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Frediano Manzi aggredito a Garbagnate

21 giugno 2011 – “Volevo aggiornarvi. Domenica il pregiudicato che avevo denunciato, prima nel mio video e poi tramite voi, mi ha speronato in auto e ha minacciato di spararmi”. Cominciano sempre così, con lui che va diretto al punto, le nostre conversazioni con Frediano Manzi, il presidente dell’associazione SOS Racket e Usura. Come si ricorderà, settimana scorsa Manzi ci aveva segnalato la presenza di un negozio abusivo sul territorio di Arese (leggi qui) che però era già stato chiuso un paio di settimane prima nel corso di un’operazione della Guardia di Finanza coadiuvata dalla Polizia Locale di Arese. Un’operazione che aveva preso avvio proprio dal video girato da Manzi (leggi qui). E la cosa ha purtroppo avuto pesanti conseguenze per il presidente dell’associazione SOS Racket e Usura che, e non per la prima volta, ha visto la sua incolumità personale messa a rischio dalle ritorsioni di persone che aveva denunciato. Come è successo ieri.

“Ero in auto a Garbagnate – racconta Manzi – quando un’altra macchina ha iniziato a lampeggiarmi. Non ho riconosciuto la persona che la guidava e ho proseguito per la mia strada. A questo punto lui ha iniziato a suonare il clacson e a minacciarmi con gesti molto eloquenti. Riconosciuta la persona che la guidava ho iniziato a preoccuparmi e mi sono diretto verso il centro di Garbagnate. A quel punto lui ha iniziato a tamponarmi e mi si è affiancato con la chiara intenzione di spingermi fuori strada”. E la situazione sarebbe sicuramente degenerata se Manzi non fosse riuscito a chiamare dal suo cellulare il 112. “I carabinieri – dice Manzi – sono arrivati subito, lo hanno fermato e identificato. Quando però lui è risalito sulla sua auto mi ha detto, alla presenza dei militari, che non sarebbe finita li e che mi avrebbe sparato. E a quel punto i Carabinieri lo hanno portato in caserma dove lo hanno diffidato dal riavvicinarsi a me e poi lo hanno rilasciato”.

Questa non è la prima volta che Manzi, in ragione delle sue denunce, viene minacciato tanto che la prefettura gli aveva assegnato quella che viene definita una tutela dinamica, e cioè non una vera e propria scorta ma un servizio di sorveglianza a distanza che, a causa della sua saltuarietà Manzi giudica inefficace. Tanto che il presidente dell’associazione SOS Racket e Usura, dopo l’episodio di ieri, ne ha chiesto per la terza volta la revoca in una lettera invitata a Prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi (leggi qui). “Non ho nulla da rimproverare agli agenti – spiega Manzi – è solo che, a causa della mia sovraesposizione un tipo di servizio come quello della tutela dinamica si è dimostrato assolutamente inefficace, come dimostra il fatto che è la seconda volta in due mesi che vengo aggredito e minacciato malgrado la tutela dinamica che mi è stata accordata”.