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Ecco come sarà la nuova biblioteca

25 febbraio 2015 – Entro giugno il progetto esecutivo e da li a un anno l’apertura, all’interno del Centro Sportivo e con ingresso dedicato su via Monviso. Sono questi i tempi previsti per la nuova biblioteca, il cui progetto preliminare è stato illustrato ieri dal sindaco Michela Palestra e dagli assessori Enrico Ioli e Giuseppe Augurusa. E proprio Augurusa ha aperto la conferenza, illustrando il percorso che ha portato alla definizione dei contenuti e del contenitore di quella che l’amministrazione non definisce più come biblioteca ma piuttosto come centro civico. Perché, anche in base alle risultanze emerse dai colloqui con la cittadinanza, quello che la gente chiede è che la nuova struttura, oltre alle sue funzioni tipiche, offra anche opportunità di socializzazione per la comunità. Come alcuni ricorderanno, lo studio per valutare cosa i cittadini si aspettassero dalla nuova biblioteca era stato commissionato al Csbno (Consorzio Sistema Bibliotecario Nord Ovest) nel mese di ottobre 2013. Il lavoro preliminare mirava a definire l’utenza media dell’attuale biblioteca, e da questa fase sono emersi alcuni dati interessanti. Ad esempio che il grado di istruzione degli aresini è sensibilmente superiore a quello della provincia di Milano. Interessante anche il dato relativo alla presenza di stranieri che, pur se quantitativamente in linea con la media provinciale (circa il 6 per cento dei residenti) si differenzia significativamente per la sua composizione, che ad Arese vede una prevalenza di cittadini comunitari (18 per cento tedeschi, 11 per cento francesi e 13 per cento rumeni, i numeri più significativi).

Per quanto riguarda i numeri direttamente connessi alla biblioteca, questa viene utilizzata dal 20 per cento degli abitanti, un dato sensibilmente più alto di quello del Consorzio, che si attesta al 12,5 per cento, e di quello nazionale che è intorno al 10 per cento. “Contrariamente a quanto si potrebbe pensare – aggiunge Augurusa – i prestiti sono costantemente in calo per il materiale multimediale, che nella nostra biblioteca ha comunque un ampio catalogo. La spiegazione più logica è che ormai l’accesso a questi contenuti è diventato molto semplice anche da casa, e quindi la biblioteca perde attrattiva per il prestito di questo genere di supporti. Questo dato statistico non è fine a se stesso ma ci permette di calibrare e focalizzare in maniera più attuale il concetto di innovazione, che non vorrà dunque dire semplicemente ampliare l’offerta di materiale multimediale, per il quale la richiesta diminuisce”. Un altro dato interessante è quello relativo al materiale per bambini e ragazzi, del quale la nostra biblioteca è molto ricca, e per questo frequentata. Il dato numerico parla di un 31 per cento di materiale dedicato ai più giovani (contro la media Csbno del 23 per cento) e lo share, vista la richiesta, nella nuova struttura potrebbe anche aumentare, perché il limite attuale è dato dalla mancanza di spazio a disposizione.

Delineato il quadro generale, il lavoro del Csbno si è poi orientato alla comprensione di cosa gli aresini chiedessero alla nuova biblioteca. L’ascolto è stato condotto a tutti i livelli di fasce di età, utilizzando i social media, un questionario inviato agli utenti del Csbno, gli incontri diretti con i cittadini, le scuole e le associazioni e con la manifestazione di piazza “Quello spazio chiamato biblioteca”. La collaborazione con le scuole, tra l’altro, sta proseguendo anche ora, con gli studenti del Falcone e Borsellino che stanno conducendo interviste ai cittadini e con quelli del Fontana che sono impegnati nella progettazione degli interni di un paio di locali della nuova biblioteca. “Dalle risposte ricevute – commenta Augurusa – si comprende che per le persone la priorità è quella di avere una biblioteca che non si limiti a prestare libri ma che sia un luogo di incontro immerso nel verde. La maggior parte degli interpellati vorrebbe trovare nella nuova biblioteca un’area ristoro con bar, degli spazi per laboratori ed esposizioni e un luogo accogliente dove studiare. Due dati importanti che sono emersi è che quasi tutti vorrebbero che fosse presente anche un’area esterna ma di pertinenza della biblioteca, dove si possano fare le stesse cose che si fanno all’interno; l’altro aspetto è che viene considerata importante la segmentazione degli spazi, con sale funzionali a scopi specifici. Queste sono state le richieste che abbiamo avuto dai cittadini, e questo è quanto abbiamo consegnato alla progettazione”.

