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Csda: azione legale contro chi amministrava?

17 dicembre 2012 – Il Comune sta valutando se esistono i presupposti per intraprendere un’azione legale a carico di coloro che erano gli amministratori al tempo in cui Fondazione, nel luglio 2010, consegnò il Centro Sportivo Davide Ancilotto a Intese. E’ questo quanto decreta, in estrema sintesi, il commissario prefettizio Anna Pavone in una delibera dello scorso lunedì 10 dicembre. “Fondazione – si legge nella delibera commissariale – ha consegnato illegittimamente il possesso dell’intero patrimonio immobiliare del Centro Sportivo alla Intese Srl in data 29.07.2010, con decorrenza 01.08.2010, previo verbale di consegna provvisorio degli immobili e avvio di gestione del Centro Sportivo in pendenza, da stipularsi, pare, entro il dicembre 2010”.

Le vicende che hanno visto protagonista il Csda dopo il 2010 sono note, e sono culminate con il recesso unilaterale del Comune dalla convenzione con Facs dello scorso marzo (divenuto effettivo il 16 giugno) e con la chiusura del centro deliberata dall’allora sindaco Ravelli per ragioni di inagibilità legate a questioni di sicurezza dei frequentatori, che non sarebbero state garantite a causa di alcuni problemi legati agli impianti antincendio. All’inizio dello scorso mese di ottobre il Comune riprendeva quindi possesso del Centro Sportivo, e valutava che al suo interno erano stati prodotti una serie di danni imputabili, in ultima analisi, a quegli amministratori che avevano a suo tempo sottoscritto la consegna della struttura a Intese: “A seguito di tale illegittima consegna – si legge nelle delibera – e del conseguente recupero del possesso del Centro Sportivo da parte del Comune di Arese avvenuto il 04.10.2012, in esecuzione dell’ordinanza sindacale n. 46 del 27.06.2012, sono stati riscontrati gravi danni, una situazione di abbandono, di degrado e ammaloramento che determinano l’inutilizzabilità del Centro Sportivo stesso”.

Ed è in base a questo che il commissario Pavone ha preso la decisione di valutare un’azione legale “a carico degli amministratori che hanno contribuito a determinare la situazione come sopra rappresentata, unitamente alla valutazione della convenienza economica dell’eventuale avvio dell’azione”. Nella pratica la Pavone, con la sua delibera, demanda alla responsabile dell’Area Affari Culturali, Sportivi, Tempo Libero e Patrimonio Immobiliare “l’adozione degli atti necessari all’acquisizione di un parere legale volto a supportare l’amministrazione comunale nella decisione di dover intraprendere o meno l’azione di responsabilità”.

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