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Gas e indagini GdF: parla l’assessore Augurusa

01 febbraio 2016 – In questi giorni le cronache nazionali si stanno occupando di una vicenda che riguarda il gas e che tocca, al momento sembra in maniera marginale, anche il nostro Comune. Tutto ha preso il via, come spiegato dal Fatto Quotidiano (leggi qui) da un’indagine della Guardia di Finanza in Veneto, che ha visto coinvolto il Consorzio Energia Veneto (Cev). Ovvero il soggetto aggregatore del quale è entrato a fare parte anche il nostro Comune con una quota marginale dello 0,0974 per cento, e che si occupa delle procedure di gara per la fornitura di gas agli edifici pubblici.

In pratica i Comuni che aderiscono al consorzio, anziché bandire direttamente e singolarmente le gare per la fornitura di gas, delegano al consorzio stesso la loro gestione. Il vantaggio è che quando il consorzio ha dimensioni ragguardevoli è in grado di strappare un prezzo più competitivo ai fornitori, in ragione della sua capacità aggregativa che lo rende un player importante a livello quantitativo.

Ma come è arrivato il nostro Comune alla scelta del partner Cev? Lo spiega l’assessore alle Partecipate Giuseppe Augurusa, che ricostruisce le tappe che hanno portato Arese ad aderire al consorzio: “Il Comune di Arese – spiega Augurusa – ha aderito al Cev con una delibera di giunta del febbraio 2006, per la fornitura di energia elettrica a condizioni auspicabilmente vantaggiose o comunque migliorative rispetto alle condizioni economiche previste dalla relativa convenzione Consip. Dal 2000 infatti, con la legge che viene ulteriormente precisata proprio nel 2006, i piccoli Comuni non capoluogo di provincia possono aggregarsi o individuare un soggetto aggregatore, nella fattispecie un consorzio a capitale interamente pubblico, a cui affidare le procedure di gara, quale committente unico. Le ragioni che hanno portato alla scelta di allora non mi sono note, andrebbero chieste a chi le ha fatte ovviamente. Tuttavia il consorzio aggrega oltre mille Comuni, con Arese che detiene una percentuale irrisoria, lo 0,0974 per cento. E’ comunque verosimile pensare che la scelta sia stata assolutamente casuale tra quelle possibili, con l’obbiettivo di cogliere vantaggi sul prezzo, ma di questo non ho alcuna evidenza”.

Secondo quanto riportato dal Fatto, nel 2015 l’Anac presieduta da Raffaele Cantone aveva mandando una segnalazione al Nucleo speciale anticorruzione della Guardia di finanza. Augurusa delinea quindi la linea temporale più recente:  “Nel dicembre 2014 – prosegue l’assessore – con deliberazione di consiglio comunale si è disposto di confermare l’adesione al Cev, quale centrale unica di Committenza che aveva già svolto le funzioni per l’approvvigionamento dell’energia elettrica, e si è dato avvio all’adesione, con decorrenza 1 gennaio 2015, all’accordo quadro anche per la fornitura di gas naturale. Da quello che apprendiamo solo oggi dalla stampa, il warning di Cantone pare essere solo successivo e quindi non rapportabile rispetto alle decisioni assunte precedentemente, anche qualora ne fossimo stati a conoscenza. Una scelta, quella di aderire alla proposta di affidamento al Cev della procedura di gara per la fornitura di gas agli edifici pubblici, che abbiamo valutato come la più ovvia. Assunta dopo che nel settembre del 2014 avevamo necessariamente deciso di disdettare la fornitura di Smg, società per la quale in questi giorni si sta completando la procedura di vendita delle quote pubbliche, in quanto ritenevamo non più corretto ai sensi di legge l’affidamento diretto a una società a capitale misto, società commerciale sul mercato libero e controllata di secondo livello non in house”.

Che tipo di controlli ha fatto il nostro Comune sulla società alla quale si stava affidando un incarico di rilievo? Perché questi controlli potrebbero non essere stati efficaci o comunque non sufficientemente approfonditi? “Nonostante i fatti di questi ultimi anni – ribatte Augurusa – mi pare invece che uno dei temi delicati delle partecipazioni pubbliche con quote residuali come nel caso di specie, sia esattamente il tema dell’effettiva capacità di esercizio del controllo analogo, ovvero il controllo che si deve esercitare nei confronti delle proprie partecipate analogamente a quello che si effettua nei controlli dei propri uffici. Ora però è abbastanza evidente che l’adesione a consorzi di queste dimensioni non consente neppure in ipotesi di avere concretamente una visibilità sugli atti interni, ammesso che questo possa consentire di verificare effettivamente i comportamenti illeciti. In generale le decisioni di aderire ai consorzi rispondono sostanzialmente a due questioni: decentrare i mille adempimenti di gara per velocizzare i conferimenti e strappare un prezzo migliore per le economie di scala che un consorzio così grande avrebbe potuto generare. Pensate cosa sarebbe successo se il primo gennaio le scuole fossero rimaste al freddo perché magari l’ente, seguendo la strada della gara ‘fatta in casa’, avesse allungato i tempi del conferimento. Quanto al prezzo posso solo dire che nel 2014 per il gas abbiamo speso 337.515 euro, mentre nel 2015, a novembre, 276.005 euro. Un risparmio su cui indubbiamente, oltre al prezzo, ha inciso anche l’anno più caldo che si ricordi, ma certamente l’affidamento è stato competitivo per l’ente locale”.

Al di la del dovuto dovuto garantismo, visto che al momento si è ancora in fase di inchiesta, quale è la posizione di Arese nei confronti di Cev? La società, visto il quadro dipinto dal Fatto Quotidiano, è effettivamente ancora in grado di garantire la piena operatività? “Non credo – sostiene Augurusa – si tratti di essere garantisti, ma piuttosto rispettosi dei fatti: da ciò che si legge sui giornali siamo in presenza di custodie cautelari, cioè di procedimenti assunti nei casi di rischio di reiterazioni del reato, pericolo di fuga o di inquinamento delle prove. Non sappiamo a quali gare ci si riferisca. Mi pare francamente difficile immaginare che si sia noi a prendere una qualsivoglia iniziativa, prima che la magistratura accerti i fatti ed eventualmente rinvii a giudizio. Ovviamente abbiamo piena fiducia nei magistrati affinché si faccia chiarezza al più presto. A essere rigorosi il problema oggi mi pare sia l’effetto che queste inchieste possono eventualmente produrre sulle gare al fine di garantire la continuità della fornitura da parte del soggetto privato che si è aggiudicato la gara. Ma ripeto, non abbiamo elementi se non quelli riportati dai giornali, non sappiamo a quali gare ci si riferisca, non siamo neppure certi che la questione ci riguardi direttamente. Mi pare davvero poco per fare una valutazione sugli eventuali effetti per noi. Altro invece è la decisione rispetto alla permanenza nel consorzio: su questo abbiamo invece il dovere di fare una valutazione più attenta, ancora una volta nel rispetto dei fatti e non semplicemente delle opinioni”.

Il Fatto parla di perquisizioni anche in Lombardia. E’ coinvolto anche il nostro Comune? “Niente di tutto questo – dice Augurusa – e, a oggi, non mi risulta neppure alcuna comunicazione in merito da parte di chicchessia. D’altra parte sarebbe poco comprensibile, sempre ammesso che ci si riferisca a conferimenti che ci riguardino. Di norma le indagini sulla turbativa d’asta riguardano chi le aste le fa”.

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