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CCSA: situazione incerta, si attendono risposte

06 maggio 2011 – È stata un’assemblea sostanzialmente inconcludente, ma molto “calda”, ricca di contestazioni e di polemiche. Nella pratica, però, l’adunanza straordinaria convocata per ieri sera non ha portato a effetti concreti. Si era paventata l’ipotesi che la storica associazione potesse sciogliersi, ma in realtà il presidente Guido De Metrio si è limitato a presentare un piano per l’attività sportiva 2011-2012 e soprattutto a chiedere precisi impegni all’amministrazione comunale e alla Fondazione Arese Cultura e Sport (FACS). Dalla prima si vuole sapere se il piano potrà essere realizzato nei termini in cui è stato ipotizzato, che prevedono un contributo di 70 mila euro per il sostegno allo sport “sociale”, mentre alla seconda viene chiesta conferma della disponibilità degli spazi presso il Centro Sportivo Davide Ancilotto in modo da poter pianificare le attività per la nuova stagione. Oltre a calcio, basket e pallavolo, il CCSA vorrebbe tornare a gestire la ginnastica – che quest’anno è stata un po’ trascurata per problemi organizzativi – e soprattutto il tennis, da cui ci si attende un po’ di reddittività che non può derivare dagli sport di squadra.

I tempi però stringono: la stagione corrente si concluderà il mese prossimo e senza certezze non è possibile partire con l’organizzazione di quella nuova. Il comune, rappresentato dall’assessore allo sport Andrea Bartolini, si è impegnato a dare una risposta al massimo in 15 giorni, mentre FACS, nella persona del presidente Pierluigi Pogliani, provvederà a comunicare le tariffe d’uso degli impianti entro una settimana, tariffe per altro invariate secondo quanto dichiarato da tutti gli interessati. Dato che agli spazi sono però interessate anche altre società sportive è rimasta senza risposta la domanda giunta dalla platea, ovvero con quali criteri verranno assegnati. Pogliani ha comunque sostenuto pubblicamente che se il CCSA sarà in grado di pagarli gli verranno concessi.

Va detto che Bartolini e Pogliani – entrambi contestatissimi da soci e pubblico presente – hanno fatto una pessima figura, non riuscendo a rispondere in modo convincente alle numerose richieste di chiarimento. Prima fra tutte perché mai si stia depauperando una base di soci che era vicina alle 2.500 persone in favore di nuove società sportive di capitali (Arese Sport, Arese Nuoto e Arese Basket) che sono state create, almeno in parte, dalle stesse persone responsabili di Intese, ovvero della società che dallo scorso primo settembre gestisce gli impianti dopo un conferimento, ancora da formalizzare nei dettagli, da parte di FACS.

Conflitto di interessi
Lo stesso assessore Bartolini ha ammesso che c’è un palese conflitto di interessi, senza però assumersene la responsabilità né dare un’indicazione politica su come sia possibile risolverlo. Dei numerosi problemi pratici che il CCSA ha dovuto affrontare in questi mesi Bartolini ha poi affermato di avere preso conoscenza solamente ieri sera, cosa francamente difficile da credere. Così come è difficile da credere che, dopo una risposta simile data in occasione della tavola rotonda sullo sport organizzata il 25 febbraio scorso, l’assessore stia ancora cercando di capire come siano andate le cose nella vicenda della selezione del partner per il “progetto speciale” dello scorso luglio.

Noi di QuiArese, che su questo argomento abbiamo scritto molto in questi mesi, i nostri lettori e i soci del CCSA lo sanno benissimo e l’unica cosa da fare ora sarebbe cercare di porre rimedio a quanto accaduto, quanto meno finalizzando accordi sinora solo verbali tra le parti in causa e cercando di ripartire con un po’ più di chiarezza. Del resto anche Bartolini ha ammesso due cose importanti, la prima già nota, la seconda per certi versi sorprendente: che per ristrutturare il centro sportivo bisognerà organizzare una vera gara d’appalto e che, con gli accordi tra comune e FACS in scadenza a fine 2014, non gli sembra possibile assegnare la gestione del centro a un privato per i 40 anni ipotizzati. Quest’ultimo aspetto contrasta però con quanto fino a oggi dichiarato dal sindaco Fornaro e con le ovvie aspettative di chi da settembre gestisce l’impianto. Dato che secondo Bartolini il famoso contratto tra FACS e Intese dovrebbe essere siglato nei prossimi giorni dovremmo vedere in tempi brevi come si concluderà la vicenda.

Se Bartolini non è apparso convincente, ancora meno lo è stato Pogliani, il quale ha ricevuto il piano messo a punto dal CCSA solamente la scorsa settimana e che quindi ha preso tempo per dare risposte ufficiali. Dimenticando però che al CCSA non sono arrivate risposte adeguata nella quotidianità degli ultimi mesi, né da FACS né da Intese, che da FACS è stata scelta.

L’enorme scaricabarile
Giova anche ricordare che in questo enorme scaricabarile FACS è partecipata al 49 per cento dal Comune di Arese, con una quota di gran lunga superiore a quella di qualunque altro socio privato. Ed essendo il centro sportivo di proprietà comunale la giunta dovrebbe dare indirizzi politici molto più chiari, intervenendo direttamente anche nella gestione di FACS grazia a un’abbondante maggioranza relativa. A meno di non voler credere che esista un enorme patto che coinvolge tutti gli altri soci per gestire FACS senza tener conto della volontà del Comune…

Tornando a quanto annunciato dal presidente De Metrio, va sottolineato che in questi mesi della stagione 2010-2011 il CCSA è riuscito a ridurre il debito verso fornitori da 178 a 149 mila euro, nonostante da Intese l’associazione attenda ancora un conguaglio di 43 mila euro frutto delle iscrizioni al calcio. Si tratta di quote raccolte da Arese Sport su delega di Intese che ancora devono essere riconosciute al CCSA. Attualmente il fatturato annuale dell’associazione si aggira intorno ai 110/120 mila euro, mentre per la nuova stagione sportiva si ipotizzano uscite per 198 mila euro (escluse le tariffe da riconoscere per l’uso degli impianti), a fronte di un preventivo di incassi che arriva a 149 mila euro.

Un futuro nebuloso
È evidente che di fronte a questa situazione il futuro dell’associazione rimanga nebuloso. Dal punto di vista economico se il comune non interviene a finanziare progetti di carattere sportivo sociale sarà difficile trovare le risorse necessarie. E del resto con gli sport più remunerativi passati ad altre società i margini di manovra sul fronte del fatturato sono ridotti. La speranza alternativa potrebbe essere legata al reperimento di uno o più sponsor, ma è chiaro che fino a quando non verrà fatta chiarezza sulla disponibilità degli spazi la ricerca non può andare a buon fine.