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I campi elettromagnetici e Arese

10 settembre 2012 – Quello dei potenziali pericoli per la salute che possono derivare dalla presenza di campi elettromagnetici nei pressi delle aree residenziali o degli ambienti di lavoro è un tema molto discusso e molto controverso, anche perché sono stati condotti pochissimi studi approfonditi che ne valutano l’impatto nel lungo termine. Esistono però delle linee guida, come quella elaborata dalla tedesca Icnirp (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection), un organismo non governativo, formalmente riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, composto da esperti scientifici indipendenti (clicca qui) e limiti di legge che, in Italia, vengono determinati dalle Regioni. In Lombardia, per esempio, questo limite è stato recentemente alzato, per i nuovi insediamenti, a 2 microTesla mentre in Veneto è di 0,2 microTesla.

Ma qual è la situazione ad Arese, visto che nella nostra città in passato si è spesso discusso di campi elettromagnetici, banalmente quelli generati dai piloni dell’alta tensione, e della loro vicinanza alle abitazioni? In tempi più recenti poi, quello dei campi elettromagnetici è stato uno degli argomenti portati da coloro che sono contrari all’edificazione di Arese Sud proprio per la vicinanza dell’area ai tralicci dell’alta tensione e all’elettrodotto di Ospiate. In questo video (clicca qui) hanno provato a rispondere alla domanda Alessandro Corniani e Massimiliano Seregni che, muniti di uno strumento professionale per le misurazioni e di una telecamera hanno girato per Arese facendo una serie di rilevazioni sui microTesla generati dalle linee dell’alta tensione. Il loro lavoro non vuole avere la pretesa della scientificità perché, ad esempio, le rilevazioni sono state effettuate in una sola giornata e non ripetute nel tempo ma offre comunque una fotografia istantanea di quella che è la situazione nella nostra città. Le rilevazioni sono state effettuate domenica 9 settembre e non è improbabile che durante la settimana lavorativa i valori possano essere maggiori per la richiesta di corrente delle utenze professionali.

Per vedere il video clicca sull’immagine sottostante:

Coloro che volessero approfondire gli effetti di un’esposizione continuata ai campi elettromagnetici, possono trovare altre informazioni in questo documento del Comitato Internazionale di Valutazione per l’indagine sui Rischi Sanitari dell’esposizione ai campi elettrici, magnetici e elettromagnetici, istituito dai Ministri Italiani dell’Ambiente, della Salute e delle Telecomunicazioni (clicca qui) e in questo studio dell’Istituto Superiore di Sanità (clicca qui).

Concludiamo con un doveroso ringraziamento ad Alessandro Corniani e Massimiliano Seregni per averci inviato il loro interessante lavoro.

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