Home Cronaca

Amministrazione fa il punto su ex Innova

12 marzo 2014 – Dopo quanto accaduto nel corso del consiglio comunale dello scorso 25 febbraio (leggi qui) e dopo il successivo incontro tra i capigruppo consiliari e rappresentanti degli Slai Cobas, l’amministrazione fornisce una sua ricostruzione dell’annosa vicenda dei lavoratori ex Innova Service con le azioni che la giunta Palestra ha intrapreso nel corso di questi ultimi nove mesi: “Innova Service – ricostruisce l’amministrazione in un suo comunicato – è un’azienda situata sull’area ex Alfa che ha risolto i rapporti di lavoro con il personale oltre 45 mesi fa. La lotta dei lavoratori per il loro posto di lavoro ha portato a una sentenza che obbliga l’azienda alla riassunzione e al risarcimento a seguito di licenziamenti giudicati illegittimi. Ancora una volta chiediamo con forza che sia dato corso a quanto stabilito dal giudice. All’indomani del dispositivo del Tribunale, le cui motivazioni non sono ancora note, abbiamo convocato la società condannata allo scopo di verificare quali intenzioni avesse al riguardo. Contestualmente e con lo stesso spirito, abbiamo contattato la committente Abp che, contrariamente a Innova, si è presentata respingendo tuttavia qualsiasi addebito anche in forza del medesimo dispositivo del Tribunale”.

Fatti questi ultimi che avrebbero comportato una situazione di stallo, perché, sostiene la giunta, “Un’amministrazione non ha potere coercitivo in tal senso, ma solo di sensibilizzazione. Sul piano del ricollocamento lavorativo, invece, lo scenario è diverso e l’amministrazione di Arese si è occupata concretamente del problema”. Uno dei punti cruciali della situazione di tensione tra Slai Cobas e amministrazione è il fatto che l’Accordo di Programma esclude la ricollocazione dei lavoratori ex Innova all’interno delle realtà che andranno ad occupare l’area, come conferma anche l’amministrazione, che spiega i termini previsti dall’Adp in materia di lavoro: “Riguardo agli impegni occupazionali relativi al centro commerciale in via di realizzazione – dice la giunta – i lavoratori dell’ex Innova non rientrano nella quota riservata ai residenti nei comuni di Arese e Lainate e nemmeno nella quota riservata alle situazioni di crisi quali mobilità, cassa integrazione, giovani fino a 30 anni disoccupati o in cerca di prima occupazione, ai quali è riservata una quota a pari al 20 per cento dei posti di lavoro che si renderanno disponibili. Secondo quanto concordato nell’ottobre del 2012, per i lavoratori ex Innova Service è stato, invece, firmato un Protocollo di Intesa che mette a disposizione 2,2 milioni di euro, sottoscritto tra Comune di Arese, Agenzia regionale del lavoro e la proprietà delle aree Tea, per un percorso di ricollocamento lavorativo o un accompagnamento alla pensione o una buonuscita. Per accedere a questi fondi il singolo lavoratore deve rinunciare all’automatismo di essere ricollocato all’interno dell’area ex Alfa”.

L’amministrazione sostiene anche di essersi adoperata in questi mesi per arrivare a delle modifiche sostanziali dell’accordo: “Abbiamo chiesto – spiega l’amministrazione – che fosse reso evidente nel testo del Protocollo di Intesa che il percorso proposto non comportasse l’annullamento del diritto a proseguire la vertenza legale contro Innova Service. Abbiamo anche chiesto che, pur non garantendo vie preferenziali, non venisse posta alcuna pregiudiziale su una possibile ricollocazione dei singoli lavoratori sull’area, qualora ve ne fossero state le condizioni e la possibilità di valutare da parte della proprietà la necessità che si limitassero i soggetti, le imprese, dell’articolata rete proprietaria delle aree, al fine di chiarire nei confronti di chi i firmatari non avessero più nulla a pretendere in futuro. L’ipotesi di modifica del testo originale è stata accolta e a oggi un’integrazione dell’accordo in discussione al tavolo aperto in Prefettura è alla valutazione del legale dei lavoratori. Ricordiamo, infine, che gli incentivi stanziati non sono nelle disponibilità del Comune, come erroneamente più volte sostenuto, bensì in quelle del tavolo medesimo”.

L’amministrazione, in tema di crisi e occupazione, ricorda poi quanto deliberato nel corso dell’ultimo consiglio comunale: “Nelle linee di indirizzo appena approvate all’unanimità dal consiglio comunale di Arese – viene detto nel documento – è stata esplicitata, tra le altre cose, la necessità di avviare le selezioni per le assunzioni al centro commerciale anche nella quota prevista per le condizioni di crisi nell’area. Si vuole ribadire che questa amministrazione non ha mai avallato alcuna ipotesi di esclusione preventiva per chicchessia. Coerentemente al testo sottoscritto ha chiesto e chiede con forza, invece, il rigoroso rispetto delle percentuali di assunzione dei cittadini residenti tra Arese e Lainate, il 40 per cento, e delle situazioni di crisi, il 20 per cento, in riferimento alla pianta organica del centro commerciale in via di definizione”.

La protesta in aula consiliare degli Slai Cobas è però ancora una questione aperta, con l’amministrazione che prende posizione sull’episodio, sostenendo che il ripetersi di simili forme di dissenso potrebbe compromettere il dialogo tra le parti: “Nel corso del consiglio comunale del 25 febbraio scorso – si legge nel comunicato – si è assistito all’ennesima, inaccettabile, forma di protesta messa in atto da parte dei lavoratori ex Innova Service. Tuttavia, nonostante lo spiacevole episodio, l’amministrazione comunale ha ricevuto ancora una volta i lavoratori presso il palazzo comunale in presenza di tutte le forze del politiche del consiglio comunale. Nonostante nessuna delle persone coinvolte nella crisi Innova Service sia residente nel nostro Comune, elemento non proprio indifferente per un ente territoriale, l’amministrazione ha ritenuto di incontrare costantemente gli ex lavoratori, mettendo in essere quanto possibile per la risoluzione della complicata vicenda. Tale disponibilità per il futuro è ovviamente condizionata al rispetto delle regole, dell’istituzione pubblica e dell’assemblea cittadina. Ulteriori episodi volti a bloccare l’attività della pubblica amministrazione non potranno essere ulteriormente tollerati”.

Contestualmente al comunicato dell’amministrazione, gli Slai Cobas hanno reso noto che altre 15 persone impiegate sull’area hanno perso il proprio posto di lavoro. Si tratta dei lavoratori della Greenfluff, tutti ex Alfa a suo tempo ricollocati in questa azienda, ai quali è stato confermato il licenziamento comunicato due mesi fa. La Greenfluff ricade nel territorio di Lainate e i rappresentanti degli Slai Cobas chiedono anche per queste persone la riassunzione all’interno delle strutture che andranno a operare nell’area ex Alfa.

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese