Home Cronaca

Avcp: illegittimo affidamento Csda a Facs

01 giugno 2012 – “Il Consiglio ritiene che l’affidamento diretto della concessione di gestione degli impianti sportivi del centro Davide Ancilotto, di proprietà comunale, alla Fondazione Arese Cultura e Sport presenta profili di illegittimità, sia perché il fenomeno del c.d. in house providing, del tutto eccezionale, non può essere menzionato per un caso come quello in esame, sia perché non sembra soccorrere nepure la natura sociale e/o di rilevanza non economica del servizio”. Sono queste le conclusioni alle quali è giunta l’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (Avcp), che si è espressa in merito all’esposto che Giancarlo Giudici aveva presentato lo scorso ottobre in rappresentanza dell’allora gruppo consiliare del PD e del consigliere indipendente Delmonte. La funzione dell’Avcp è quella di valutare la correttezza dei contratti stipulati dalle pubbliche amministrazioni e, in pratica, quello che gli allora consiglieri comunali di opposizione chiedevano, era che l’Autorità si esprimesse in merito al fatto che l’amministrazione avesse facoltà di affidare a Facs il Csda.

Il nodo della questione è legato al fatto che il comune avesse o meno la possibilità di dare un diritto di comodato sul centro sportivo a Fondazione. Come dice il documento dell’Avcp (scaricalo qui), le condizioni perché un ente possa affidare ad altri la gestione di impianti sportivi di sua proprietà sono molto circoscritte e legate essenzialmente al fatto che gli impianti in questione siano privi di rilevanza economica oppure che venga effettuato un affidamento in house, e cioè in autoproduzione economica. Condizioni che l’Avcp non ha ravvisato esserci nella convenzione tra Comune e Facs che riguardo la rilevanza economica dice: “… si deve escludere che quello in discorso sia definibile come servizio privo di rilevanza economica. Appare anzi evidente, vista la documentazione da ultimo prodotta da Fondazione, che le caratteristiche delle attività svolte ne centro sportivo (tariffe da praticare all’utenza, punti di ristoro, possibilità di vendita di spazi pubblicitari, pagamento di un biglietto di ingresso da parte dei fruitori ad esempio di eventi sportivi) siano potenzialmente remunerative e potrebbero produrre introiti sufficienti ad un eventuale Concessionario per coprire i costi di gestione e per ricavarne degli ulteriori profitti”. Sempre secondo l’Avcp non sussisterebbe poi neppure la seconda condizione, e cioè quella dell’in house providing perché non si verificherebbero le condizioni previste dalla giurisprudenza per attuarlo, e cioè che la società in house deve agire come organo dell’amministrazione e che l’affidatario deve destinare la sua attività prevalente a favore dell’ente controllante. Ma nella pratica, che effetti avrà questo parere dell’Autorità? Probabilmente nessuno immediato perché l’Avcp non ha poteri dispositivi ma rappresenta comunque un ulteriore nodo da sciogliere perché con questo documento, di fatto, è stato comunicato al Comune di Arese che un contratto da lui stipulato è stato ritenuto viziato di illegittimità.

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese.