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Commercio locale: “E’ dura, ma ho fiducia”

17 marzo 2015 – Del centro commerciale che sorgerà nell’area ex Alfa sino a ora se ne è parlato prevalentemente per le modifiche viabilistiche che la sua presenza comporterà e per i fondi che l’Accordo di Programma ha messo a disposizione del commercio locale come misura compensativa a sostegno dei negozi aresini. Ma di cosa pensano i commercianti aresini ancora poco è stato detto. Abbiamo dunque affrontato l’argomento con uno di loro, Achille Vegetti, presidente della Cooperativa Agricola Edificatrice che, tra le altre cose, è titolare dello storico minimarket di via Caduti. Che affronta in maniera diretta tutti i temi connessi al commercio locale e alla futura presenza dell’Arese Shopping Center, analizzando le problematiche dal punto di vista di un commerciante del centro storico. Sintetizzando al massimo il suo pensiero, quello che emerge è che pur tra le mille grandi difficoltà che sta attraversando, per il commercio locale aresino c’è ancora speranza. Purché le istituzioni si dimostrino disposte ad ascoltare e recepire quelle che sono le necessità e le soluzioni proposte dai negozi che vivono e operano sul territorio.

“E’ doveroso premettere – inizia Vegetti – che l’attuale situazione del commercio locale è in uno stato precomatoso, e che l’apertura del nuovo centro commerciale nell’area ex Alfa potrebbe comprometterla definitivamente. Penso che anni di insensibilità da parte delle amministrazioni comunali che si sono nel tempo succedute nei confronti del commercio al dettaglio abbiano creato una situazione estremamente pericolosa per la socialità di Arese. Nessuna comunità riesce a vivere e a svilupparsi in un territorio dove mancano negozi al dettaglio, e basta fare un rapido giro per Arese per capire che noi stiamo vivendo una situazione paradossale; ci sono più parrucchieri che panifici, più agenzie immobiliari che salumerie, più agenzie di pompe funebri che librerie; il numero di negozi chiusi con la scritta affittasi/vendesi continua ad aumentare e non si nota nessun segno di ottimismo tra gli operatori che ancora, eroicamente, tengono aperta la loro attività”.

Trovare soluzioni, anche per chi opera vive e lavora da anni territorio, non è semplice ma Vegetti identifica qualche ipotesi che potrebbe risultare utile ai commercianti, in particolare a quelli del centro storico: “In una situazione come questa – sostiene il presidente della Cooperativa – è estremamente difficile riuscire a fare proposte per cercare di risollevare il commercio aresino. Bisognerebbe affidarsi a tecnici veramente esperti o semplicemente cercare di capire come città a noi vicine siano riuscite a limitare i danni delle continue aperture di centri commerciali che hanno fatto della nostra zona una delle più trafficate commercialmente. Però, a mio parere, ci sono anche delle azioni semplici che potrebbero essere attuate da subito per cercare di rendere un po’ più dinamica commercialmente la nostra città”.

Le principali problematiche dalla risoluzione “semplice” che evidenzia il presidente della Cooperativa sono principalmente legate al mancato rispetto delle regole da parte di chi frequenta in auto il centro storico: “Per fare qualche esempio – spiega Vegetti – basterebbe riuscire a far rispettare le regole che l’amministrazione comunale si è data e che nessuno oggi rispetta. Mi riferisco alle varie zone con parcheggio con disco orario; basterebbe guardare i cruscotti delle macchine per capire che ad Arese la zona disco viene interpretata come parcheggio libero e perenne. E’, infatti, impossibile trovare una multa sui vetri delle automobili in sosta senza disco orario, e i pochi che lo espongono si sentono presi in giro. C’è poi anche un problema di viabilità cittadina; abito da sempre nel centro storico e vi posso garantire che per la gran parte del giorno il numero delle macchine che parcheggiano dove non è consentito è quasi superiore alle macchine che sono parcheggiate correttamente, anche se senza disco orario. Il carico/scarico degli studenti davanti all’ingresso del centro salesiano poi, è un operazione che viene fatta quasi solo in mezzo alla strada e solo davanti all’ingresso di via don della Torre, penalizzando tutti gli altri automobilisti che sfortunatamente devono transitare durante quei periodi. Ci sono poi operazioni un po’ più complesse e che richiedono anche più tempo ma che, a mio parere, è necessario mettere in cantiere appena possibile”.

