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Biblioteca piena per serata AF sull’Adp

26 novembre 2012 – Biblioteca piena venerdì sera per l’incontro promosso dall’associazione Aresefuturo sul tema del commercio locale e delle sue prospettive qualora fosse approvato l’attuale Adp. “Commercio al centro o centro commerciale – ha introdotto la serata il presidente dell’associazione Andrea Costantino – è stato lo slogan che aveva accompagnato la vittoriosa campagna elettorale di Aresefuturo lo scorso anno. E anche il motivo per il quale è caduta la giunta. Questa sera cercheremo di fare un’analisi ragionata e oggettiva sul tema, senza opporre un no a priori al progetto”. Un’analisi che è stata condotta con l’ausilio degli interventi dell’assessore al commercio, attività produttive, turismo e marketing territoriale del Comune di Milano Franco D’Alfonso, del consigliere comunale di Rho, Marco Tizzoni e dell’esponente del Comitato Difendiamo Arese Paolo Venutti.

Il primo a prendere la parola è stato Franco D’Alfonso, con un intervento incentrato sul fatto che dal primo gennaio 2014 sarà operativa la città metropolitana, il cui sindaco sarà il sindaco di Milano, e che questo Adp sta andando in porto senza contemplare tra i suoi partecipanti questo futuro soggetto istituzionale: “E’ antistorico considerare operazioni come questo Accordo di Programma come locali e impattanti solo sui comuni interessati direttamente dall’area. Oggi i confini tra le città sono di fatto inesistenti e l’Adp avrà una forte influenza su tutta quella che sarà l’area metropolitana di Milano. Regione Lombardia poi, che avrebbe dovuto sorvegliare, è mancata completamente ai suoi compiti, stravolgendo anche quello che era il ruolo istituzionale pensato per le Regioni all’atto della loro costituzione e diventando, di fatto, un’autorità di gestione invece che di controllo. D’Alfonso ha anche criticato l’Adp nel merito: “Non credo – ha detto l’assessore milanese – che un centro commerciale sia una soluzione equilibrata perché questo è il primo anno dove anche la Gdo, che è il primo settore di occupazione per la provincia di Milano, sta perdendo punti vendita. Questo Adp è nato vecchio e sarà necessario rimetterci mano, non solo per tutelare Arese ma anche per tutelare la futura città metropolitana”. Da segnalare l’intervento di una persona del pubblico che chiedeva a D’Alfonso per quale ragione allora il Comune di Milano avesse espresso parere favorevole all’Adp in sede di conferenza dei servizi. L’assessore milanese è sembrato colto in contropiede dalla domanda, sostenendo in un primo tempo che il voto favorevole era stata espresso dagli uffici tecnici e non dall’assessorato e, richiedendo la parola dopo qualche minuto, correggendo parzialmente il tiro e sostenendo che Milano poteva comunque sollevare obiezioni solo per questioni attinenti i confini. “In ogni caso – ha annunciato D’Alfonso – il mio assessorato darà parere negativo sull’Adp e chiederà che tutto venga rimandato a quando la città metropolitana sarà operativa e potrà essere soggetto attivo del processo”.

