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Anpi e 25 aprile: Augurusa scrive a Chiodi

24 aprile 2012 – La decisione del commissario prefettizio Emilio Chiodi di estromettere l’Anpi dalle celebrazioni del 25 aprile, presa secondo quanto riferisce l’Anpi per tutelare il regime di par condicio in periodo elettorale, ha prima provocato la reazione dell’associazione stessa che ha inviato a QuiArese una lettera aperta (leggi qui) e poi una serie di reazioni dei nostri lettori che hanno postato le loro critiche al commissario sulla nostra pagina Facebook (clicca qui). A queste voci si aggiunge ora quella del candidato del centrosinistra Giuseppe Augurusa, che ha inviato a Chiodi una lettera nella quale gli chiede di tornare sui propri passi, definendo la decisione presa inaccettabile. “Su molti temi della vita pubblica – dice Augurusa – c’è nell’aria una sorta di morbosa attenzione a un equilibrio di facciata che rischia di travolgere la sostanza delle cose e con essa, le radici, la memoria ed i valori di riferimento. Voglio anche precisare che quella della lettera è una mia iniziativa personale, perché non è assolutamente mia intenzione politicizzare questo argomento”. Sono queste le motivazioni che hanno indotto Augurusa a scrivere al commissario prefettizio la lettera il cui testo riportiamo integralmente qui sotto.

Egr. Dott. Chiodi,
Commissario Prefettizio al Comune di Arese
apprendo non senza stupore, della sua decisione di negare all’Associazione Nazionale Partigiani il consueto intervento in occasione della commemorazione del 25 aprile prevista per domattina anche nella nostra città. Le motivazioni sarebbero riconducibili, secondo i rappresentanti dell’Anpi locale, all’imminenza della competizione elettorale per il rinnovo della nostra Amministrazione e ciò rende ancora più sorprendente l’iniziativa. Questa decisione ha già suscitato nelle scorse ore, diverse prese di posizioni, riportando ancora una volta la nostra città all’onore indesiderato delle cronache. Come Lei sa, l’Anpi è l’associazione che ha contribuito a tenere viva la memoria sul periodo più drammatico della nostra storia patria, sulle lotte partigiane di liberazione che hanno visto protagonisti giovani italiani accomunati più dalla voglia di libertà che da una comune ideologia politica. Non tenere conto di questo e piegare il tutto alla strettissima attualità della contesa politica, significa non assolvere uno dei ruoli primari di un’istituzione pubblica: lavorare alla coesione di una comunità e non alla sua pretestuosa divisione. Come cittadino di Arese prima e candidato, tra i candidati, alla carica di Sindaco immediatamente dopo, la invito a lavorare nella direzione che consenta alla festa della liberazione di essere concretamente la festa di tutti. Da uomo delle istituzioni quale Lei è, mi auguro voglia rivedere questa inaccettabile decisione.

Cordialmente
Giuseppe Augurusa

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