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Alfa: difficile mediazione tra Comune e Cobas

30 gennaio 2013 – Sono iniziati lo scorso venerdì pomeriggio i primi incontri del commissario straordinario del Comune di Arese Anna Pavone, affiancata dall’Agenzia Regionale per l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro (Arifl), con i lavoratori dell’ex Alfa Romeo che, dopo il licenziamento subito da Innova Service, si erano organizzati nel sindacato Slai Cobas e ancora oggi stanno portando avanti la loro battaglia per riottenere il posto di lavoro (leggi qui). Nel corso dell’incontro il commissario Pavone ha presentato ai lavoratori, che ormai da quasi due anni presidiano la portineria sud-ovest dell’ex area Alfa, la possibilità di aderire a un percorso di ricollocazione nel mercato del lavoro e di sostegno straordinario. Il contenuto della proposta, definito con un Protocollo d’Intesa firmato lo scorso dicembre da Regione Lombardia, Comune di Arese, Arifl e Tea, rientra nell’ambito degli interventi previsti per la riqualificazione e la reindustrializzazione dell’area ex Fiat Alfa Romeo.

Ai quaranta lavoratori, individuati dal Comune di Arese, sono offerte tre differenti opportunità tra le quali scegliere quella più affine alla propria situazione personale, familiare e professionale: la prima prevede il ricollocamento del lavoratore grazie al supporto di un soggetto specializzato, individuato in Sernet, che opererà sotto il monitoraggio dell’Arifl. Al lavoratore sarà corrisposto un contributo come sostegno al reddito in funzione del tempo utile a trovare un contratto di lavoro a tempo indeterminato, con le aziende che assumeranno questi lavoratori che riceveranno un incentivo. La seconda possibilità è quella dell’accompagnamento alla pensione, con i lavoratori in possesso dei requisiti per il conseguimento del pensionamento entro il 31 dicembre 2015 che riceveranno un contributo economico ai fini contributivi. La terza opzione prevede l’assegnazione al lavoratore di un contributo a sostegno del reddito nel caso in cui rifiuti entrambe le soluzioni precedenti.

Gli incontri con i quaranta lavoratori, invitati tramite lettera, proseguiranno nelle prossime settimane. Dopo la presentazione della proposta ciascun lavoratore avrà tempo per comunicare se intende aderire a una delle opportunità offerte rinunciando a qualsiasi pretesa sulle aziende che interverranno nella realizzazione del nuovo polo. Il valore economico di questa operazione ammonta a 2 milioni e 200 mila euro, cifra che la società Tea, attuale proprietaria dell’area, che in realtà non avrebbe alcun vincolo o obbligo diretto nei confronti dei lavoratori, ha messo a disposizione per sviluppare azioni sociali, finalizzate alla risoluzione della difficile situazione.

“E’ iniziato ieri – ha commentato Anna Pavone – un importante percorso che potrebbe portare ad una svolta nella vita di 40 persone e 40 famiglie che da troppo tempo sono in sofferenza e sarò particolarmente contenta se riuscirò a dare un contributo per la soluzione di questo problema. Il Comune di Arese, grazie anche alla collaborazione della società Tea, ha ritenuto di impegnarsi senza riserve per portare avanti questo progetto di valore sociale che, se giungerà a buon fine, può costituire un mirabile esempio di scuola da riprodurre in tante altre simili situazioni, purtroppo presenti nella nostra regione in questo periodo storico”.

La prima reazione di Slai Cobas sembra comunque di chiusura, con il sindacato che in un comunicato contesta il fatto che i lavoratori “avranno un sussidio solo se firmeranno la rinuncia a qualsiasi pretesa di essere assunti dalle aziende proprietarie dell’Alfa Romeo di Arese”. Come noto la richiesta di Slai Cobas è, invece, quella di essere assunti in via prioritaria dalle società che per prime avvieranno le loro attività all’interno dell’area ex-Alfa dove, come sottolinea il comunicato di Slai Cobas, sono previsti inserimenti di nuovo personale: “Questa proposta – conclude il comunicato – ci è stata fatta malgrado l’approvazione da parte delle istituzioni di un nuovo Piano sull’area dell’Alfa Romeo di Arese che prevede da subito circa duemila assunzioni per fare i lavori all’Alfa e almeno mille per il mega centro commerciale”.

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