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Da Cobas osservazioni a parcheggi Expo

24 giugno 2014 – Gli Slai Cobas hanno presentato una serie di osservazioni, otto per la precisione, alla richiesta di Verifica di assoggettabilità a Via della Regione Lombardia da parte di Aglar per la realizzazione dei parcheggi a servizio di Expo nell’area ex Alfa, e della relativa strada di collegamento tra la Sp 109 e via Trattati di Roma, tra il Comune di Lainate e il Comune di Garbagnate. Al primo punto del documento inviato da Slai Cobas a Regione Lombardia si osserva che per mettere a disposizione di Expo 11 mila posti auto non sarebbe necessario abbattere capannoni storici come quelli che ospitavano forgia, fonderia, gruppi e motori, sala prova, centro stile ed esperienze, vale a dire, fanno notare gli Slai Cobas “la restante metà dell’Alfa Romeo che non è ancora stata abbattuta”. Secondo il sindacato di base, infatti, già ora l’area offrirebbe la possibilità di ospitare, nei parcheggi esistenti, il numero di auto richiesto: “L’Alfa di Arese – dicono i Cobas – ove lavoravano 20 mila operai, è piena di parcheggi. Non solo. Ci sono anche oltre 10 mila posti auto nell’area del silos che servivano per le vetture finite che uscivano dalla produzione. Questi sono posti aggiuntivi ai parcheggi che bastavano per ben 20 mila operai dell’Alfa”.

Nella seconda osservazione il sindacato di base esprime il proprio timore che quello dei parcheggi possa essere lo strumento utilizzato per riconvertire l’area, una volta terminato Expo, da industriale ad altre destinazioni d’uso: “Lo Slai Cobas e i lavoratori dell’Alfa Romeo – sostiene il sindacato di base – in questi anni, si sono sempre battuti per il mantenimento della destinazione d’uso industriale dell’area per riprendere attività lavorative con o senza la Fiat; nel 2003, 2004 e 2005 sono stati fatti accordi in tal senso in Regione Lombardia per l’auto ecologica e la mobilità sostenibile. Accordi tutti disattesi ma, secondo noi, ancora validi. Sull’area est dell’Alfa, con l’ultimo Accordo di Programma del dicembre 2012, i comuni di Arese e Lainate hanno dato l’ok alla costruzione di una nuova città di 5 mila abitanti. Ma la riproposizione di questo progetto immobiliare e speculativo non è attuabile senza l’ok del Comune di Garbagnate Milanese, sul cui territorio, come un cuneo, è ubicata una grossa parte di quest’area est. E il sindaco Pier Mauro Pioli non ha firmato l’Adp del 2012 e ha sempre ribadito che questa stessa area deve rimanere industriale e non si deve cambiare la destinazione d’uso. Lo Slai Cobas è contrario a ulteriori speculazioni immobiliari sull’area dell’Alfa e ha preso atto della posizione del comune di Garbagnate, ma rimane vigile perché negli ultimi anni troppe sono state le giravolte dei politici di entrambi gli schieramenti”.

Al terzo punto delle sue osservazioni il sindacato di base sostiene che se per qualche valido motivo servissero altri parcheggi per Expo, non sarebbe necessario abbattere i capannoni, ma basterebbe utilizzare quelli esistenti come parcheggio, con il vantaggio che le vetture e i bus sarebbero al coperto anziché esposti. “Per giustificare l’abbattimento dei capannoni – affermano gli Slai Cobas – alcuni sostengono che, facendo il parcheggio Expo, la proprietà eliminerà dall’area Alfa ben un milione di metri quadrati di amianto. Ma per togliere l’amianto basta sostituire le coperture del tetto in eternit, mettendo in sicurezza e/o sostituendo l’attuale copertura dei tetti. E’ un delitto buttar giù, senza un giustificato motivo, delle strutture splendide e ben fatte. A meno che, ripetiamo, si usi Expo per accelerare il cambio di destinazione d’uso di tutta l’area”.
Il quarto punto del documento è dedicato a quella che viene chiamata “spina est” e riguarda da vicino i Cobas: “Il progetto del parcheggio Expo – spiega il sindacato di base – prevede anche l’abbattimento di tutta la spina est e dello storico Consiglio di Fabbrica al numero 7 della stessa spina, ove è ubicata la sede dello Slai Cobas, dei delegati di sito e del Caf di Base. All’interno del Cdf ci sono anche numerosi dipinti e affreschi. Lo Slai Cobas diffida i proprietari dell’area e le istituzioni dal distruggere lo storico Cdf e dal mettere in atto iniziative che ledano i diritti sindacali dei lavoratori dell’Alfa Romeo”.

Il quinto, sesto e settimo punto del documento dei Cobas portano, invece, l’attenzione sui recenti fatti di cronaca legati agli appalti per Expo, con il sindacato di base che sostiene la necessità di avere la massima trasparenza in particolare sugli appalti per i parcheggi e in generale sulle gare di appalto che coinvolgono l’area ex Alfa. L’ottavo e ultimo punto è dedicato, infine, alle conclusioni, con gli Slai Cobas che chiedono “di non dar corso al progetto preliminare del Parcheggio Expo; di utilizzare gli spazi già esistenti all’Alfa per i Parcheggi Expo; di onorare gli accordi sindacali e istituzionali fatti negli scorsi anni all’Alfa riguardo la ricollocazione dei lavoratori licenziati dalla Fiat, dando perciò lavoro nelle attività Expo all’Alfa innanzitutto ai lavoratori Alfa licenziati da Innova Service, da Fiat e da Greenfluff”.

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