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Don Lino racconta il furto in chiesa

14 aprile 2015 – Nei giorni scorsi siamo stati in ospedale a scambiare due chiacchiere con don Lino che a fine marzo, nel tentativo di fermare un ladro in sagrestia, ha riportato la frattura del femore. Il fatto è avvenuto al termine della messa di domenica 29 marzo alla chiesa dei Ss Pietro e Paolo, peraltro in coincidenza con la domenica delle Palme e in una delle settimane più significative della cristianità. L’autore, a quanto si dice, fino all’ultimo ha cercato si sondare il terreno per poter poi impossessarsi dell’incasso derivante dalla vendita dell’ulivo, per un valore di circa 1.800 euro. “Si è mosso come un gatto – racconta don Lino – afferrando al volo i sacchetti con i soldi e spingendomi a terra nel mio tentativo di fermarlo”. Nonostante l’attenzione nel porre in un luogo sicuro la raccolta da parte di don Lino, non si è riuscito ad evitare che il ladro potesse portare via il bottino.

Dal punto di vista morale si tratta indubbiamente di un gesto deprecabile; un danno che colpisce il sacrificio pecuniario e, soprattutto, il sacrificio personale delle persone che avevano effettuato le donazioni. Al quale si aggiungono poi anche ai danni fisici riportati dal sacerdote durante il furto. Don Lino comunque sta ora decisamente meglio, tanto che oltre al racconto dettagliato dell’accaduto che ci ha saputo dare, ha anche impartito una benedizione a testimonianza del fatto che sia ormai in via di piena guarigione! E il sacerdote ci ha tenuto anche a segnalare la cortesia e la dedizione che hanno contraddistinto il personale del reparto di Ortopedia presso l’ospedale di Rho. “E’ stato un modo per praticare la sofferenza sulla propria pelle – conclude don Lino – uno stacco tra la predicazione vera e propria e la sofferenza più pratica”. A questo punto, tempistiche mediche permettendo, non resta che attendere nuovamente don Lino per le vie di Arese, con il suo consueto giro in bicicletta tra saluti, pensieri e aneddoti.

Servizio di Mattia Nicholas Ferrara

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