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Fornaro: il Gup dice no al patteggiamento

26 gennaio 2012 – La richiesta di patteggiamento avanzata dall’ex sindaco Gianluigi Fornaro, che si trova agli arresti domiciliari dallo scorso 22 settembre, è stata respinta. Ieri il Giudice per l’Udienza Preliminare Luigi Gargiulo ha infatti riscontrato un errore nel calcolo della pena – erano stati richiesti due anni – fatto dalla difesa di Fornaro e dai PM che hanno seguito l’inchiesta per concorso in emissione di fatture false, truffa aggravata, turbata libertà degli incanti e corruzione. Pressoché automatico, quindi, il rifiuto del patteggiamento. La decisione del Gup è inappellabile e il collegio difensivo di Fornaro ha così deciso di richiedere il rito abbreviato, che comporta anch’esso lo sconto di un terzo della pena. Questo cambiamento implica comunque diverse conseguenze, oltre al fatto che a valutare gli atti sarà un giudice diverso da quello che ha respinto la richiesta di patteggiamento. La data per la nomina del nuovo giudice è già stata fissata per il prossimo 8 febbraio e passerà quindi qualche tempo prima che si arrivi a giudizio.

A differenza di quanto sarebbe successo con il patteggiamento, a processo, poi, potranno costituirsi le parti civili interessate a eventuali risarcimenti. In questo senso c’è agli atti un documento della giunta uscente guidata da Carlo Giudici che, prima di dimettersi, aveva chiesto a chi sarebbe seguito di procedere lungo questa strada. Spetterà al commissario prefettizio decidere in merito. Altra conseguenza è che al termine della procedura – al contrario del patteggiamento – ci sarà un giudizio di merito sulla vicenda, che si concluderà quindi con una sentenza di assoluzione o di colpevolezza. E su questa sentenza sarà possibile ricorrere in appello. Infine, l’entità dell’eventuale pena diventa difficilmente preventivabile: sarà il giudice a stabilirla e quindi a scontarne un terzo come previsto dalla legge. Le conseguenze di questo errore, nel caso si arrivasse a una condanna, potrebbero quindi essere pesanti per Fornaro che, oltre all’eventuale pena che il giudice potrebbe comminargli, rischierebbe anche di ritrovarsi con un salato conto da pagare alle parti civili. Resta da comprendere, ma sarà possibile farlo solo leggendo le motivazioni della sentenza, come sia stato possibile che PM e difesa siano potuti incorrere in un errore tecnico come quello riscontrato dal Gup. Un errore che ha compromesso irrimediabilmente la strategia difensiva dell’ex sindaco che, grazie al patteggiamento, avrebbe non solo disinnescato le parti civili ma anche evitato di andare a giudizio. Cosa che si troverà ora invece a dover fare, affrontando un processo dall’esito incerto ma potenzialmente pesante.

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