Marco Tizzoni ha però rincarato la dose già all’inizio del suo intervento: “Io ha partecipato alla prima conferenza dei servizi, e le cose non sono esattamente come dice l’assessore D’Alfonso. I cittadini sono sempre stati contrari a questo Adp mentre la politica lo ha sempre voluto. Ricordo che all’epoca dissi al mio sindaco che avrei votato no e la sua risposta fu che allora in conferenza sarebbe andato lui a portare il voto favorevole di Rho”. Tizzoni ha poi analizzato anche la situazione, particolare, di Arese: “Mi domando – ha detto il consigliere rhodense – per quale ragione un commissario prefettizio, il cui mandato scadrà tra qualche mese con le elezioni di marzo, dovrebbe con il suo voto favorevole prendere impegni così importanti per la città. Mi domando che urgenza ci sia e se non sarebbe più democratico che a esprimersi sull’Accordo di Programma non possa essere il prossimo consiglio comunale democraticamente eletto dagli aresini. Purtroppo non credo accadrà, perché il commissario prefettizio è figlio di questa politica, che non sa o non vuole ascoltare i cittadini”. Nella sua critica alla politica Tizzoni accomuna destra e sinistra: “Non voglio entrare nel merito delle dimissioni di Ravelli, dico soltanto che questa vicenda è stata poco chiara. Come è stato poco comprensibile il silenzio di destra e sinistra alla conferenza dei servizi. Chiedo poi, soprattutto alla sinistra, perché non ha fatto una vera battaglia su questi temi, preferendo rimanere in silenzio. E da sempre silenzio vuole dire assenso”. Per Tizzoni è anche intuibile lo sviluppo futuro dell’intera area: “Oggi arriverà il grande centro commerciale – ha concluso il rappresentante di Gente di Rho – e fra cinque anni, quando la crisi sarà ancora peggiore e quindi nell’area non sarà sorto altro, si risiederanno ai tavoli della Regione e daranno il nulla osta a un cambio di destinazione. Facendo sorgere a fianco del primo un secondo e magari un terzo centro commerciale. Questa sera voglio prendere un impegno con Arese e dico che se mai sarò sindaco di Rho farò tutto quanto in mio potere per ostacolare il più possibile l’accesso viabilistico al centro commerciale”.

Dopo Tizzoni, Andrea Costantino ha proposto una presentazione (vedi qui) con una serie di stime su quello che potrebbe comportare la realizzazione delle opere previste dall’Adp. “L’isocrona a trenta minuti (la popolazione residente in un raggio di trenta minuti da un dato punto ndr) delinea un bacino di utenza del centro commerciale pari a 1.357.567 persone; un dato analogo lo si riscontra in un centro commerciale di Udine, che ci mostra anche che con questo valore i visitatori annui della struttura sono circa sei milioni. Immaginate cosa significa questo per il traffico locale?”. Costantino ha anche parlato delle ricadute sul commercio locale: “Non lo dico io ma i dati di Confcommercio: per ogni posto di lavoro creato da un centro commerciale ne vengono cancellati quattro nel commercio di vicinato. Ne consegue che tutte le attività commerciali di Arese sono a rischio”. Gli ultimi numeri che porta il presidente di Aresefuturo sono quelli sul patrimonio immobiliare degli aresini: “Ci sono 70.000 metri quadri destinati a nuove abitazioni. Non metri cubi ma quadri, il che significa che non sappiamo nemmeno quanto alte saranno le nuove costruzioni. Aggiungere ad Arese Sud un nuovo enorme complesso edilizio farà crollare i prezzi delle case ad Arese, che già nell’ultimo anno sono diminuiti del 7 per cento, con la conseguente diminuzione del patrimonio degli aresini “.

Gli interventi dei relatori si sono conclusi con quello di Paolo Venutti, che ha mostrato una serie di mappe e di dati tecnici relativi all’Adp (vedi qui): “Mi sento a casa – ha esordito Venutti – perché esattamente tre anni fa, con il Comitato Difendiamo Arese, ero in questo stesso luogo a parlare per la prima volta ai cittadini di questo argomento, allora molto misterioso. A mio avviso il destino di quell’area è di diventare un grosso polo della grande distribuzione perché dopo l’Expo sarà possibile convertire parte delle destinazioni industriali in commerciali e vedremo sorgere altre catene della Gdo. Con tutto quello che ciò significherebbe a livello di traffico e di inquinamento, con il livello del PM10 che aumenterà drammaticamente”.

Tra gli interventi del pubblico da segnalare le critiche degli Slai Cobas che hanno sostenuto che, al di la delle parole, nessuno si sia mai adoperato realmente per garantire il lavoro. Oltre a questo, il sindacato ha fatto notare come il discorso traffico venga anche strumentalizzato perché, quando l’Alfa era pienamente operativa, c’erano ventimila dipendenti al giorno, circa cinque milioni all’anno, che si muovevano sulle strade di Arese e dintorni senza creare spaventosi ingorghi. Pippo Fiorito della Federazione della Sinistra ha invece lanciato due proposte: una manifestazione cittadina e un referendum autogestito sull’Adp.

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