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Il CCSA è arrivato all’atto finale

09 giugno 2011 – Iniziamo questo articolo con un affettuoso saluto e un grosso ringraziamento a quello che, a tutti gli effetti, è un coetaneo che abbiamo frequentato, come molti aresini, fin dall’infanzia. Un amico che, nell’indifferenza delle istituzioni, di fatto ci lascia. Stiamo parlando, ovviamente, del CCSA la storica associazione che, nel corso dell’assemblea straordinaria di ieri sera, ha di fatto cessato di esistere, almeno per quanto riguarda la gestione delle attività sportive. Chi in questi mesi ci ha seguito conosce la storia della quale andremo ora a raccontare l’atto finale. L’assemblea dei soci ha infatti approvato con il suo voto una serie di proposte presentate dal consiglio direttivo sulle prossime azioni in ambito di attività sportiva e su alcuni aspetti gestionali. Iniziamo dalle prime, quelle che, di fatto, rappresentano la fine del CCSA come lo avevamo conosciuto. Il futuro di calcio, basket e volley è stato delineato dai responsabili di settore Stefano Ferrari, Paola Verga e Giovanna Anoia.

Le notizie peggiori arrivano sul fronte del calcio, che scompare completamente dai programmi dell’associazione. Il CCSA cercherà di operare una fusione con altre società fuori Arese e tutti i giocatori e i loro genitori verranno comunque lasciati liberi di accasarsi altrove. La situazione è migliore per quanto riguarda il basket perché, come ha spiegato la Verga, verrà operata una fusione con l’ABC, l’altra squadra aresina, nella quale verranno integrate anche le giovanili. Di fatto, quello che cambierà sarà la denominazione della squadra e il campo da gioco che si sposterà presso le palestre delle scuole. A tutti gli atleti di tutte le categorie verrà quindi garantita continuità. Il volley subirà invece importanti riduzioni dell’attività con il trasferimento delle squadre maggiori in altri comuni e il ridimensionamento generale delle attività. In dieci anni di presidenza Anoia la pallavolo era passata da tre a quattordici squadre, e proprio quest’anno erano arrivate ben quattro promozioni alle serie superiore con, in aggiunta, la Re Figeco che è impegnata in questi giorni nei playoff che le potrebbero valerle la serie B maschile. Un movimento, quello del volley, che coinvolge centottanta atleti, molti dei quali il prossimo anno giocheranno altrove o saranno costretti ad abbandonare l’attività sportiva.

Ma come si è arrivati a tutto questo? Lo ha spiegato il presidente Guido Demetrio (nella foto) nella sua ricostruzione di quanto successo dall’ultima assemblea straordinaria del 5 maggio (leggi qui) a oggi. E il nodo è essenzialmente economico e legato ai costi degli spazi palestra. L’amministrazione comunale, con l’assessore allo sport Andrea Bartolini, aveva infatti approvato il piano sportivo del CCSA e dato l’assenso a versare un contributo economico per le attività sportive non agonistiche. La palla passava quindi a FACS (azionista di riferimento il Comune con il 49%) che doveva confermare gli spazi e fissare le tariffe relative agli utilizzi della palestra. E il conto presentato da FACS, e basato su tabelle approvate in passato, è stato pesante. La cifra richiesta al CCSA è stata infatti di 189.000 euro, la metà dei quali da versare entro settembre 2011 con il saldo a gennaio 2012. Una somma che, visto che al CCSA sono state tolte tutte le attività sportive remunerative, è di fatto insostenibile perché vorrebbe dire chiedere ai genitori dei ragazzi che praticano sport di squadra quote associative assolutamente assurde e insostenibili.

Secondo il CCSA le tariffe applicate per il calcolo hanno smesso di avere un senso e di essere sostenibili nel momento in cui all’associazione è stata sottratta la gestione di sport come il nuoto, la ginnastica e il tennis che erano quelli che permettevano di fare cassa. E non è vero che, come spesso si sente dire a sproposito, anche con quegli sport la gestione economica del CCSA era fallimentare. E’ sufficiente, infatti, dare un’occhiata ai bilanci per rendersi conto di come dal 2003 a oggi l’associazione ha chiuso tutti gli esercizi, a parte uno, con un utile, riducendo il debito accumulato negli anni precedenti. E questi sono stati i fatti che, uniti alla volontà di continuare a offrire agli aresini la possibilità di fare sport, hanno fatto nascere le idee degli spin off societari e della rinuncia a giocare al Centro Sportivo Davide Ancilotto in favore delle più economiche palestre delle scuole.
Il presidente Demetrio ha anche sottolineato come la situazione potrebbe cambiare qualora l’associazione ricevesse delle garanzie economiche adeguate e, a questo proposito, ha chiesto ai soci di rinnovare comunque, entro il 31 agosto, la quota associativa. Il rinnovo manterrebbe in vita l’associazione in quanto tale, indipendentemente dal fatto che gestisca o meno lo sport, e le permetterebbe di rientrare immediatamente in gioco qualora le condizioni generali dovessero cambiare.

Oltre che per le questioni sportive, l’assemblea ha dato mandato al consiglio direttivo di procedere anche con altre due iniziative. La prima riguarda l’utilizzo di un fondo di 15.000 euro che verrà utilizzato per fare fronte alle esigenze di corto respiro come il pagamento delle iscrizioni federali, dei canoni delle palestre comunali e dei debiti verso alcuni fornitori che sono già al legale. La seconda questione riguarda invece il difficile rapporto con Intese, la società che ha in gestione il Centro Sportivo Davide Ancilotto e verso la quale il CCSA reclama un credito di 43.500 euro. Intese, dal canto suo, sostiene di non essere debitrice di nulla nei confronti del CCSA e, anzi, chiede a sua volta all’associazione circa 300.000 euro a pagamento di tre mesi di utilizzo delle strutture per volley, calcio e basket. Il CCSA ha chiesto, e ottenuto, dai soci l’autorizzazione a procedere per vie legali alla riscossione del credito che è relativo a quota parte delle iscrizioni ai corsi gestiti dal CCSA e incassati da Arese Sport. Secondo quanto affermato da Demetrio esiste una documentazione scritta che impegnerebbe Intese a versare al CCSA la somma incassata dalla controllata Arese Sport.

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Vignetta di Federico Grassi