Home Cronaca

Centinaia in piazza per “Tutti a casa”

15 ottobre 2011 – Da 500 a 700 persone. Queste le stime di presenza alla manifestazione “Tutti a casa” che si è svolta questa mattina davanti al municipio. Per Arese si tratta di un successo straordinario. Alla manifestazione, organizzata dal Comitato Spontaneo Genitori Arese, hanno aderito tutte le forze politiche di opposizione e anche molte associazioni. In piazza, però, non si sono visti simboli di partito, ma solo centinaia di palloncini arancioni a simboleggiare i cachi, frutti che gli organizzatori avrebbero volentieri tirato ai nostri responsabili amministrativi, rei di non volersi dimettere dopo le vicende che nelle ultime settimane hanno sconvolto il mondo politico aresino.

Tutto è nato con gli arresti domiciliari del sindaco Fornaro, avvenuti lo scorso 22 settembre (leggi qui), soltanto poche ore dopo che gli assessori della Lega Nord, Massimiliano Seregni e Andrea Bartolini, si erano dimessi a causa della vicenda del centro sportivo (leggi qui). Il 26 settembre sono arrivate le dimissioni dell’assessore Salvatore Crisafulli, che si era già auto-sospeso alla fine di marzo dopo avere ricevuto un avviso di garanzia, e il giorno dopo – a sorpresa – l’annuncio delle dimissioni in consiglio comunale dell’assessore al bilancio Erika Seeber (leggi qui). Il vice-sindaco Carlo Giudici, dopo avere preso atto che in giunta non rimanevano che gli assessori Congedo e Massari, insieme al suo partito decideva “per senso di responsabilità” di continuare a governare la città. Le polemiche che sono seguite in settimana, quando sono stati confermati gli arresti domiciliari di Fornaro e revocati al consigliere comunale di Lainate Cattaneo (leggi qui), sono state infinite.

Quello che è probabile accada nei prossimi giorni è che i Pubblici Ministeri richiedano per gli indagati, o per alcuni di essi, il rinvio a giudizio. Prima della eventuale convalida della richiesta, le difese avranno modo di presentare elementi a loro favore che verranno valutati dal Giudice per le Indagini Preliminari. In termini concreti si parla di qualche settimana, mentre il limite temporale per il fermo cautelare è di sei mesi. In linea teorica, a livello di giunta, si potrebbe continuare a governare anche in assenza totale di assessori, mentre per far cadere il governo locale ci vorrebbe una mozione di sfiducia – che le opposizioni porteranno in consiglio comunale martedì prossimo – o le dimissioni contestuali di metà più uno dei consiglieri. Un’altra ipotesi che circola in questi giorni è che venga a mancare il numero legale per ratificare il passaggio dei poteri al vice-sindaco. Cosa accadrebbe in questo caso non è chiaro. Secondo le opposizioni, ovviamente, questo significherebbe la mancanza di governabilità e quindi la necessità di nominare un commissario prefettizio.

L’assessore Vincenzo Massari, che con grande presenza di spirito oggi ha voluto presenziare alla manifestazione cercando anche di prendere la parola (non ha potuto parlare a causa dei fischi dei partecipanti), ci ha detto che è difficile ipotizzare che questa giunta possa continuare a governare per i 18 mesi previsti dalla legge (per altro estendibili per un altro anno a discrezione del prefetto) in mancanza del sindaco. L’obiettivo sarebbe invece quello di gestire la risoluzione della vicenda del centro sportivo, arrivare all’approvazione del nuovo accordo di programma per l’area ex Alfa Romeo e poi valutare l’opportunità di considerare concluso il lavoro della giunta attuale.

Vi ricordiamo che questa notizia può essere commentata sulla nostra pagina di Facebook.