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Chi paga l’acqua al centro sportivo?

21 marzo 2012 – Il rapporto di Arese con l’acqua sembra essere quanto meno conflittuale. E quella gassata che troppo spesso manca alla famigerata Casa dell’Acqua è niente in confronto a quanto sta succedendo al Centro Sportivo Davide Ancilotto, che per qualche giorno ha corso il rischio di vedersi bloccate tutte le attività proprio per un paventato blocco dell’erogazione, minacciato dal gestore Amiacque e dovuto a bollette che sembrerebbero non essere state onorate. La cronaca dei fatti è molto semplice, meno la spiegazione delle cause. Qualche giorno fa al centro sportivo si è presentato un funzionario della società pubblica con l’esplicito mandato di chiudere il contatore perché l’intestatario dell’utenza, che sarebbe Facs, non avrebbe pagato una serie di bollette. “E’ così – racconta il procuratore speciale di Intese Alessandro Chiappini – e, da quanto ci è stato comunicato, il credito vantato da Amiacque nei confronti di Fondazione è superiore ai 90.000 euro. Messi di fronte a questa situazione abbiamo prima di tutto cercato di garantire la continuità del servizio che offriamo ai frequentatori del Csda, chiedendo ad Amiacque che ci volturasse l’utenza e che quindi inviasse direttamente a noi le nuove bollette”.

Una soluzione che però non sembra essere stata accolta con entusiasmo dalla società pubblica: “Ci è stato detto – conferma Chiappini – che l’utenza in passato era già stata volturata dal Ccsa a Facs per le stesse ragioni, visto che l’associazione aveva maturato a sua volta un debito importante con Amiacque. In quell’occasione l’azienda pubblica non sospese le forniture e, dando credito a Facs, procedette alla voltura. Oggi però, con circa 190.000 euro da incassare, Amiacque ci ha giustamente fatto presente di non essere esattamente ben disposta a una nuova voltura senza prima avere ricevuto il pagamento del credito vantato”. Le trattative tra Intese e Amiacque stanno andando avanti da circa una settimana e quello che sembra avere ottenuto la società che ha in gestione il centro sportivo è una proroga nella fornitura dell’acqua in attesa di chiarire la situazione debitoria: “Questa mattina – racconta Chiappini – sono stato nuovamente in Amiacque a spiegare la situazione. Devo dire che nei miei interlocutori ho trovato grande gentilezza e disponibilità ad aiutarci ma anche tanta preoccupazione per quello che è il pregresso. Stiamo trattando per fare in modo che Amiacque fatturi direttamente a noi i consumi attuali e sembra che la società pubblica possa prendere in considerazione questa ipotesi. Abbiamo comunque avuto la garanzia che, in attesa di definire la situazione, l’erogazione dell’acqua non verrà interrotta”.

Affrontata la problematica Amiacque e risolta l’emergenza, Intese torna però all’attacco con Facs: “Come ho già più volte avuto modo di dire, senza peraltro ricevere risposte, in base a quelli che erano gli accordi, quando siamo entrati nel centro sportivo abbiamo versato a Fondazione 190.000 euro, che avrebbero dovuto servire proprio a pagare i fornitori, e sui quali avremmo dovuto avere una rendicontazione. Dopo la vicenda di Amiacque, che evidentemente sembra non avere beneficiato dei soldi da noi versati a Facs, abbiamo nuovamente scritto a Fondazione e al commissario prefettizio per sapere in che modo e a beneficio di chi sono stati utilizzati i nostri 190.000 euro. E adesso aspettiamo quella risposta che in passato non ci è mai stata data. Vorrei anche fare presente che senza il nostro intervento, oggi il centro sportivo sarebbe senza acqua e quindi completamente fermo”. In merito a quanto dichiarato da Chiappini sul credito vantato da Amiacque, abbiamo chiesto un commento al presidente uscente di Facs Stefano Carli e al presidente del Ccsa Guido De Metrio.

Da quanto spiegatoci da De Metrio la situazione del Ccsa sarebbe però stata risolta all’atto della voltura del contratto a Fondazione: “Al momento del trasferimento dell’utenza dell’acqua dal Ccsa a Facs – spiega il presidente dell’associazione – il rapporto col Consorzio dell’acqua è stato regolato nel contesto dell’accordo tra Fondazione e Ccsa, in cui si è esclusa ogni debenza dell’associazione verso il Consorzio Amiacque”.

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