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Alfa: dietro le quinte qualcosa si muove

30 settembre 2012 – Mentre la commissaria prefettizia Anna Pavone dichiara che sull’Accordo di Programma farà “ciò che va fatto” (leggi qui l’intervista rilasciata a QuiArese), dietro le quinte pare che le cose si stiano muovendo per arrivare a una soluzione diversa da quella sin qui prospettata. Ad agitare le acque è stato nei giorni scorsi un articolo comparso sul numero del mensile Quattroruote attualmente in edicola, intitolato “Strane manovre ad Arese”. In una pagina non firmata dove non si fa, volutamente, alcun nome, si parla di un piano già elaborato e consegnato ai sindaci dei quattro comuni interessati (e quindi presumibilmente anche alla commissaria aresina) che contemplerebbe un intervento “di enorme portata, capace di riportare un grande significato motoristico in una zona che in passato alimentava il mondo di vetture e di emozioni”. Il virgolettato è tratto dall’articolo in questione.

A dire il vero un nome viene fatto, quello di Fiat, solo per escludere che la società interessata sia quella italiana. Nel progetto ci sarebbero una grande area museale e un centro di eccellenza dedicato al design, in grado di arrivare fino alla costruzione di prototipi. Se Quattroruote non si spinge oltre, quello che è noto è che sino a oggi l’unico nome circolato con insistenza è stato quello di Volkswagen, che più volte si è dichiarata interessata a rilevare il marchio Alfa Romeo e di conseguenza, forse, anche l’area a noi vicina. Negli ultimi tempi questo interesse sembra però essersi raffreddato. Da una parte Marchionne, che ora pensa di realizzare vetture Alfa Romeo su progetto americano utilizzando come base la Fiat Viaggio (una vettura specificamente realizzata per il mercato cinese…), nega con forza di voler cedere il marchio. Dall’altra, il colosso tedesco sostiene che avendo già in portfolio dodici diversi marchi ha già abbastanza da fare senza aggiungerne un tredicesimo.

Dunque, che cosa sta accadendo? L’unica realtà che al momento si appresta a parlare in pubblico di quest’area è Comunimprese, una società consortile a partecipazione pubblico-privata, la cui quota pubblica maggioritaria è detenuta da nove comuni dell’area del nordovest, tra i quali Arese, che possiede il 7,14% del capitale. Lo farà il prossimo 26 ottobre in un incontro coordinato da Giuseppe Augurusa, delegato lo scorso luglio da Comunimprese a seguire la vicenda dell’Adp (leggi qui), in cui si discuterà pubblicamente di progetti alternativi al piano al momento in discussione.

Abbiamo quindi voluto capire da Augurusa che cosa bolle in pentola. “Il 26 chiameremo con Comunimprese gli enti locali che governano l’area a discutere di una diversa prospettiva per l’area ex Alfa,” ha detto Augurusa. “Un futuro che affonda le radici nel suo passato: il lavoro. Chiameremo i sindaci a condividere, se lo riterranno, l’idea che la riqualificazione del territorio debba passare dalla sfida alta dell’eccellenze e non dalla scorciatoia dell’iniziativa speculativa. Chiameremo l’impresa a fare rete attraverso proposte qualificate e di prospettiva per il territorio. Intanto, però, ci aspettiamo segnali positivi sui problemi che possono essere affrontati fin da subito: si elimini l’inutile (e dannosa) tangenzialina, si apra una vera discussione sul trasporto pubblico. Per dirla con Quattroruote, se qualcuno trova strano questo ribaltamento di prospettiva, allora hanno ragione loro: ci sono proprio ‘strane manovre ad Arese’”.

Di più Augurusa non ha voluto dire, rimandandoci a fine mese per saperne di più. L’incontro del prossimo 26 ottobre potrebbe quindi segnare un punto di svolta nella situazione dell’area, soprattutto se chi sta portando avanti strade alternative sarà riuscito a coinvolgere non solo grandi idee o figure progettuali, ma anche i quattro rappresentanti del territorio e, soprattutto, i proprietari dell’area. A cui dovrà essere offerta un’alternativa credibile per convincerli a cambiare i loro piani di investimento.

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