Il cui lavoro è stato presentato, anche con l’ausilio di rendering ancora non definitivi, da Michela Palestra ed Enrico Ioli. “Il lavoro del Csbno – ha premesso il sindaco – è stato fondamentale per intercettare i desideri e le aspettative delle persone. Che ci hanno comunicato che non si poteva ridurre il tutto alla costruzione di un nuovo edificio, ma che la biblioteca andava progettata per essere prima di tutto un luogo di socialità, un centro civico. Abbiamo quindi ipotizzato per la progettazione una struttura, via via modificata e ottimizzata, che fosse costituita da blocchi funzionali nei quale suddividere i circa 1.900 metri quadri della nuova superficie (la biblioteca attuale è grande 890 metri quadri ndr). Oggi per alcuni aspetti progettuali siamo già arrivati a un livello di definizione importante: per esempio la scelta di realizzare un edificio in parte ribassato e inserito in un contesto verde, con spazi ad anfiteatro fruibili all’esterno, le indicazioni a livello di efficienza energetica e l’integrazione della struttura nell’ambiente circostante”. Il rendering presentato, infatti, mostra un edificio su due livelli, con la copertura a verde della parte interrata. La presenza di un declivio mitigherà poi l’impatto visivo dell’edificio, che viene in nascosto in parte alla vista. Passando all’interno, l’ingresso è stato concepito come una piazza, dove la parte accoglienza non sarà predominante nel contesto. Ci saranno postazioni Internet e libri e sarà una sorta di piazza al coperto. lo spazio sarà ampio e servirà anche per le esposizioni, cosa che attualmente manca alla vecchia biblioteca. E’ prevista poi la realizzazione di una sala polifunzionale flessibile da circa 200 posti a sedere, che sarà in grado di accogliere i consigli comunali, le esposizioni e le rappresentazioni teatrali. Il primo piano, invece, è stato pensato prevalentemente come spazio studio, perché il minor passaggio lo rende un’area più tranquilla. “Tutti gli spazi – ha spiegato Palestra – dovranno essere molto versatili e recuperabili ad altre attività. Le varie funzioni della struttura saranno poi progettate per vivere anche in maniera indipendente dal resto della struttura, in maniera tale che possano essere fruite anche al di fuori dei classici orari di servizio della biblioteca”.

Capitolo costi. La realizzazione di un progetto come quello pensato dall’amministrazione richiede un budget superiore a quello previsto dall’Accordo di Programma per l’area ex Alfa Romeo, che originariamente era pari a 2,95 milioni di euro. “Abbiamo dovuto – ha spiegato Palestra – fare delle scelte. La biblioteca viene fatta una volta per tutte, e per renderla il più possibile aderente alle richieste dei cittadini siamo disposti a spendere più di quanto era stato preventivato nell’Adp. Siamo, infatti, convinti della priorità di questa opera, che rappresenterà una chiave di volta per la nostra città”. L’extra budget necessario sarà recuperato, sempre all’interno dell’Adp, dalle somme che erano state stanziate per le nuove sede delle associazioni e per quella della Misericordia. “Le associazioni – ha spiegato Ioli – potranno usare la nuova biblioteca e in ogni caso a loro potrebbe essere destinata quella vecchia una volta completato il trasferimento e sistemato l’edificio”. Discorso diverso per la Misericordia, per la quale andrà trovata rapidamente una soluzione: “Per la Misericordia – ha spiegato Palestra – sono allo studio altre soluzioni e potremmo reperire diverse forme di sostegno. E’ inoltre emerso, anche da colloqui con la Misericordia, che il budget previsto nell’Adp (400 mila euro ndr) non sarebbe stato sufficiente per realizzare quanto richiesto anche a livello normativo, come ad esempio i parcheggi coperti per i mezzi. Per realizzare quello che dovrà essere realizzato serviranno dunque circa 800 metri quadri coperti, il doppio di quelli inizialmente previsti, e le risorse Adp non erano dunque sufficienti”.

A giugno quindi dovrebbero essere presentati i progetti definitivi. E’ previsto che il bando sarà definito per un’asta a scendere, il cui importo base dovrebbe essere fissato a 3,5 milioni di euro.

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