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Gli Slai Cobas “occupano” il Municipio

26 aprile 2012 – Sono giorni tormentati quelli del commissario prefettizio Emilio Chiodi che prima è stato contestato in occasione delle celebrazioni del 25 aprile (leggi qui) e oggi si è anche visto occupare simbolicamente il Municipio da una quarantina di rappresentanti dello Slai Cobas, e più precisamente da quegli ex lavoratori dell’Alfa Romeo che da febbraio 2011 si trovano senza lavoro perché licenziati da Innova Service, la società che li aveva assorbiti e che, tramite loro, garantiva i servizi generali nell’area che era appartenuta alla società del Biscione. Licenziati per essere subito rimpiazzati da una cooperativa e ancora senza lavoro malgrado una sentenza della magistratura abbia già dato loro ragione (leggi qui la loro vicenda). Questa mattina una quarantina di loro ha simbolicamente occupato il Municipio, che comunque ha continuato a operare regolarmente, sventolando una bandiera dal balcone del Comune e chiedendo di parlare con Chiodi: “Il commissario prefettizio – spiega il delegato Slai Cobas Renato Parimbelli – ha la doppia veste di rappresentante del Comune di Arese, che con altri è coinvolto nell’Accordo di Programma per il futuro dell’area, e di funzionario della prefettura. Per questa ragione abbiamo più volte tentato di avere un colloquio con lui e, quando tutti i tentativi istituzionali sono andati a vuoto, ci siamo risolti a intraprendere questa azione”.

In effetti i delegati Slai Cobas avevano concordato un incontro con Chiodi, confermato dal commissario per mezzo di un fax, per lo scorso 11 aprile se non che, il giorno prima della riunione, un secondo fax comunicava loro che Chiodi rinviava a data da destinarsi l’incontro per inderogabili impegni. Da allora però gli Slai Cobas non hanno più avuto notizie da Chiodi: “Ieri – racconta Parimbelli – a margine delle celebrazioni del 25 aprile, abbiamo cercato di incontrarlo per sollecitargli una nuova data ma appena ci ha visti è subito corso in Municipio. Per questa ragione oggi abbiamo deciso di intraprendere questa azione simbolico”. Che alla fine ha dato i suoi frutti, visto che Chiodi, che oggi non era ad Arese, ha accordato un appuntamento a cinque rappresentanti dello Slai Cobas per domani a mezzogiorno. Questo sembra essere successo anche grazie alla mediazione delle forze dell’ordine che sono arrivate numerose con Digos, squadra mobile della Polizia e Carabinieri a tenere sotto controllo la situazione. “E’ così – conferma Parimbelli – un funzionario di pubblica sicurezza ha parlato con la prefettura e ha mediato per ottenere l’incontro di domani”.

A testimonianza del fatto che la manifestazione è stata più che pacifica c’è il fatto che prima dell’arrivo di un nutrito numero di rappresentanti delle forze dell’ordine nessuno si era accorto di quanto stesse succedendo: “Mi trovavo – racconta un cittadino – proprio di fronte all’entrata del Municipio ma non mi sono reso conto di quanto stesse succedendo perché i manifestanti sono entrati in piccoli gruppi di due o tre persone. In realtà mi sono accorto che c’era qualcosa di anomalo solo quando ho visto arrivare numerose camionette di Polizia e Carabinieri e agenti in borghese”. Una volta ottenuta l’attenzione del commissario, gli Slai Cobas si sono ritirati in buon ordine, dando l’appuntamento a domani mattina: “Dalle 11,30 – dice Parimbelli – presidieremo pacificamente l’ingresso del Municipio in attesa dell’incontro con il commissario delle 12,00. Quello che ci aspettiamo è finalmente qualche risposta concreta e non le solite promesse a vuoto che abbiamo ricevuto sino ad oggi e che sono state parole al vento. E anche un’assoluta presa in giro di lavoratori che, lo voglio ricordare, dallo scorso ottobre non percepiscono stipendio o sussidi e che stanno lottando per i loro diritti, peraltro riconosciuti da alcune sentenze delle magistratura”.

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