Oltre ai problemi di “semplice” soluzione, ci sono dunque anche quelli più strutturali e di metodo, come ad esempio quelli relativi all’allocazione dei fondi dell’Adp per il commercio locale: “L’accordo di programma per l’area ex Alfa – sostiene Vegetti – prevede una compensazione di circa 2,5 milioni di euro per la sola Arese per la perdita di attività commerciali dovuta alla prossima apertura del centro commerciale; l’interpretazione che l’amministrazione comunale ha dato è, a mio parere, poco congrua, in quanto si intende utilizzare quei soldi per attività industriali, per asfaltare i parcheggi, per le startup e solo 200 mila euro, meno di un decimo del totale, per le attuali attività commerciali che intendono ristrutturare i propri negozi, specializzarsi, oppure mettere in opera azioni di risparmio energetico. Come cooperativa, ad esempio, abbiamo in corso una ristrutturazione abbastanza importante del nostro market ‘In Coop’ da effettuarsi durante il periodo estivo ma, a oggi, non sappiamo ancora che contributo il Comune ci assegnerà. E questo ci crea qualche preoccupazione in quanto, senza il contributo che spetta al commercio dall’Adp, non potremo fare tutto quanto abbiamo in programma. E’ anche vero che sono stati concessi due anni in più per la realizzazione del centro commerciale, ma ho il timore fondato che se non saremo in grado di preparare le nostre attività e di fidelizzare i nostri clienti per tempo, fra due anni andremo incontro a enormi difficoltà”.

Un altro degli aspetti evidenziati da Vegetti è quello relativo allo stato attuale di via Caduti: “Dal mio punto di vista – dice il presidente della Cooperativa – anche se si è intervenuti solo pochi anni fa il decoro urbano in via Caduti è più un grande aiuto ai carrozzieri della zona che un vero decoro urbano. L’illuminazione, scarsa, messa sui due lati della strada non ha senso, i vasi posti dove capita con il solo scopo di disincentivare la sosta, oltre a creare notevoli problemi ai mezzi di carico/scarico merci, non servono certo per arredare, il parcheggio sotterraneo sotto la piazzetta in via don della Torre vuoto e non utilizzabile è un mistero più segreto di quello di Fatima; non ultimo la pavimentazione: sia i sampietrini che i lastroni posti sulla corsia hanno un costo di manutenzione enorme, sono un grosso problema per le signore che usano scarpe con tacco, ricordo che nella chiesa parrocchiale si celebrano matrimoni, e sono molto rumorosi causa la posa non corretta. Basterebbe mettere dei paletti lungo un lato della via, come in via Gramsci per intenderci, dove posizionare anche i lampioni della luce, mentre sull’altro lato creare dei parcheggi fin dove è possibile; se poi i lastroni vengono sostituiti da asfalto fonoassorbente che assorbe anche le polveri sottili diamo anche un contributo alla diminuzione dell’inquinamento del centro storico e diminuiamo il rumore, specialmente nelle ore notturne”.

Come si diceva in premessa, pur confrontandosi con tutte queste difficoltà, il nostro interlocutore non è del tutto pessimista sulle prospettive del commercio locale. Un cauto ottimismo che nasce, oltre che da fattori legati alla nostra realtà locale, anche da considerazioni più generali: “Penso – conclude Vegetti – che una piccola luce in fondo al tunnel la si possa anche vedere. Arese, che negli anni ’70 era una delle città più giovani d’Italia, è progressivamente diventata una delle più vecchie, e sappiamo tutti che una persona anziana spesso non ama recarsi in automobile ai centri commerciali. Inoltre la concorrenza dell’e-commerce inizia a mettere in difficoltà le attività dei centri commerciali; ad esempio in Italia lo scorso dicembre ha chiuso il primo. Per queste ragioni penso che dovremmo prevedere un ritorno lento ai negozi di vicinato o di prossimità, almeno per quanto riguarda i generi alimentari e quelli di prima necessità. Quindi, malgrado tutte le difficoltà che stiamo affrontando, noi ci crediamo, tanto che il nostro negozio, che da sempre ha fatto la scelta della qualità, si sta preparando per affrontare queste nuove sfide; stiamo cercando di dinamizzare la nostra offerta commerciale, abbiamo diminuito stabilmente i prezzi su molti prodotti e la gentilezza e la professionalità dei nostri commessi è proverbiale. Non mi resta quindi che invitare gli aresini che ancora non ci conoscono a fare almeno una visita nel nostro market, ne rimarranno entusiasti”.

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