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Alfa: aperta indagine su morti per amianto

04 maggio 2011 – L’Alfa Romeo torna a fare parlare di se con la notizia dell’apertura di un’inchiesta da parte della procura di Milano in merito alla possibilità che, negli anni, l’amianto abbia provocato la malattia e, in alcuni casi, anche la morte di una trentina di lavoratori. L’indagine è nella fase preliminare e il fascicolo, che è stato aperto contro ignoti, ipotizza i reati di omicidio plurimo colposo, lesioni colpose e omissione dolosa di cautele. In sostanza Maurizio Ascione, il PM titolare dell’indagine, sta raccogliendo informazioni e testimonianze per verificare se gli ex dirigenti dell’Alfa Romeo fossero a conoscenza dei problemi alla salute che avrebbero potuto colpire i lavoratori e se avessero messo in atto tutte le possibili misure per ridurre al minimo i danni potenziali derivanti dalla presenza di amianto negli ambienti di lavoro.

La presenza di amianto nello stabilimento aresino non era limitata al classico Eternit, fino a qualche anno fa utilizzato come isolante nelle coperture dei tetti, ma trovava largo impiego anche in alcune parti utilizzate per la costruzione delle auto, come i freni e le frizioni. Nel 1992, con l’entrata in vigore della legge che vietava l’utilizzo dell’amianto, la Fiat, a quell’epoca già proprietaria dell’Alfa Romeo, lo eliminava dai pezzi utilizzati per la realizzazione di freni e frizioni, provvedendo anche a togliere dal magazzino le parti non ancora utilizzate. Rimaneva però aperto il problema relativo all’amianto che fungeva da copertura dei capannoni, per il quale si decideva di provvedere a un isolamento per mezzo di una speciale vernice protettiva. Il problema amianto si ripresentò a partire dal 2003 quando, con la fabbrica ormai in disuso, si procedette all’abbattimento dei primi capannoni. Le macerie con l’amianto vennero lasciate per terra senza alcuna protezione fino a quando, dopo un esposto all’ASL, le lastre di Eternit vennero rimosse per mezzo di elicotteri.