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Elettrosmog, costituito comitato cittadino

29 ottobre 2012 – Un incontro molto interessante quello sul tema dell’elettrosmog che si è tenuto lo scorso venerdì sera presso il Forum delle associazioni di Viale Resegone. Nel corso della serata sono stati approfonditi gli aspetti scientifici e legali della questione ed è anche stata presa una decisioni interessante per la città, e cioè quella di costituire in tempi brevi un comitato cittadino di mobilitazione per monitorare l’inquinamento elettromagnetico. Moderatrice dell’evento è stata Tiziana Fabro, responsabile dell’associazione InFormazione InMovimento Arese, definitasi “prima di tutto cittadina di Arese che vive a pochi metri dai tralicci elettrici”. Nella sua breve introduzione la Fabro ha ricordato ai presenti, la sala era gremita, come già nel 1998 i cittadini di Arese ottennero una sentenza storica in merito all’elettrosmog, resa però inefficace dall’innalzamento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici determinato da una successiva legge.

La Fabro ha puntato anche il dito contro Arpa, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, che, effettuando delle rilevazioni nella sua abitazione di via Matteotti, nei pressi di un traliccio elettrico, ha rilevato un’esposizione media a un campo elettromagnetico di 1,26 microtesla. Dato che si scontra con le rilevazioni effettuate nella stessa abitazione e con strumenti altrettanto professionali da Alessandro Corniani, già autore con Massimiliano Seregni della video-inchiesta che a settembre contribuì a risollevare la questione dell’elettrosmog ad Arese (vedi qui), che invece ha rilevato una media di 2,35 microtesla: un valore ben più vicino al limite di 3 microtesla stabilito dalla legge. Dopo aver anche mostrato i dati relativi agli enormi fatturati degli ultimi anni del colosso elettrico Terna, numero uno nel settore in Europa e sesto nel mondo, la Fabro ha dato la parola all’esperto Paolo Orio, medico dell’associazione italiana elettrosensibili. Orio ha mostrato una serie di studi autorevoli che dimostrerebbero come anche le basse frequenze, ossia i campi elettromagnetici inferiori a 3 microtesla, potrebbero essere causa tumori. “Un campo elettromagnetico – sostiene Orio – è pericoloso per la salute umana anche se è di di soli 0,2 microtesla ma i limiti italiani e internazionali non considerano tali rischi poiché influenzati da studi a loro volta influenzati da potenti conflitti di interessi”. Sempre secondo Orio tra i rischi più concreti dovuti all’esposizione elettromagnetica vi sono i tumori, soprattutto al cervello, la Sla, la leucemia infantile, il morbo di Alzheimer e l’elettrosensibilità stessa.

A intervenire dopo Orio è stata l’avvocato Valeria Rossito, la quale ha riconosciuto i progressi fatti dalla giurisprudenza italiana sulla tutela dei cittadini esposti a campi elettromagnetici, a partire dalle sentenze di Padova del 1998 e del 1999. “In Italia – spiega la Rossito – vi è una legge, risalente al 2001, che riconosce il rischio per la salute per i cittadini con un’esposizione superiore agli 0,2 microtesla. Si tratta di una legge cosiddetta cautelare, che consente un’eventuale azione preventiva e inibitoria da parte del cittadino che si sente minacciato dai campi elettromagnetici”. La Rossito cita inoltre l’articolo 2051 del codice civile, nel quale potrebbe anche ricadere la responsabilità oggettiva delle aziende proprietarie di tralicci o altre minacce elettromagnetiche che colpiscano in modo tangibile i cittadini. Sebbene con ancora molti limiti, tra cui i più evidenti legati alle vecchie abitazioni, per le quali è ancora vigente il precedente limite di 10 microtesla, la legge italiana ha dunque fatto molti passi in avanti in questo senso, testimoniati da numerose sentenze dal 1998 a oggi citate dalla Rossito. Dopo l’avvocato si è assistito alla testimonianza di Sergio Crippa, coordinatore nazionale dell’associazione italiana elettrosensibili. Crippa evidenzia come esistano anche minacce elettromagnetiche domestiche, derivanti da apparecchi quali forni a microonde, cellulari (definiti illegali), cordless, luci al neon e a basso consumo: basse frequenze con rischi concreti, evidenziati da numerosi studi, per la salute umana.

A chiudere la serata, gli interventi di Alessandro Corniani, che offre interessanti approfondimenti riguardanti la sua video-inchiesta e la situazione generale ad Arese e nei comuni limitrofi, e Massimiliano Corraini, portavoce dell’Associazione Sottocorno di Sesto San Giovanni. L’associazione è nata nel 1999 nell’omonima via di Sesto con lo scopo di tutelare l’ambiente e i cittadini dalla minaccia elettromagnetica. Corraini abita in un condominio adiacente a ben due tralicci di Terna, nel quale, sostiene, negli ultimi trent’anni si sono verificati, su settanta famiglie, ben trenta casi di tumore, di cui sette al cervello. Un rapporto di uno a dieci che è superiore alle statistiche nazionali e mondiali. “Un dato – sostiene Corraini – che è tristemente approssimato per difetto e che ha trovato analogie anche negli altri condomini della via”. La battaglia intrapresa dall’associazione ha portato a diverse sentenze a lei favorevoli ma si è spesso dovuta confrontare con problemi di tipo burocratico e insufficienza di fondi per pagare gli eventuali interramenti degli elettrodotti. L’associazione ha il merito di aver prodotto diverse pressioni su istituzioni politiche e giuridiche, sensibilizzando la cittadinanza verso un grande problema di cui poco si parla. “Un esempio che si vuole seguire anche ad Arese – conclude Tiziana Fabro – formando un comitato attivo contro l’elettrosmog per far fronte alle minacce alla salute degli aresini e ai continui deprezzamenti delle case costruite nei pressi dei tralicci di Terna”. La prima riunione del comitato è stata fissata per il 29 novembre e sarà replicata ogni ultimo giovedì del mese.

Servizio di Giulio Monga

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