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Atm: biglietto da 1.50 e 2 euro ma niente fascia urbana per Arese

15 gennaio 2019 – Salta, almeno per ora, la possibilità per gli aresini di poter usufruire della tariffa unica integrata per il trasporto pubblico metropolitano di Milano, a causa della decisione di Regione Lombardia, che ha rinviato a data da definire la riforma già prevista in uscita a marzo 2019. La possibilità era emersa nell’ambito dell’accordo tra Regione Lombardia e Comune di Milano, che prevede l’aumento del biglietto singolo urbano da 1,50 a 2 euro, e avrebbe però dovuto offrire come contropartita l’inserimento dei Comuni di prima fascia, tra i quali anche Arese, nella tariffa urbana di Milano.

In sostanza grazie alla tariffa unica integrata gli aresini avrebbero potuto raggiungere Milano coprendo la tratta con l’attuale servizio di bus più metropolitana da Rho Fiera spendendo 2 soli euro in luogo degli attuali 3.10 euro. Anche per il tragitto in metropolitana da Rho Fiera a Milano sarebbe dovuto essere sufficiente il biglietto urbano da 2 euro (attualmente 1.50 euro) invece che quello da 2.50 euro. L’aumento tra l’altro oltre al biglietto urbano coinvolgerà anche gli altri titoli urbani legati al tagliando singolo (carnet e settimanali) e l’abbonamento mensile, a fronte della mancanza di aumenti degli abbonamenti annuali, per i quali si prevede anche la possibilità di rateizzare il pagamento, e degli abbonamenti riservati a giovani ed anziani.

Dal punto di vista formale la rivoluzione tariffaria sarebbe stata attuata cambiando il modo nel quale vengono calcolate le tariffe, che al momento è basato su un sistema a cerchi concentrici tracciati intorno a Milano, che determinano le zone attraversate durante il tragitto e conseguentemente il prezzo del biglietto. In sostanza quello che i Comuni di prima fascia attendevano era che tutte le città confinali beneficiassero della tariffa urbana, venendo inseriti all’interno del primo cerchio.

Un punto ancora da chiarire e sviluppare della riforma avrebbe infine previsto la possibilità di utilizzare un unico titolo di viaggio tra treno e bus, tra Milano e provincia. In pratica con il biglietto del passante ferroviario dovrebbe essere possibile utilizzare anche i mezzi pubblici milanesi, compresa la metropolitana. Tutto questo sarebbe dovuto partire da marzo, ma, come si diceva, al momento l’iter è stato bloccato da Regione Lombardia.

La risposta dei sindaci dell’hinterland milanese, compreso quello di Arese, non si è fatta attendere, con i primi cittadini di una novantina di Comuni che hanno sottoscritto una lettera indirizzata ad Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia e a Giuseppe Sala, sindaco di Città Metropolitana di Milano per chiedere la riapertura a breve termine della discussione per l’approvazione della “Tariffa unica integrata per il trasporto pubblico metropolitano di Milano e del nuovo sistema organizzativo dei trasporti”. Secondo quanto reso pubblico, le motivazioni di questa richiesta nascono dalle informazioni raccolte durante gli incontri con l’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale del bacino della Città Metropolitana di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, in base alle quali l’introduzione della tariffa unificata e del nuovo progetto porterebbe considerevoli risparmi e quindi benefici agli utenti del trasporto pubblico della provincia sia in termini economici che in quelli pratici per i singoli ticket ed abbonamenti, e per l’intero servizio.

Di tutta la riforma dunque, quello che per il momento pare sarà effettivo a inizio marzo è l’aumento del biglietto urbano, il cui costo passerà da 1.50 a 2 euro. Agli aresini e agli altri abitanti dei Comuni della prima fascia milanese non resta dunque che sperare che la lettera inviata dai sindaci sortisca qualche effetto.

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