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I limiti del documento di Bilancio del Comune

16 gennaio 2013 – Il positivo riscontro che hanno avuto le sue lettere in particolare, e gli argomenti legati al bilancio del nostro comune in generale, hanno evidenziato come gli aresini siano interessati ad approfondimenti anche su un tema che, pur se tecnico e di difficile lettura per i non addetti ai lavori, è comunque direttamente correlato alla qualità dei servizi offerti nella nostra città. Per questa ragione siamo felici di annunciare che da oggi Giuseppe Cupiccia collaborerà con QuiArese, per il quale affronterà, con il taglio divulgativo sinora adottato, le tematiche relative al bilancio comunale. Ringraziamo quindi il dott. Cupiccia che ha accettato questa collaborazione, mettendo a disposizione di QuiArese e dei suoi lettori le competenze accumulate in anni di carriera professionale. E ne apprezziamo enormemente la pazienza e lo sforzo di tradurre in parole semplici le decine di pagine dei bilanci comunali, che prima di essere pubblicate devono essere capite dalla redazione di QuiArese… in poche parole un’impresa titanica!

Ho scelto di iniziare questa mia collaborazione con QuiArese con l’analisi del verbale del Comune di Arese del 26/11/2012 con il quale la Dott.ssa Pavone, nel suo ruolo di Commissario Straordinario, ha deliberato in ordine all’assestamento generale e variazione al bilancio di previsione 2012/2014. Sul piano normativo si tratta di un atto dovuto. L’art. 175 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali prevede infatti che i Comuni, entro il 30 Novembre di ogni anno, deliberino in ordine alle c.d. variazioni di bilancio. Occorre infatti avere presente che le entrate e le uscite previste dal Comune in sede di bilancio previsionale per i diversi capitoli di spesa del titolo I e II, hanno carattere autorizzatorio. Molto semplicemente il Comune, nel corso dell’esercizio, può assumere impegni di spesa esclusivamente entro i limiti previsti nel bilancio di previsione. La norma citata prevede al tal fine la possibilità che il Comune, entro il 30 Novembre di ogni anno, alla luce delle effettive dinamiche di spesa accertate, apporti delle variazioni al bilancio di previsione. In questo modo stanziamenti eccedenti il prevedibile fabbisogno vengono stornati a favore di capitoli di spesa per i quali gli stanziamenti appaiono insufficienti. In questa sede vengono altresì verificati gli equilibrio di bilancio. Si da cioè atto che le spese accertate e prevedibili per l’intero anno trovano integrale copertura dalle entrate previste.

In dettaglio il documento fornisce delle indicazioni interessanti. Vengono infatti indicati in € 14,40 milioni il totale delle entrate correnti per l’intero 2012 a fronte di spese correnti previste in € 14,70 milioni. Il disavanzo di circa € 0,30 milioni è coperto da una quota degli oneri di urbanizzazione (€ 0,78 milioni) che, in linea con le disposizioni di legge al riguardo, sono stati trasferiti dal titolo II (Entrate in conto Capitale) al titolo I (Spese correnti). In questo modo il 2012 è previsto in equilibrio anzi dovrebbe chiudersi con un avanzo di circa € 0,4 milioni. Sarà interessante, a questo punto, verificare in che misura le previsioni di cui sopra troveranno riscontro con il consuntivo 2012 che dovrebbe essere disponibile verso Febbraio/Marzo p.v. Il Comune di Arese, negli anni passati, ha dimostrato di possedere scarsa attitudine a formulare previsioni coerenti che i risultati effettivi. E’ proprio da questa mancata coerenza tra previsioni di chiusura e dati effettivi che sono scaturiti gli ingenti avanzi di amministrazione accumulati nel tempo. Aggiungo che le impostazioni di bilancio di previsione per il 2013, in corso di finalizzazione, sono in larga misura basate e collegate alle previsioni di chiusura del 2012 riportate nei documenti in esame. Se quest’ultime sono troppo prudenti si finisce per formulare previsioni per l’anno successivo incongrue, dalle quali derivano anche manovre non giustificate in termini di aumento del prelievo tributario locale.

Circa la qualità delle informazioni contabili riportate nelle schede allegate alla delibera, pur riconoscendo che lo spirito delle norme di legge al riguardo è rispettato, debbo purtroppo segnalarne l’assoluta povertà sul piano della comprensione della loro significatività e della sottostante strategia  perseguita dal Comune. Chiarisco meglio, di seguito, cosa intendo dire e come questo documento, opportunamente integrato, potrebbe avere un ben diverso valore informativo. Come ho avuto già modo di dire in occasione del mio precedente intervento (leggi qui), il Bilancio del Comune rileva le entrate e le uscite, su base di cassa, ed è articolato per titoli, capitoli etc. La classificazione prevista dalla legge è, sostanzialmente, per tipo di attività e per natura delle entrate e delle uscite. Questa articolazione appare poco significativa perché non è collegata alle funzioni comunali responsabili della gestione dei servizi resi. In vista di ricondurre le spese nell’ambito delle funzioni comunali responsabili la legge, da circa 15 anni, prevede che il Bilancio sia affiancato da uno altro documento denominato Piano esecutivo di gestione (PEG) organizzato in maniera da ripartire le spese, già a livello previsionale, in base ai singoli responsabili dei servizi comunali. (es. Organi istituzionali, Segreteria Generale, Anagrafe, Scuola materna, Viabilità, Assistenza e beneficenza, Servizi relativi al commercio etc). In questo modo si agevola la possibilità di verificare l’andamento nel tempo della spesa in stretta correlazione alle rispettive funzioni responsabili.

Il documento esaminato, in linea con quanto sopra, prevede appunto sia le variazioni al bilancio 2012 riferite al Bilancio di Previsione nonché quelle relative al PEG. A questo punto vorrei brevemente commentare i limiti informativi del documento esaminato. In verità le informazioni fornite, oltre ad essere di non facile lettura, hanno natura statica (riguardano cioè il solo 2012) e soprattutto, non c’è il minimo commento che possa aiutare il lettore a comprendere la dinamica (le motivazioni) degli andamenti di spesa. Mi spiego meglio con un esempio. Analizzando le variazioni deliberate in ordine al PEG (pag. 3 delle schede allegate alla delibera) si può rilevare come il costo previsto per il 2012 relativo all’Ufficio Tecnico comunale viene analizzato su tre tipologie di spesa e cioè: personale, prestazioni di servizi ed imposte e tasse. Anche se la legge, formalmente, viene rispettata manca qualsiasi spiegazione finalizzata a comprendere l’andamento, nel tempo, di questo tipo di spesa. Qualora invece l’informativa relativa a questa posta, in aggiunta a quella riportata, fosse stata integrata come di seguito:

corredata altresì di un commento volto a spiegare le variazioni in più (meno) previste nel triennio. (es. assunzioni di nuovo personale, servizi straordinari etc) il risultato in termini di completezza dell’informazione sarebbe stato sicuramente più comprensibile. E’ quello che si fa nelle Note Integrative che accompagnano i bilanci delle società quotate. In tal modo verrebbe offerta al lettore, grazie al commento, la possibilità di una completa comprensione del costo dell’Ufficio Tecnico associata al previsto andamento tendenziale. La riclassifica prospettata, applicata su tutte le funzioni di spesa, consentirebbe altresì di comprendere pienamente le dinamiche di spesa sottostanti le politiche degli amministratori e le correlate politiche di finanza locale.

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