Home Cronaca

“Gli assenti hanno perso una grande occasione”

16 maggio 2016 – Riceviamo e pubblichiamo questo intervento di Roberto Mori, che racconta la serata organizzata dal Forum con Toni Rüttimann. Una serata che, con rammarico del Forum stesso, non ha visto una significativa partecipazione dei giovani aresini.

“La dedizione ad una missione unica». È la presentazione di Diego Minonzio, direttore de La Provincia, per Toni Rüttimann, ieri sera al Teatro Sociale e per il racconto semplice di una vita straordinaria, tesa come un cavo d’acciaio verso un obiettivo ideale e inesauribile: costruire ponti nei paesi poveri per le popolazioni che ne hanno disperatamente necessità”.  Così La Provincia inizia il resoconto della serata del 12 Maggio a Como, quando Toni Rüttimann ha incantato le 1000 persone presenti con la storia unica della sua vita dedicata a aiutare disinteressatamente gli altri nelle aree disagiate del mondo, in Ecuador, Honduras, Nicaragua, Messico, Costarica, Cambogia, Vietnam, Laos, Indonesia, Myanmar, dovunque le comunità rurali aspettavano invano che le autorità costruissero il ponte che avrebbe cambiato la qualità e la sicurezza delle loro vite.

“Alzatevi e costruiamolo insieme”: Toni ha così motivato, addestrato e diretto contadini, donne, bambini fino a che il loro ponte è stato ultimato. In meno di 30 anni lo ha fatto ben 730 volte con e per quasi 2 milioni di persone, e continua a farlo a ritmi sempre maggiori. Questa stessa presentazione, su invito del Forum, Toni l’aveva fatta, per la prima volta fuori dalla Svizzera, in una cittadina come la nostra, all’auditorium di Arese il 10 Maggio sera, di fronte non solo agli aresini (molti, ma non tanti quanti l’unicità della serata avrebbe meritato) ma anche a persone venute da Milano, Cesate, Segrate, Rho, Ferrara, Losanna…

Toni ha illustrato con quale approccio professionale sia riuscito in un’impresa che ha dell’incredibile:
– Partecipazione delle diverse comunità a tutte le fasi di costruzione sotto la direzione di Toni e di un suo assistente.
– Recupero e trasporto da tutto il mondo di materiali (soprattutto tubi e cavi d’acciaio) donati da grandi organizzazioni.
– Standardizzazione dei progetti  e organizzazione dei siti di prefabbricazione.
– Rigidi obiettivi per tutti: zero incidenti (mai uno fino a oggi!), zero errori, zero sprechi (i materiali sono preziosissimi proprio perché donati).
– Lavoro di gruppo con regole precise ripetute quotidianamente prima dell’inizio dei lavori, e seguite da tutti.
Sono principi di gestione che talvolta non si riscontrano nemmeno in progetti industriali di ben altre dimensioni.

Durante la presentazione di grande contenuto emotivo, Toni ha poi chiarito qual è la molla che lo ha spinto e continua a spingerlo in questa sua attività totalmente altruistica  e volontaria: semplicemente, il privilegio di essere un essere umano impone di aiutare l’altro che ha bisogno. Come confermato da molti commenti raccolti al termine della serata, i principali destinatari dei tanti messaggi di Toni dovrebbero essere i giovani perché verifichino dove possano portare la motivazione e lo spirito di iniziativa, come e dove si possano trovare e sviluppare i talenti, come solidi valori etico-morali possano dare una spinta continua al raggiungimento di obiettivi sfidanti, come la ricerca continua dell’innovazione sia un potente mezzo per facilitare questo raggiungimento.

Anche nelle intenzioni degli organizzatori del Forum la serata era stata organizzata soprattutto per i giovani: purtroppo la maggioranza dei giovani presenti, peraltro non numerosi, non erano di Arese, a conferma che la nostra cittadinanza non ha colto la valenza unica di questo incontro. Come non l’hanno colta i mezzi di informazione locali, nonostante fossero stati preinformati. Il classico caso degli assenti che hanno perso un’occasione straordinaria, irripetibile. Una particolare segnalazione di merito va invece a quei genitori che hanno portato bambini delle elementari e medie, avendo intuito quanto profondamente il messaggio di Toni sarebbe stato educativo.

Roberto Mori

© riproduzione riservata

Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese