Home Cronaca

Da Bettinardi appello per famiglia in difficoltà

12 febbraio 2016 – Un appello lanciato in consiglio comunale prima e contattando i giornali poi. E’ quanto ha fatto il capogruppo di Arese al Centro, Giuseppe Bettinardi, per portare l’attenzione sulla situazione critica nella quale versa una famiglia aresina. “Nel corso dell’ultimo consiglio comunale – spiega Bettinardi – ho avanzato una richiesta di aiuto per una famiglia aresina colpita da uno sfratto esecutivo, una richiesta al momento andata inevasa dall’amministrazione ma che per gravità ripropongo all’attenzione di tutti”.

Bettinardi prosegue evidenziando come il disagio economico e sociale sia ormai presente anche nella nostra città: “Arese – dice il capogruppo di Arese al Centro – non è fatta solo di persone che vivono nel lusso, che vanno in giro con macchine costose o si vestono con abiti firmati, ma anche di chi non ha una macchina o non ha un tetto. La nostra città economicamente gode di un bilancio comunale virtuoso, di un momento particolarmente favorevole e ha dato corso a molti investimenti, opere importanti che presto si attueranno. Ma come segnalato anche dalla commissione Welfare e Politiche della casa in consiglio comunale, il tema della casa preoccupa e sta diventando insostenibile. E ancor più preoccupante è constatare che non esistono alloggi di emergenza e non è dato a sapere se si intende provvedere con estrema urgenza a questa esigenza primaria, provvedendo al loro reperimento o alla loro realizzazione”.

Il capogruppo di Arese al Centro parla poi della vicenda specifica che ha voluto portare all’attenzione di tutti, affinché sia possibile trovare una soluzione: “Ho incontrato questa famiglia – spiega Bettinardi – composta da un uomo di 47 anni e da una moglie di 49 anni, entrambi disoccupati. Lei è di origine thailandese, disabile al 100 per cento e colpita da un male incurabile. Entrambi sono da giorni in mezzo a una strada, non possono neppure entrare nella vecchia abitazione e recuperare i propri affetti personali. Dalle loro parole e dai loro occhi è emerso tutto il disagio, in particolare dalla signora, che, quasi con le lacrime agli occhi, mi ha spiegato la situazione difficile di questa famiglia. Da sempre hanno sognato di condurre una vita normale, ma le disavventure della vita non lo hanno consentito, alle spalle un passato poco felice che speravano di lasciare. E’ umiliante, dichiarano, andare sempre a bussare alla porta del Comune: molti non sanno, ti giudicano e ci criticano, pensano che non vogliamo andare a lavorare, ma a tutte le domande fatte, anche al nuovo centro commerciale, non abbiamo ricevuto risposte. Speravano di entrare nelle graduatorie per l’assegnazione di una casa comunale, ma ora cosa possiamo fare, chiedono come sia possibile che il Comune non ha una casa, una stanza per un’emergenza. Il marito dichiara che può anche dormire per strada o in un dormitorio pubblico, ma la moglie così ammalata, in quelle condizioni non può. Si sono rivolti anche ai media televisivi, nel disperato tentativo di trovare aiuto; sanno che il momento non è dei più facili, dove la crisi economica profonda regna ancora sovrana su molte famiglie”.

Soluzioni immediate e istituzionali, come ammette lo stesso Bettinardi, non è però semplice trovarne. Da qui la scelta fatta di divulgare un appello su una situazione e un argomento molto delicati: “Forse – conclude Bettinardi – il caso è stato sollevato troppo tardi ai Servizi sociali. Fatto sta che questa famiglia non ha un tetto. Cosa può fare il Comune in questo momento? Aldilà degli errori e delle mancanze, di una burocrazia spaventosa e devastante, si può ancora rimediare? E come? Spero solamente nella grande capacità di solidarietà di questa nostra città e nell’impegno concreto dell’amministrazione comunale per cercare di dare risposte immediate a questa famiglia”.

© riproduzione riservata

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese