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Don Marco condannato in primo grado

02 ottobre 2010 – Dalla V sezione penale del Tribunale di Milano è arrivata la sentenza di primo grado riguardo a un fatto che ha profondamente scosso le coscienze di Arese e cioè le accuse di violenza sessuale aggravata mosse nei confronti di don Marco Redaelli, il settantaseienne sacerdote salesiano che, in base all’accusa, il 24 febbraio 2007 avrebbe molestato sessualmente una bambina che all’epoca aveva sette anni. I giudici hanno accolto nella sostanza le tesi accusatorie, condannando il salesiano a due anni e mezzo di carcere con sospensione della pena. Secondo la ricostruzione dell’accusa il sacerdote avrebbe invitato la bambina nel suo ufficio offrendole delle caramelle e, una volta rimasto solo con la piccola, l’avrebbe molestata sessualmente.

L’accusa aveva richiesto una pena di cinque anni chiedendo che venissero riconosciute come aggravanti la giovane età della bambina e il fatto che don Marco fosse un ministro della chiesa. I giudici, pur decidendo per la colpevolezza del sacerdote hanno dimezzato la pena richiesta valutando il fatto nel suo complesso di “modesta entità”. Il salesiano è stato anche interdetto da qualunque pratica di cura dei minori e da tutti gli incarichi in scuole o in istituti pubblici frequentati da minori. Il collegio giudicante ha anche stabilito che bisognerà procedere nei confronti di altri due sacerdoti salesiani, ravvisando nella loro deposizione tesa a scagionare don Marco gli estremi per ipotizzare i reati di favoreggiamento e di falsa testimonianza.

Naturalmente di opposto tenore le reazioni delle parti in causa con il padre della bambina che all’uscita dal tribunale, esprimendo la sua soddisfazione per la sentenza, ha ricordato con amarezza come dopo la denuncia la sua famiglia sia stata emarginata e diffamata da molte persone tanto da essere costretta a trasferirsi in provincia di Varese. Secondo il legale del sacerdote non ci sarebbero invece state prove oggettive sufficienti per arrivare a una sentenza di condanna che si è invece basata solo sulla testimonianza della bambina, a parere della difesa, fortemente condizionata dal padre.

I giudici del tribunale di Milano depositeranno le motivazioni della sentenza tra trenta giorni e il legale di don Marco Redealli ha già annunciato che il suo assistito, che si è sempre dichiarato innocente, confiderà nei successivi gradi di giudizio per arrivare a una sentenza a lui favorevole.