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Col di Lana: scuola chiusa per amianto!

21 giugno 2012 – Scuola chiusa per amianto. Stiamo parlando della Silvio Pellico di via Col di Lana per la quale sindaco Ravelli, con l’ordinanza numero 40 del 20 giugno scorso, ha dichiarato l’inagibilità ordinandone l’immediato sgombero. La cronaca di quanto successo è molto semplice: a maggio di quest’anno erano stati aggiudicati a un’impresa una serie di lavori di adeguamento dell’edificio alle vigenti normative in termini di sicurezza e di abbattimento delle barriere architettoniche. La società vincitrice della gara di appalto, che prevedeva tra l’altro la sostituzione parziale della pavimentazione, ha dovuto procedere alle analisi dei materiali rimossi prima di poterli conferire in discarica e proprio da queste analisi è emersa lo scorso 18 giugno una presenza che viene definita “qualitativa” di amianto nelle piastrelle rimosse. Preso atto dei risultati delle analisi, il sindaco non ha potuto che decretare l’inagibilità dell’edificio sino alla sua messa in sicurezza, dando mandato al settore Lavori Pubblici di procedere immediatamente a ulteriori accertamenti e agli eventuali interventi di bonifica ambientale.

Resta quindi ora da valutare se sarà possibile rimuovere l’amianto con le procedure di legge e ultimare i lavori di ristrutturazione in tempo per l’apertura del nuovo anno scolastico o se sarà necessario valutare soluzioni alternative per gli studenti di via Col di Lana. Sarebbe poi auspicabile che, dopo questo episodio che tutto sommato era anche prevedibile vista l’età dell’edificio, l’amministrazione procedesse a una verifica preventiva di tutte le altre strutture scolastiche costruite in tempi nei quali l’amianto veniva utilizzato. Lo abbiamo sostenuto più volte in passato, la scuola è la struttura alla quale i genitori affidano i propri figli ed è un dovere dare loro la garanzia che lo possano fare in totale sicurezza. Interessante a questo proposito notare come oggi sul sito della Silvio Pellico si faccia riferimento all’ordinanza del sindaco dicendo semplicemente che Ravelli ha decretato la chiusura della scuola “per motivi tecnici”, senza specificare nulla circa la loro natura (vedi qui).

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