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Facs: “Dal 7 dicembre Intese via dal Csda”

29 novembre 2011 – Quasi tre mesi mesi fa, quando QuiArese lo aveva intervistato poco dopo la sua nomina a presidente di Facs (leggi qui), Stefano Carli aveva dichiarato che la priorità dei suoi primi cento giorni alla guida di Fondazione sarebbe stata quella di “garantire il pieno utilizzo del Csda e far partire la stagione sportiva 2011-2012”. E interrogato su Intese, la società che ha in gestione il Centro Sportivo Davide Ancilotto, Carli diceva “Non amo giudicare una situazione prima di averne esaminato dettagliatamente tutti gli aspetti, sia quelli positivi che quelli che possono apparire negativi. Certo, Intese rappresenta oggi un partner importante che deve svolgere una funzione attiva all’interno di un indirizzo condiviso con le strategie di sviluppo della pratica sportiva assunte insieme ai soci della Fondazione. Facs ha per statuto un chiaro obiettivo e questo deve essere perseguito con il consenso e con il supporto di tutti, forze politiche, istituzioni e partner privati”.

E terminata la fase di analisi, la Fondazione guidata da Carli ha preso una decisione tutt’altro che scontata e per certi versi clamorosa, la portata della quale è ancora difficile da valutare: estromettere Intese dalla gestione del CSDA entro il prossimo 7 dicembre, data alla quale Facs riprenderà in carico il Csda. La lettera nella quale Fondazione comunica questa decisione a Intese è partita la scorsa settimana, e il documento dovrebbe essere protocollato dal Comune questa mattina. Tra le motivazioni addotte per spiegare questa drastica decisione c’è, secondo quanto riportato nel documento di Fondazione, “lo stato di degrado delle strutture sportive, nonché lo stato di abbandono sociale in cui verte l’intera struttura”. Fondazione contesta anche a Intese l’impossibilità di “ottenere informazioni e documentazione necessarie per l’esercizio di un normale e legittimo controllo sulla gestione”. Cosa succederà ora? Difficile dirlo, di certo il 7 dicembre Facs riprenderà possesso del Csda e se Intese non dovesse accettare questa decisone “attiverà tutte le procedure amministrative e giudiziali necessarie”. Visto che è difficile immaginare che Intese acconsenta a lasciare il Centro Sportivo di punto in bianco, è probabile che quello che ci attende sarà un lungo braccio di ferro, dagli esiti incerti, tra i due contendenti.

Allo stato attuale è anche arduo comprendere cosa accadrà nella pratica, visto che dallo scorso agosto il centro sportivo è stato assegnato per ambiti ad associazioni che, pur se in qualche caso legate ad essa, non sono comunque espressione diretta di Intese, che all’interno del centro non gestisce direttamente alcuna attività sportiva. Lo scenario più probabile sembrerebbe quindi quello che la gestione degli ambiti sportivi rimanga in carico alle associazioni che si sono aggiudicate la manifestazione di interesse (con il calcio ancora da assegnare) e che a Intese venga tolta la conduzione della struttura. L’impressione, in ogni caso, è che il 7 dicembre non rappresenti l’atto finale della controversa vicenda del Centro Sportivo Davide Ancilotto, quanto piuttosto la data di partenza di un nuovo contenzioso che si preannuncia senza esclusione di colpi tra Fondazione e Intese.