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Ail: “Che Expo sia realtà e non chimera”

19 dicembre 2012 – Con l’Expo 2015 ormai quasi alle porte viene da domandarsi quali ricadute sul territorio, in tema di opportunità di lavoro e di sviluppo, stia portando la manifestazione alla nostra area. E, soprattutto se, al di la delle entusiastiche dichiarazioni iniziali, queste opportunità ci sono realmente. Ne abbiamo parlato con Giovanangelo Buccelloni, consigliere dell’Associazione Imprenditori Lombardi (Ail) con delega ai rapporti con gli enti e le associazioni. “Sinceramente – dice Buccelloni – mi sono domandato anche io se si tratti di chimera o realtà perché purtroppo, dopo la nefasta esperienza della Fiera di Rho, che non ha avuto nessunissima ricaduta positiva sul territorio, oramai, lo scetticismo regna sovrano”. Comunque, anche se già si sente parlare di ritardi importanti che farebbero persino dubitare che l’Expo possa svolgersi nel 2015, qualcosa sembra si stia muovendo.

“Gli appalti per la piastra – conferma Buccelloni – ovvero il lavoro di base per l’inizio del tutto sono già stati assegnati e sono in corso d’opera. L’impegno dei Sindaci del Patto del Nord Ovest è costante e la situazione degli appalti viene seguita da vicino, cosa che mi fa sperare che questa volta per il nostro territorio le cose stiano realmente cambiando”. Appalti che un’importante azienda italiana con sede in Veneto, ha confermato in pubblica adunanza, alla presenza del sindaco di Rho, presidente del Patto, e di molti operatori economici, fra i quali il presidente dell’Ail, dichiarando che il dieci per cento della nuova forza lavoro sarà ricercata e assunta direttamente da lei stessa, o tramite le società subappaltatrici e da altri membri dell’Ati (Associazione Temporanea d’impresa): “Credo – dice il consigliere di Ail – che questa sia un’occasione unica e irripetibile. Penso anche che sarebbe utile, non come opportunità, ma come vera necessità data la crisi, che anche le società aventi sede in Arese si avvicinassero con rinnovato impegno e spirito di collaborazione all’Expo, per esserne coinvolte. E’ anche auspicabile che più aziende si aggreghino, anche intersettorialmente, lasciando perdere, almeno in questa occasione, i singoli interessi e le gelosie di marchio o di campanile”.

Ma quali opportunità concrete potrebbero presentarsi alle aziende del nostro territorio? “E’ una realtà che l’Expo – spiega Buccelloni – pur avendo optato per la scelta di appalti grossi e non frazionati non riuscirà ad essere autosufficiente e avrà quindi bisogno di rivolgersi al nostro territorio per molte cose. Per fare qualche esempio ne cito alcune, come le consulenze tecniche, legali e amministrative, le opportunità immobiliari, le forniture in opera, i materiali di scavo e di costruzione, i servizi e il settore di trasporti, dogane e spedizioni. Sarebbe auspicabile che i soggetti interessati, direttamente, tramite le specifiche associazioni di categoria, o anche attraverso l’Ail, che ha già predisposto un Progetto Crescita, facessero mente locale su questo stravolgimento positivo, già in atto nella nostra zona, per esserne coinvolti in maniera positiva. Non solo a livello di business fine a sé stesso, ma avendo a cuore anche il necessario incremento della forza lavoro, assolvendo in questo modo al preciso obbligo sociale che dovrebbe avere ogni Persona Giuridica”.

Oltre alle ricadute a breve termine, secondo Buccelloni l’Expo potrebbe portare alle aziende del territorio anche benefici in prospettiva futura: “Non va sottovalutato il fatto che necessariamente i prestatori d’opera e di servizi entreranno in contatto con le delegazioni straniere. La potenziale non remota possibilità di costruire legami futuri verso l’internazionalizzazione potrebbe avverarsi, anche da subito, secondo le proprie disponibilità e capacità di offrire beni e collaborazioni innovativi e duraturi, a salvaguardia e conferma della continuità operativa per gli anni a venire. Ecco, se tutto ciò venisse perseguito con l’usuale tenacia di noi italiani, potremo affermare che la chimera dell’Expo sarà diventata una realtà apportatrice di benessere anche per il nostro territorio. Non posso quindi che concludere con l’invito a tutte le realtà del territorio a crederci, per non perdere questo treno che si fermerà qui una volta sola”.

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