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Arese e i livelli di PM10 oggi e domani

08 ottobre 2012 – Dopo la video-inchiesta sui campi elettromagnetici ad Arese (clicca qui), Alessandro Corniani e Massimiliano Seregni tornano con un video (guardalo qui) che si propone di rispondere alla domanda se c’è o meno un problema PM10 nella nostra città. Dallo studio virtuale di Arese Web-Tv – simpatica l’idea – i due iniziano con il proporre i dati di uno studio europeo, dai quali emergerebbe che la nostra regione è una tra le aree con il maggior inquinamento da particolato dell’intera Unione Europea. I dati dello studio evidenziano anche che in Europa le maggiori responsabilità per l’inquinamento da PM10 non sono dovute ai trasporti, che sono al terzo posto con un’incidenza del 25 per cento, quanto piuttosto a riscaldamenti e industrie. Se si analizzano i dati del Rapporto Ambientale contenuto nella Vas (Valutazione Ambientale Strategica) redatta nel contesto delle valutazioni per l’Accordo di Programma, appare però ben diversa la nostra situazione a livello locale. Da quel documento emergerebbe che ad Arese e aree limitrofe i trasporti contribuiscono alla presenza di PM10 nell’aria per una quota del 61 per cento.

Corniani e Seregni riportano quindi i dati Arpa relativi alla centralina di misurazione del PM10 di Arese, dai quali si evince che già con i primi nove mesi dell’anno, nella nostra città il livello di particolato è vicino al limite medio annuale fissato dalla Comunità Europea in 40 microgrammi per metrocubo e che abbiamo già superato per 50 giorni la soglia di 50 microgrammi per metrocubo, quando le norme europee dicono che questo non dovrebbe accadere per più di 35 volte. Preso atto della situazione esistente, il video propone una simulazione di quello che potrà essere l’impatto sul traffico e sull’aumento di vetture circolanti e quindi di PM10, che si avrà con la realizzazione dei seicento appartamenti previsti in Arese Sud, dei circa mille ipotizzati con Arese Nord e con la realizzazione del centro commerciale con il conseguente aumento del parco auto circolante. Il tutto ricollegato, infine, alla stima, effettuata utilizzando uno studio in materia realizzato dall’Arpa, di quello che potrebbe essere l’impatto sulla salute derivante da un endemico aumento del PM10.

Il materiale documentale dal quale sono stati attinti i dati riportati nel video è disponibili sul sito Internet di Massimiliano Seregni (clicca qui).

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