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Csda: Lega pronta a denunciare il Comune

11 luglio 2012 – “Provvederemo a inoltrare apposita denuncia per chiedere di accertare l’eventuale omissione di atti di ufficio da parte dei soggetti che devono e dovevano provvedere a far rispettare l’ordinanza sindacale di chiusura del Centro Sportivo Davide Ancilotto”. L’annuncio è della Lega Nord, con Massimiliano Seregni che spiega: “A distanza di ben due settimane dall’ordinanza di inagibilità e sgombero del centro sportivo disposta dal sindaco il 27 giugno scorso (leggi qui), la struttura risulta ancora aperta e frequentata da bambini, cittadini e utenti che, secondo quanto si legge nell’ordinanza, rischiano così in ogni momento la propria sicurezza e la propria incolumità. E’ proprio nel provvedimento del Sindaco, infatti, che si legge che presso il centro sportivo di proprietà comunale sussistono evidenti elementi di pericolo e situazioni che mettono a repentaglio la sicurezza delle persone che accedono agli spazi del centro sportivo. Tuttavia, nonostante tale provvedimento, tutto prosegue come se nulla fosse, come se il Comune non esistesse. Come se il Sindaco fosse il primo che passa per strada, come se la sicurezza fosse qualcosa di superfluo ed inutile”. In realtà il sindaco Ravelli aveva spiegato nell’intervista a QuiArese le ragioni tecniche per le quali non era ancora stato dato seguito all’ordinanza (leggi qui).

Spiegazione che non soddisfa però Seregni: “Il procuratore di Intese rilascia dichiarazioni sui giornali dimostrando di essere perfettamente a conoscenza del provvedimento del Sindaco, sfidando così nella sostanza il primo cittadino e quello che esso dovrebbe rappresentare: l’intera comunità aresina. E il tutto sotto la responsabilità delle autorità che non intervengono e in aperta e palese violazione di un provvedimento disposto dalla massima autorità comunale a tutela della sicurezza dei cittadini in relazione a un centro sportivo di proprietà del Comune di Arese che si legge nell’ordinanza è attualmente occupato sine titulo da un privato. Dunque per quale ragione qualcuno prosegue ad utilizzare il bene pubblico a suo piacimento? Chi incassa dall’utilizzo del bene pubblico? Quanto incassa? Per quale ragione non si interviene? Nel provvedimento del Sindaco è anche indicato che il mancato rispetto di quanto da lui disposto avrebbe comportato l’immediata richiesta dell’assistenza della Forza pubblica e la segnalazione alla competente Autorità Giudiziaria ai sensi e per gli effetti dell’art.650 CP. Il procuratore di Intese ha già dimostrato con i suoi interventi pubblici di essere pienamente consapevole ed edotto del provvedimento firmato dal Sindaco. Voler attendere pazientemente la restituzione della cartolina di ritorno inviata alla sede romana di Intese non solo non ha senso ma è anche la negazione stessa dell’attuale pericolo e del contenuto dell’ordinanza stessa. Tollerare una situazione del genere non ha giustificazione alcuna. La speranza è quella di non dover attendere la disgrazia per poi andare a ricercare i responsabili. Del resto responsabile di quella struttura è oggi il Comune di Arese, ossia gli uffici tecnici e il Sindaco. Organi e soggetti che non potranno certamente dire non lo sapevo. Esiste un ordinanza ed esiste anche la sua palese, ripetuta e tollerata violazione. Se non ricordiamo male, il codice penale punisce anche condotte omissive. E di questo si sta oggi probabilmente parlando: esiste un ordinanza e non viene fatta rispettare. Se quel centro non è sicuro, come accertato dagli uffici comunali, non si può pensare di proseguire come se si stesse parlando di un dettaglio secondario: la vita e l’incolumità delle persone devono essere tutelate sempre e comunque”.

Ed è dopo tutte queste considerazioni che Seregni annuncia che la Lega, qualora l’amministrazione non desse seguito all’ordinanza, presenterà una denuncia: “Se tale ordinanza non verrà fatta rispettare immediatamente, nelle prossime ore provvederemo a presentare apposita denuncia presso la Procura della Repubblica per chiedere ai magistrati di accertare l’eventuale omissione di atti di ufficio da parte dei soggetti che erano e sono tenuti a far rispettare tale provvedimento”. Il discorso di Seregni si sposta poi sul piano politico, con il rappresentante della Lega che ne fa anche un problema di credibilità dell’amministrazione: “Probabilmente ad Arese esiste oggi anche un grosso problema di credibilità e di rispetto delle autorità: occorre ridefinire il ruolo delle autorità, dei soggetti e la relativa gerarchia: chi comanda realmente ad Arese? Quale credibilità può avere un Comune non in grado neppure di intervenire presso una struttura di sua proprietà occupato senza titolo da una società privata? Prendendo spunto da quanto accade presso il centro sportivo, chiunque è dunque libero di non rispettare le ordinanze ed i provvedimenti del sindaco? Chiunque può pensare di occupare senza titolo la biblioteca comunale o il municipio e magari aprire un’attività economica al loro interno? Il Comune ci conferma che tutti i provvedimenti possono essere liberamente disattesi? Questo vale anche per i provvedimenti sull’Imu, sulla tassa rifiuti e su tutto quanto non di nostro gradimento? Se si tollera che un privato utilizzi senza titolo una struttura pubblica, senza intervenire bene, allora entriamo e utilizziamo noi cittadini il centro sportivo, insieme a tutti coloro che vorranno liberarlo e restituirlo realmente al Comune. Se chiunque è libero di usare quella struttura senza alcun titolo, noi cittadini abbiamo qualche diritto in più: quel luogo è stato costruito con le nostre tasse”.

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