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Campi estivi: Aresenuoto rimborsa

26 luglio 2012 – Come noto i campi estivi organizzati da Aresenuoto all’interno del Centro Sportivo Davide Ancilotto sono stati interrotti a due settimane dal loro termine naturale dall’ordinanza sindacale che ordinava lo sgombero della struttura per motivi di sicurezza. La società presieduta da Alan Mantegazza ha comunicato di essere in fase di rimborso delle quote pagate anticipatamente per il periodo durante il quale non è stato possibile per i ragazzi di usufruire del servizio. “I campi estivi – ha spiegato Mantegazza – erano organizzati a settimane e quindi quasi tutti i genitori pagavano la quota per la settimana in corso. Solamente sette famiglie avevano preferito versare anticipatamente la retta per l’intero periodo ed è stata nostra premura contattarle tutte per avere le loro coordinate bancarie, in maniera tale da poter procedere al rimborso del periodo già pagato ma non usufruito per cause indipendenti dalla nostra volontà”.

Mantegazza non vuole commentare la situazione che si è venuta a creare al centro sportivo ma non nasconde comunque la sua amarezza: “Sono ormai molti anni che io e mia sorella Karen gestiamo centri natatori e lo abbiamo sempre fatto mettendoci tutta la nostra passione e buona volontà. Quello che è successo al Csda mi ha ferito profondamente e mi ha fatto riflettere se continuare o meno con questa attività”. Ai campi estivi di Aresenuoto partecipavano una trentina di bambini, che la mattina di giovedì 12 luglio si sono trovati coinvolti nello sgombero della struttura posta sotto sequestro giudiziario (annullato poi dal giudice nelle 48 ore successive) e Mantegazza  vuole ringraziare il comandante Bindelli della Polizia Locale per la sensibilità dimostrata: “La chiusura forzosa del centro sportivo è stata fatta di giovedì mattina, quando nel centro c’erano circa 25 bambini che ci erano stati affidati dai loro genitori che ormai avevano raggiunto il loro luogo di lavoro e sarebbero stati difficilmente raggiungibili. Quando abbiamo fatto presente al comandante Bindelli che lo sgombero ci avrebbe costretto a far sostare i bambini nel parcheggio antistante il centro sportivo sino all’arrivo dei genitori, questi ha acconsentito, con grande sensibilità, a permetterci di rimanere all’interno della struttura fino a sera e fino all’arrivo dei genitori”. Genitori che hanno compreso la situazione: “Nessuno di loro – spiega Mantegazza – malgrado gli si presentasse il problema di a chi affidare i bambini nelle giornate successive, ha contestato Aresenuoto, solidarizzando anzi con l’associazione che in questa vicenda è stata danneggiata tanto quanto loro e senza che avesse alcuna responsabilità in merito a quanto accaduto”.

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