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Comune più “povero” ma meno indebitato

27 novembre 2012 – Come forse noto il Comune di Arese aveva chiuso il bilancio di esercizio 2011 con un avanzo superiore agli 8,2 milioni di euro. Soldi di fatto in cassa ma che, per il rispetto del patto di stabilità non possono essere spesi. Una situazione per certi versi paradossale, considerato che negli anni l’amministrazione aresina, e come lei moltissime altre, aveva acceso prestiti per finanziare opere e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, per la restituzione dei quali ogni anno si hanno uscite per la restituzione di quota capitale e interessi. In aggiunta a questo, c’è anche il fatto che con la Legge n. 135/2012 sono state introdotte nuove riduzioni della spesa corrente delle amministrazioni pubbliche locali e centrali, fissando un obiettivo di risparmio di spesa globale da ripartire sugli Enti, con la quota parte spettante al Comune di Arese che è stata determinata in 241.717 euro.

In tutto questo c’è, però, anche una buona notizia, è cioè che le norme offrono una possibilità ai comuni con un avanzo di esercizio, che possono utilizzare quanto presente in cassa per l’estinzione dei mutui e dei prestiti accesi negli anni precedenti. In questo modo le amministrazioni possono conseguire la richiesta diminuzione delle spese correnti, che si ottiene grazie al fatto che estinguendo il prestito si estinguono, ovviamente, anche gli interessi che avrebbero dovuto essere pagati sullo stesso. Ed è proprio questo che ha deciso di fare il commissario prefettizio Anna Pavone, che ha deliberato la chiusura anticipata di tre mutui che il Comune aveva acceso con la Cassa Depositi e Prestiti, per i quali la cifra residua totale ancora da restituire ammonta a 1.630.544,54 euro.

Come detto i mutui che verranno estinti sono tre, tutti con scadenza 31 dicembre 2031: il primo è un trentennale acceso il 24 aprile 2001 con un importo di 686.887,68 euro, utilizzato per realizzare il parcheggio del mercato di via Monviso. Il secondo mutuo, della durata di 28 anni e dell’importo di 857.318 euro, era stato acceso il 25 febbraio 2003 ed era finalizzato a interventi di manutenzione delle strade comunali. Il terzo mutuo, infine, del valore di 642.000 euro e della durata di 27 anni, era stato richiesto il 28 luglio 2004 per interventi di manutenzione straordinaria sulle opere di viabilità comunali.

Al termine dell’operazione deliberata dal commissario Pavone, quindi, le casse del Comune saranno un po’ più povere perché conterranno “solo” 6,5 milioni di euro, non spendibili per via del patto di stabilità, ma a trarne beneficio saranno gli esercizi successivi a quello in corso, dove si avranno significativi risparmi sulle uscite, non dovendo più rimborsare i debiti e i loro interessi.

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