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Commercio locale ad Arese, quale futuro?

05 aprile 2016 – Si è tenuto ieri sera all’Auditorium Aldo Moro un incontro promosso dall’amministrazione comunale per spiegare come verranno investiti i fondi che l’Accordo di Programma dell’area ex Alfa Romeo destina alle compensazioni socio-economiche, ambientali e territoriali. Si tratta di circa due milioni e mezzo di euro (il 56% della cifra a disposizione dei comuni di Lainate e Arese) che la giunta aresina ha deciso di destinare per il 74 per cento alla riqualificazione dei cosiddetti “distretti commerciali naturali”, per il 20 per cento al sostegno delle micro-imprese (aziende con meno di dieci dipendenti e meno di due milioni di euro di fatturato), per il due per cento al marketing territoriale, per il due per cento al reinsediamento nell’area ex Alfa e per un altro due per cento a sostegno dei commercianti che desiderano trasferire la propria attività all’interno del nuovo centro commerciale “Il Centro” che aprirà i battenti il prossimo 14 aprile.

Nel corso della serata, alla presenza di numerosi operatori commerciali di Arese, si è parlato soprattutto dei primi due aspetti, il cui peso è preponderante. Prima di decidere come investire il denaro destinato ai distretti naturali, il Comune ha deciso di affidare una ricognizione al Centro Studi Pim, che ha realizzato una “fotografia” della realtà esistente. Per “distretto commerciale naturale” si intende un’area circoscritta ad alta densità di attività rivolte al pubblico. In Arese erano già state a suo tempo identificate come tali il Centro Commerciale Giada, l’area di piazza 11 settembre, la via dei Caduti nel centro storico, il centro commerciale Le Mimose e l’area di viale Einaudi. Il Comune ha però chiesto agli operatori locali di identificare altre eventuali nuove aree di questo tipo e alla fine sono state aggiunte quella di viale Resegone e quella che comprende piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa e via Roma, intorno al municipio.

Per queste aree comincia oggi un lavoro di definizione degli interventi che nel corso dei prossimi due anni dovrebbero migliorare le caratteristiche strutturali e di accoglienza dei consumatori. Il Centro Studi Pim, che ha evidenziato come le maggiori “sofferenze” (con circa il 30 per cento dei locali destinati a negozio vuoti) siano al Giada e alle Mimose, ha in particolare segnalato lo stato precario del parcheggio antistante le Mimose e il fatto che il Giada, a causa dell’area verde che lo precede, è poco visibile da chi percorre viale dei Platani.

Su questi aspetti, e sulla presentazione della ricerca in generale, si è colta un po’ di insofferenza da parte del pubblico, che ha poi concentrato la maggior parte delle sue critiche sul lavoro che la giunta comunale ha svolto con i bandi finora emessi per offrire contributi a fondo perduto. Il bilancio, in effetti, non è particolarmente esaltante: il primo bando, lanciato a marzo dello scorso anno con cinquantamila euro destinati agli esercizi commerciali di nuova apertura è andato deserto; il secondo, pubblicato a giugno per la stessa cifra e con l’obiettivo di sostenere le nuove aperture e i subentri nell’ambito della somministrazione di alimentari e bevande, ha visto quattro partecipanti (tra cui QuiArese con il suo TechCafé, che si è aggiudicato parte dei contributi) avanzando oltre il venti per cento delle risorse messe a disposizione; il terzo è attualmente in corso.

Quest’ultime, che scade il 29 aprile, prevede lo stanziamento di 450 mila euro a sostegno della micro-impresa, che secondo i dati resi pubblici dall’assessore Giuseppe Augurusa è costituita in Arese per il 95 per cento da attività commerciali. Il problema, stando ai commenti di diversi operatori locali, è che il bando pare sia troppo complicato da interpretare e che ponga vincoli troppo stringenti per poter ottenere i contributi. In questo caso stiamo parlando della possibilità di ottenere fino a quindicimila euro a fondo perduto a fronte di un progetto di investimento di almeno trentamila euro (Iva esclusa) che riguardi, forse un po’ genericamente, l’innovazione.

Augurusa ha spiegato comunque che gli uffici comunali sono a disposizione per qualunque chiarimento e che nel caso in cui questo bando non raggiunga l’obiettivo le eventuali risorse non utilizzate verranno rimesse a disposizione del commercio locale con modalità riviste.

Il commercio locale deve essere difeso, anche se Arese non ha un tessuto commerciale grande come quello di altre realtà,” ha detto il sindaco Michela Palestra. “Nonostante ciò, è una realtà distribuita sul territorio e molto preziosa.

Augurusa ha voluto sottolineare il fatto che nonostante le risorse a disposizione “interventi di questa natura non possono da soli salvaguardare il commercio locale”. I consumi, ha detto l’assessore, sono in sostanziale calo da tre o quattro anni, quindi siamo in una condizione strutturale. “Quello che tentiamo di fare come amministrazione pubblica,” ha continuato, “è tentare di utilizzare al meglio un pezzo delle risorse disponibili. Non c’è dubbio che la sfida dell’economia locale sia complessa, ma lo è a prescindere dalla realtà del centro commerciale. E quello che apre ad Arese è solo uno di quelli che apriranno in zona, mettendo in difficoltà la distribuzione al dettaglio. Noi proviamo a mettere in sinergia le risorse disponibili con le iniziative dei singoli commercianti”.

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