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Dimissioni da Facs, la sentenza del Tar

13 giugno 2014 – Come avevamo anticipato qualche giorno fa, la Prima Sezione del Tar della Lombardia, presieduta da Francesco Mariuzzo, ha respinto il ricorso presentato il 23 settembre 2013 da Stefano Carli e Manuel Foglio, rispettivamente presidente e membro del consiglio di indirizzo di Fondazione Arese Cultura e Sport (Facs). Ricorso che chiedeva al tribunale amministrativo di esprimersi in merito all’accertamento della “illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Arese in ordine alla ratifica delle dimissioni dalla carica, rispettivamente, del presidente e del consigliere della Fondazione Arese Cultura Sport”. Le nomine di Carli e Foglio erano state effettuate nel settembre 2011 dall’allora sindaco Gianluigi Fornaro, mentre le loro dimissioni, insieme a quelle di altri membri del consiglio, erano state presentate nel gennaio 2012 a Emilio Chiodi, allora commissario prefettizio del nostro Comune.

“A fronte della presentazione delle dimissioni – scrive il Tar nella sua sentenza – i sindaci e i commissari straordinari che si erano succeduti a capo dell’amministrazione comunale, nonostante le ripetute richieste, non avrebbero mai provveduto ad accettarle e a nominare i nuovi componenti degli organi della fondazione, serbando così, a parere dei ricorrenti, un comportamento inerte illegittimo”. Un comportamento che però la Corte non ha ritenuto illegittimo in quanto “Nessuna norma o obbligo – rileva il Tar nella sua sentenza – neanche di sistema, imponevano al comune resistente la ratifica di un atto (le dimissioni di un rappresentante dell’ente pubblico) non espressamente contemplato dalla disciplina della fondazione, pur rilevandosi, incidentalmente, che l’intervenuta cessazione del rapporto fiduciario tra rappresentante e rappresentato e la sostanziale inerzia complessiva del comune costituiscono un dato di fatto accertato nel presente giudizio”.

Secondi il Tar, infatti, “Gli stessi ricorrenti, peraltro, non individuano sulla base di quale norma interna, o anche disposizione di indirizzo del Consiglio, le dimissioni avrebbero dovuto obbligare l’amministrazione ad un atto di ratifica, mentre la citazione dell’art. 50, comma 8 del Tuel appare impropria perché essa si riferisce all’esercizio di un potere diretto di revoca da parte del comune, sul quale peraltro sussisterebbe, secondo la giurisprudenza già richiamata nell’ordinanza di rimessione sul ruolo, un difetto di giurisdizione del giudice amministrativo (cfr., sul punto, Cass. a Sezioni Unite n. 7799/05, con motivazioni estensibili al caso di revoca di un rappresentante istituzionale nominato in una fondazione privata). La stessa difesa del comune, volta ad affermare l’inesistenza di un obbligo di provvedere per l’implicita esecutività immediata delle dimissioni presentate, porta a propendere per una sostanziale infondatezza del ricorso, in relazione all’insussistenza dei presupposti dell’obbligo invocato. Occorre d’altra parte sottolineare che lo Statuto della fondazione in esame non contemplava il caso di dimissioni dei membri del Consiglio di indirizzo nominati dal soggetto fondatore, prescrivendo la loro permanenza in carica sino all’approvazione del bilancio consuntivo relativo al quarto esercizio successivo alla loro nomina, salvo revoca da parte del soggetto che li aveva nominati”.

A incidere nel giudizio del Tar è stato anche il decreto con il quale Regione Lombardia ha dichiarato estinta Facs: “Va in ogni caso sottolineato – scrive infatti il Tar – che l’intervenuta estinzione della fondazione Arese Cultura e Sport priva certamente, allo stato, i ricorrenti di un interesse concreto ad ottenere l’accertamento dell’obbligo dell’amministrazione di provvedere alla ratifica di un atto (dimissioni) che faceva riferimento ad una carica non più attuale”. La sentenza del Tar era stata brevemente commentata dal sindaco Michela Palestra durante il consiglio comunale di martedì scorso: “Una vicenda complessa – sostiene Palestra – e ancora una volta ereditata da questa amministrazione a cui è corso l’obbligo di intervenire, anche con decisioni importanti come lo scioglimento di fondazione. Anche l’esito di questo procedimento conferma che la direzione in cui stiamo andando è corretta”.

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