Home Cronaca

Gallera conferma: il 15 gennaio ad Arese c’era già un paziente probabilmente positivo al Coronavirus

09 maggio 2020 – In un giorno in cui il portale dell’ATS non riporta nessuna novità in tema di positivi e deceduti, arriva la lettera di risposta dell’assessore regionale al “welfare” Giulio Gallera alle richieste del sindaco Michela Palestra. Largamente incompleta, ma con una conferma importante: il 15 gennaio ad Arese c’era un paziente molto probabilmente già positivo al Coronavirus. Ovviamente il sistema sanitario ha potuto confermare il tutto solo a seguito di tamponi eseguiti nel mese di marzo, dopo che l’emergenza sanitaria era emersa con il focolaio di Codogno.

Tramite le interviste con il paziente, il cui nome per ovvi motivi di privacy rimane riservato, si è arrivati a datare 15 gennaio l’insorgere dei primi sintomi. Ed è anche importante sapere che questa persona, secondo quanto riportato da Gallera, era “paucisintomatica”, ovvero manifestava solo sintomi lievi.

Nessuna risposta è invece arrivata dall’assessore in merito alla richiesta del sindaco di eseguire un’indagine epidemiologica su tutta la popolazione di Arese basata su test sierologici e tamponi. Michela Palestra ha promesso di ripresentare la sa richiesta. QuiArese ha parlato in questo articolo della possibilità che ci fosse ad Arese un paziente positivo sin da gennaio pubblicando anche la lettera del sindaco alle autorità regionali. In questo articolo abbiamo invece pubblicato i dettagli della ricerca che collocava ad Arese e Cornegliano Laudense i primi positivi in Italia. Infine, abbiamo raccontato la storia del primo paziente positivo ufficialmente riconosciuto nel Comune di Arese, che presentava sintomi dal 10/12 febbraio.

Ecco cosa ha scritto Gallera nella sua lettera al sindaco Michela Palestra:

Gentile Sindaca,

in riferimento a quanto chiede nella Sua lettera dello scorso 1° maggio 2020, a seguito di verifica con gli uffici competenti della Direzione Generale Welfare, mi preme informarLa di quanto segue.

Il caso residente ad Arese è riferito a cittadino/a [omissis] che, in [omissis] giunge all’ASST [omissis] con addensamento alla RX torace, non confermato al controllo radiologico in Pronto Soccorso [omissis].

La conferma di caso COVID POSITIVO è pervenuta dal laboratorio [omissis] che ha riportato di aver ricevuto il tampone il [omissis]. Il caso è stato preso in carico dalla ATS Milano con pratica [omissis].

Nella segnalazione [omissis] è riportato che il paziente – considerato paucisintomatico – aveva sintomi dal 15 gennaio 2020. Quindi il Sistema Sanitario Regionale ha avuto notizia del caso a partire dal [omissis] marzo [omissis] e non dal 15 gennaio. La data di gennaio è una ricostruzione di quanto avvenuto tramite intervista al paziente. La ricostruzione dell’inizio dei sintomi è utile dal punto di vista epidemiologico per comprendere quanto successo; dal punto di vista operativo segnaliamo che sin da subito il paziente è stato preso in carico.

I cittadini del comune di Arese positivi al Coronavirus erano 38 alla fine di marzo, ad oggi risultano essere 113.

L’ATS Milano è in continuo raccordo con i Sindaci del proprio territorio, segnalando per tempo tutti i nuovi casi. Proprio a tal scopo ha messo a disposizione dei Comuni un sistema di informazione online.

Con l’auspicio di averLe fornito i necessari chiarimenti, colgo l’occasione per porgerLe distinti saluti.

Avv. Giulio Gallera

Ed ecco invece quanto è stato scritto sui canali istituzionali del Comune:

È pervenuta al Comune di Arese la risposta dell’assessore regionale Gallera, che pubblichiamo con alcune cancellature che oscurano i dati personali del paziente nel rispetto della normativa sulla privacy. La Sindaca Michela Palestra, però, non ritiene esaustiva la risposta.

“La lettera fornisce indicazioni rispetto al singolo caso oggetto dello studio ed è solo un parziale chiarimento. Nessun riscontro, invece, rispetto alla nostra richiesta che la Città di Arese sia oggetto di indagine epidemiologica basata su test sierologici e tamponi. Rinnoverò quindi la mia istanza”.

“Questa mattina nell’interessante confronto con il Prof. Galli, Primario di malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, è emerso con chiarezza che questi test sierologici possono essere un’importante opportunità, soprattutto se inseriti all’interno di uno studio scientifico che dia la possibilità di lavorare con i dati in modo scientifico, strutturato e affidabile. Il lavoro che sta facendo il Prof. Galli è molto interessante ed è nostra intenzione approfondire e verificare se ci sono delle opportunità”.

“All’Assessore Gallera chiederò anche chiarimenti sui numeri dei contagi riportati nella lettera (pari a 113 all’8 maggio), visto che non coincidono con il portale di ATS (che oggi conta 135 casi inseriti da ATS e 35 casi inseriti dai medici curanti per un totale di 170 dall’inizio del contagio)”.

Queste le parole della prima cittadina Michela Palestra.

© riproduzione riservata – Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese