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Gli alpini e la tragedia del Vajont

21 dicembre 2011 – Il gruppo dell’Ana (Associazione Nazionale Alpini) Peppino Prisco di Arese segnala un’iniziativa legata alla storia di un alpino, che questa sera sarà ospitata dalla trasmissione televisiva “Chi l’ha Visto?”. Durante il programma verrà trasmesso un filmato di circa 15 minuti che racconterà la storia di un alpino di Vicenza, Luciano Basso, segnato per tutta la vita dalla tragica esperienza della catastrofe del Vajont. All’epoca Luciano era un giovane alpino di vent’anni che il 9 ottobre del 1963 si trovò tra i primi soccorritori partiti da Belluno per raggiungere Longarone. Ben presto, abbandonati i camion a causa del fango, gli alpini dovettero proseguire a piedi con una marcia di avvicinamento faticosa e carica di dolorosissime emozioni. Poi Luciano si trovò a soccorrere un bimbo di tre anni, solo in quella desolazione. Il bambino gli si avvinghiò e non lo mollò più. L’elicottero americano trasportò dunque all’ospedale di San Martino entrambi e per staccare il bimbo da Luciano fu necessario ricorrere a sedativi. Il giovane alpino tornò poi alla sua opera di soccorritore ma senza sapere nome, paese e famiglia di quel bimbo che gli si era aggrappato con tanta disperazione. Per tutta la vita Luciano si domandò che sorte avesse avuto. I suoi familiari erano vivi? Qualcun altro della sua famiglia si era salvato? E lui stesso era poi sopravvissuto?

Luciano Basso rimase per sempre con quei dubbi e trasmise ai figli i suoi ricordi più commoventi, le sue forti emozioni, le sue speranze. Quando morì, nel 2005, lasciò un’eredità morale alla figlia Deborah: “trova quel bimbo e abbraccialo tu per me”. Una storia che, se sarà coronata da lieto fine, si inserisce perfettamente nel contesto natalizio. Durante la trasmissione si parlerà della solidarietà degli alpini e della loro capacità di intervento in caso di disastri come quelli di Friuli, Irpinia, e L’Aquila; si parlerà di quel terribile Natale del ’63 e si ascolterà il racconto di alcuni sopravvissuti; si mostreranno immagini irripetibili del fotoreporter Bepi Zanfron e sequenze di repertorio degli archivi RAI. Al centro del racconto c’è l’intervista a Deborah, la figlia dell’alpino Luciano Basso, desiderosa appunto di conoscere l’identità di quel bambino – che aveva tre anni nel 1963 e che ora dovrebbe averne poco più di cinquanta – scampato al disastro grazie a Luciano. Si parlerà anche dell’attaccamento di Luciano Basso al corpo degli alpini e si mostreranno immagini della S. Messa di Natale che l’ANA, Associazione Nazionale Alpini, ogni anno organizza nel duomo di Milano e della relativa cerimonia tenuta l’11 dicembre u.s. in piazza Duomo. Tra le altre sequenze importanti, una simulazione dell’intervento di soccorso degli alpini, effettuata nei giorni scorsi in collaborazione con il 7° Reggimento di Belluno.