Home Cronaca

FACS: intervista al nuovo presidente

09 settembre 2011 – Si chiama Stefano Carli, è il nuovo presidente di FACS ed è la persona chiamata dal sindaco Gianluigi Fornaro a rilanciare Fondazione dopo questi mesi di infinite polemiche. Un compito arduo, anche perché la sua nomina non ha probabilmente risolto le controversie che hanno attraversato maggioranza e opposizione sul ruolo che FACS deve avere nella gestione dello sport ad Arese. Controversie che, ovviamente, prescindono dalla persona di Carli ma con le quali il nuovo presidente di FACS si dovrà necessariamente confrontare. Ma chi è Stefano Carli? Facciamocelo dire direttamente da lui. “Ho 55 anni, sono sposato con Paola e ho una figlia, Martina, di 20 anni. Abito ad Arese da sedici anni…proprio di fronte al CSDA! Ho amato Arese fin da quando, neolaureato in Economia alla Cattolica di Milano, vinsi una borsa di studio patrocinata da Finmeccanica e venni per la prima volta ad Arese a lavorare per la mitica Alfa Romeo. Fu la mia prima esperienza di lavoro proprio nella nostra gloriosa azienda e ne uscii dopo cinque anni quando arrivò Fiat. Poi ho sempre svolto funzioni direzionali in aziende multinazionali come Philips e Whirlpool e per dodici anni in Vaillant caldaie, infine per gli americani della Sealy corporation. Negli ultimi anni ho deciso di costruirmi una mia attività personale ed oggi sono amministratore di Check&Solutions, società che opera nella grande distribuzione, oltre che titolare di una società di consulenza di marketing. Arese ha sempre esercitato un fascino su di me per l’atmosfera tranquilla e serena che si respira e per la dimensione a misura d’uomo del suo territorio. Mi sono quindi impegnato volentieri prima come membro della Commissione Arese Cultura Sport e Tempo Libero, e adesso mi accingo ad affrontare un impegno gravoso e ricco di sfide come la Presidenza della Fondazione che tutti chiamiamo FACS”.

Gravoso, appunto. La aspetta un inizio che sicuramente sarà all’insegna della diffidenza da parte di alcuni. Come conta di superarla? Quale programma si prefigge per i suoi primi cento giorni di mandato?
Senza dubbio Arese ha un grande potenziale per lo sviluppo della pratica sportiva sia per la naturale inclinazione culturale dei suoi abitanti verso una vita sana e sportiva, sia per la ricca dotazione di impianti sportivi di cui Arese è corredata. Quello che tutti auspichiamo è sviluppare queste potenzialità in modo economicamente sostenibile e migliorare qualitativamente il livello del servizio ai cittadini. Le prime urgenze sono quelle di garantire il pieno utilizzo del CSDA e far partire la stagione sportiva 2011-2012.

Ma nel concreto, come intende operare nella gestione di FACS :
La gestione di una Fondazione richiede particolari abilità, poiché si devono abbinare principi di gestione manageriale alla ricerca di una convergenza di obiettivi condivisi con azionisti un po’ particolari come l’amministrazione pubblica comunale. Il tutto in un ambito di scarse risorse soprattutto di personale. Occorre, infatti, tenere presenti i sempre più rigidi vincoli di bilancio e la valorizzazione dell’attività che i membri dei due consigli di indirizzo e di gestione possono mettere a disposizione per il bene della pratica sportiva e della cultura a favore di tutta la cittadinanza.

Intese, la società che ha in gestione il CSDA, è al centro delle critiche della minoranza e di parte della stessa maggioranza. Come intende affrontare questo problema?
Non amo giudicare una situazione prima di averne esaminato dettagliatamente tutti gli aspetti, sia quelli positivi che quelli che possono apparire negativi. Certo, Intese rappresenta oggi un partner importante che deve svolgere una funzione attiva all’interno di un indirizzo condiviso con le strategie di sviluppo della pratica sportiva assunte insieme ai soci della Fondazione. FACS ha per statuto un chiaro obiettivo e questo deve essere perseguito con il consenso e con il supporto di tutti, forze politiche, istituzioni e partner privati.

Viste le posizioni critiche di Lega e PD, come pensa di convincere gli oppositori a convergere su una nomina che, sotto molti punti di vista, non è stata condivisa?
Sono da poco entrato nella vita politica di Arese e non ne conosco ancora tutte le sue colorite sfaccettature. Credo però che in certi ruoli non basti essere un buon tecnico ma occorra avere una elevata capacità di ascolto e una grande dote di sintesi per valutare anche le esigenze di tutte le forze politiche prima di prendere le giuste decisioni.

Mi pare di avvertire un certo ottimismo misto ad un sano realismo. Quindi, giusto per terminare questo primo incontro, pensa sia possibile che lei possa diventare da presidente del sindaco e di Intese, come certamente sarà considerato, a presidente di tutti? E se si, come?
La mia aspettativa è di ottenere risultati positivi per l’intera comunità attraverso una politica che per forza di cose dovrà attuare delle scelte. Nella misura in cui tali scelte risulteranno positive per la comunità nel suo complesso, allora potremo acquisire un consenso comune. Per far ciò occorre anche avere una visione di medio termine per risolvere le complessità che indubbiamente ho trovato sul tavolo. Per il momento ho ovviamente incontrato e discusso prevalentemente con il sindaco Fornaro e ritengo sia una persona pragmatica e con le idee ben chiare. E, se me lo permette, vorrei cogliere l’occasione di questa intervista per ringraziarlo per la fiducia che lui ha riposto nella mia persona.