere una gestione trasparente e un’informazione accurata da chi ci amministra. Per questo continueremo a difendere l’interesse di tutti riservandoci prossimi ricorsi al Tar, una richiesta di referendum, e nuovi appuntamenti di cui presto daremo notizie.

Ecco dunque alcune nostre considerazioni sull’Adp ex Alfa. Vogliamo iniziare dalla prospettiva culturale e turistica, spesso trascurata in Italia. È interessante leggere sulla stampa che si voglia utilizzare come attrazione per i clienti la pista prove dell’Alfa Romeo tralasciando al contempo il museo storico. Ci viene ripetutamente detto che è fuori dal perimetro dell’accordo ma lo è al pari della centrale termica di cui però è previsto l’uso e lo sfruttamento economico in un’area già compromessa dall’inquinamento atmosferico.

Il progetto riguardante la viabilità è molto limitato e ambiguo. Identifica chiaramente la destinazione di 8 milioni di euro, mentre l’uso dei restanti 16 milioni verrà definito nei successivi 60 giorni dagli stessi burocrati che hanno operato finora. La cosiddetta tangenzialina di Arese è prevista su terreni di Rho ed è di competenza provinciale per cui non vi sono garanzie a riguardo (e non la contrarietà del Comune di Rho e la totale assenza di questo progetto nel PGT rhodense, in approvazione in questi giorni). Il Piano Generale Urbano del Traffico di Arese oggi non prevede la presenza né del centro commerciale né delle residenza per cui è improbabile che possa utilizzarne i fondi. È improvvido lasciare queste ambiguità per importi così ingenti.

Nel totale disinteresse della sostenibilità e di una visione più aggiornata e contemporanea dello sviluppo urbanistico, vengono previsti vasti parcheggi per auto private, mentre Il trasporto pubblico per Arese e Lainate viene offerto con il solo vantaggio di avere più clienti. Manca del tutto un collegamento verso la stazione di TreNord Groane (più vicina, dunque a costi più contenuti), mentre si propone il collegamento verso Rho-Fiera, ma solo per un periodo limitato, legato all’esaurimento dei fondi a disposizione. Anche in fatto di trasporto pubblico l’accordo soffre delle modifiche apportate alla sua nascita, che hanno visto scomparire l’opzione della metrotramvia, un tempo prevista: quello che rimane sembra un rimedio mal pianificato.

La mitigazione ambientale proposta è molto articolata e vanta quasi 190.000 metri quadrati ceduti; purtroppo la loro frammentazione e disposizione non è favorevole alla Dorsale Verde Nord che viene interrotta proprio nell’ambito dell’accordo ex-Alfa. Considerare poi il verde attrezzato o i parcheggi alberati come aree di compensazione è fuorviante. La stessa rinaturalizzazione del torrente Lura è resa quasi inutile dalla vicinanza della pista prove, che di naturale non ha nulla. A poca distanza, per l’Expo, scompariranno 150 ettari agricoli su 180: un’occasione persa per sfruttare la legge della Rete Ecologica Regionale e vincolare molte più aree agricole intorno ad Arese.

Il sostegno del tessuto economico è stato proposto solo per rientrare nei parametri di sostenibilità commerciale: molte delle azioni proposte rispecchiano questa logica, e non sono un sostegno reale. Gli obblighi di legge risalgono a norme varate in un periodo economico nel quale bastava un aiuto iniziale per avviare delle attività: oggi non è più così e i commercianti chiamano “liquidazione” il sostegno proposto.

Quanto all’offerta occupazionale, molto pubblicizzata in questi giorni, i dati mancano del tutto di uno sguardo globale sull’impatto territoriale: non possono essere contabilizzati solo i nuovi posti offerti nel nuovo centro commerciale, bensì anche quelli persi nel vicinato. Lo ha fatto Confcommercio Milano che in uno studio ha calcolato che a fronte di 723 posti effettivi per nuovi addetti è prevista una perdita di 949 addetti nei dintorni, con un saldo effettivo, in negativo, di 246 posti persi. Nell’Adp viene inoltre data ampia risonanza alla presenza di spazi industriali, poco utilizzati probabilmente a causa della proprietà incombente sul resto dell’area: un accordo rispettoso del termine “reindustrializzazione” deve includere incentivi all’impiego non solo nel settore commerciale. Esistono già realtà per il recupero ambientale; queste devono fungere da punto di inizio per un distretto legato all’economia dello sviluppo sostenibile, dal fotovoltaico al solare termico, alla mobilità sostenibile con una ricaduta occupazionale di qualità.

Il parcheggio pubblico remoto per Expo 2015 non ha di per sé un valore per Arese. In più, una volta esaurita la sua funzione, il suo spazio potrà essere utilizzato per edilizia commerciale. Leggiamo sconcertati della disponibilità per i Comuni di Arese e Lainate di 11.000 metri quadrati nell’edificio dietro il centro tecnico; ci chiediamo quale fruibilità potrà avere. Già adesso la zona a sud di Arese ha carenza di servizi ma quella degli spazi nell’area Alfa non è certo una soluzione utile.

Il dettaglio delle opere pubbliche certamente colpisce il lettore aresino che vede risolvere annosi problemi in un sol colpo; ci auguriamo che le risorse destinate siano davvero sufficienti per tutti gli interventi previsti dal Comune. Ardua decisione sarebbe dover scegliere tra cittadini scolari, cittadini sportivi e cittadini lettori. Anche per questo attendiamo un dettagliato preventivo dei lavori.

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