Home Cronaca

Case Aler, presentato esposto a Carabinieri

04 febbraio 2016 – Un esposto ai Carabinieri. E’ quello che hanno fatto gli inquilini del civico 4/b delle case Aler di via Monviso, per denunciare lo stato di degrado del caseggiato nel quale vivono. Un tentativo per richiamare l’attenzione di Aler e degli altri soggetti istituzionali su una situazione che sta diventando insostenibile. Gli edifici del complesso residenziale di via Monviso 4 necessiterebbero infatti di importanti interventi manutentivi, che Aler non è però in grado di fare per la crisi finanziaria nella quale versa.

Il problema degli inquilini è però che, oltre ai grandi lavori, le palazzine stanno degradando rapidamente anche per quanto riguarda la manutenzione ordinaria. Citofoni che non funzionano da tre anni e ascensori frequentemente bloccati sono i due esempi più eclatanti. Piccole cose forse, ma che nel contesto possono portare a problematiche anche serie.

La palazzina 4/b è infatti abitata prevalentemente da persone anziane, “che pagano regolarmente l’affitto – fanno sapere i condomini – e non sono in ritardo con nessun versamento”. Persone per le quali fare quattro piani a piedi non è così banale, e se il citofono non funziona i quattro piani li devi necessariamente fare se qualcuno viene a farti visita e non hai la possibilità di aprire il portone dal tuo appartamento. O persone che sono allettate e alle quali è saltato l’appuntamento con un operatore sanitario per degli esami clinici che, non sapendo che il citofono fosse guasto, alla mancata risposta ha pensato che in casa non ci fosse nessuno ed è passato all’appuntamento successivo. Piccole cose, appunto, ma che nello specifico diventano grandi. Ed è proprio per cercare di avere risposte a queste piccole cose, che seguendo i canali tradizionali non sono mai state fornite, che gli inquilini del 4/b hanno presentato un esposto ai Carabinieri. Perché gli abitanti sono consapevoli che per le pur necessarie ristrutturazioni non ci sono soldi, ma almeno l’uscita di un’oretta di un elettricista o di un ascensorista la ritengono dovuta.

Il quadro non è comunque semplice, perché Aler soldi non ne ha e il Comune direttamente non può impegnare fondi su stabili non di sua proprietà. E allora si vive in questo limbo, con Aler che è completamente ferma e si astiene da qualunque intervento in attesa di una Legge Regionale che stanzi fondi a suo favore. Nel frattempo, ad Arese come altrove, si cerca di formare comitati di inquilini, con lo scopo di rappresentare, quando arriveranno i soldi, degli interlocutori più forti nei confronti della proprietà. Sperando che nell’attesa si possa almeno a rispondere al citofono ed evitare a persone anziane di fare tutti i giorni quattro piani a piedi.

Di seguito il testo dell’esposto presentato ai Carabinieri, che ci è stato fornito direttamente dagli inquilini dell’edificio 4/b.

Gli inquilini delle case popolari di via Monviso 4/B  Arese, esasperati dal silenzio che ha fatto eco ai loro appelli agli enti interessati per porre fine ai disagi conseguenti alla mancanza di interventi, espongono ai Carabinieri la situazione di degrado e i problemi di grave insicurezza con cui sono costretti a convivere. E’ inutile qui elencare le telefonate, le lettere all’Aler di Rho, al Comune di Arese, le riunioni e assemblee cui hanno fatto seguito promesse mancate, risposte dilatorie, garanzie di  pronto di intervento cui non si è fatto seguito.

Si elencano i principali problemi:

  • La palazzina che insiste nella via sopra citata mostra evidenti segni di degrado strutturale. In particolare nell’estradosso dei balconi si evidenziano lesioni con l’esposizione dell’armatura in ferro in avanzato stato di ossidazione. Dai balconi si sono già staccati intonaco e calcinacci. E’ indispensabile una opportuna verifica, per accertare la natura del danno e mettere in sicurezza la facciata al fine di garantire l’incolumità delle persone.
  • Il citofono del portone d’ingresso non funziona: da tre anni non trasmette voce né dall’interno né dall’esterno. Da alcuni mesi è guasto pure il segnale acustico. Ne deriva che il visitatore non informato trova la porta chiusa e si allontana immaginando l’assenza dell’inquilino, come è capitato a un’operatrice sanitaria che non ha potuto prestare cure indispensabili a un’anziana malata. Per aprire a un ospite esterno che comunica la sua presenza telefonicamente, occorre alle numerose persone anziane scendere e salire le scale a piedi (con l’ascensore molto spesso fuori uso). Se poi, per ovviare al disagio, si lascia la porta aperta, ne derivano problemi di sicurezza: quante volte abbiamo dovuto allontanare estranei indesiderati!

I sottoscritti inquilini sono stanchi della situazione davvero insopportabile. La gestione Aler deve cambiare. Deve cessare lo stato di abbandono. Alex ha il dovere di ascoltare gli inquilini e di rispondere alle richieste di interventi manutentivi, di sicurezza, di funzionamento dei servizi, (che gli inquilini pagano senza possibilità di controllo su ciò che ottengono).

In mancanza di risposta urgente, si passerà alla denuncia alla Magistratura.

 

© riproduzione riservata

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese