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Il giro del mondo in una serata all’Expo

15 maggio 2015 – Da qui sino al prossimo 31 ottobre Expo sarà indubbiamente il centro gravitazionale dell’hinterland. Una manifestazione che con i suoi spettacoli, i suoi padiglioni, i suoi sapori e le sue musiche sarà, soprattutto nel periodo estivo, anche un costante punto di riferimento per trascorrere una serata diversa in compagnia. Vi proponiamo di seguito una breve guida su come passare un normale venerdì (o sabato) sera facendo il giro del mondo a pochi chilometri da casa. Una scelta, quella di visitare Expo la sera, che oltre che suggestiva risulta anche conveniente. Il ticket d’ingresso serale, valido dalle ore 19.00 in poi, ha, infatti, un costo di soli cinque euro, a differenza dei trenta del giornaliero. La biglietteria (la modalità online al momento è sconsigliabile) si trova all’interno della stazione della metropolitana di Rho Fiera, e le testimonianze di alcuni studenti del territorio – Alessandro Muliari, Andrea Fabbri, Lorenzo Carissimo, Filippo Missaglia – parlano di una coda molto scorrevole nonostante la grande quantità di visitatori.

A questa scorrevolezza fa da contraltare un iniziale smarrimento per i lavori dell’ingresso dal parcheggio di via Risorgimento, che non sono stati ancora non ultimati.  Quello di via Risorgimento resta il parcheggio meglio servito dai mezzi pubblici ma anche il più affollato, inoltre come noto dal 18 maggio diverrà a pagamento eccetto che per gli abitanti di Rho e Pero. La sera di posto se ne trova ma è comunque piuttosto scomodo per chi viene da Arese in macchina, al pari del parcheggio della Fiera, collegato al sito da un servizio navetta: motivo per cui è preferibile optare per il servizio navetta in partenza dal controverso parcheggio sorto sull’area ex Alfa. Molto affidabili – come ci dice lo studente Andrea Naggi di Rho – sono le linee S5 e S6 del passante ferroviario, che si possono prendere dalla stazione di Rho con una frequenza di nove treni l’ora e molto gettonati. Curiosamente però, dei nove studenti intervistati – sparsi tra Arese, Cornaredo, Lainate, Nerviano e Rho – lo stesso Naggi è l’unico ad aver raggiunto il sito usufruendo del trasporto pubblico. Per gli aresini la soluzione più pratica per raggiungere il sito con i mezzi rimane comunque la Linea 561, che collega la nostra città proprio con la stazione Metro e Fs di Rho Fiera.

Una volta raggiunto il sito e passati i controlli di sicurezza, i modi per trascorrere la serata sono svariati. Si va dagli aperitivi sulle terrazze, Terrazza Martini su tutti ma anche padiglione dell’Angola, alla buona birra, dove ovviamente Germania e Belgio la fanno da padrona, al vino mediterraneo e sudamericano. I numerosi ristoranti e stand italiani offrono una scelta di vini e cibi immensa. Non in tutti i padiglioni è invece possibile cenare, mentre alcuni, come l’Argentina, nonostante si mangi anche molto bene, non dispongono di un numero adeguato di tavoli. Pertanto per mangiare un ottimo asado si può anche aspettare quaranta minuti in piedi al bancone senza avere poi la certezza di potersi sedere (anzi, nella maggior parte dei casi avendo la certezza di non poterlo fare!). Per quanto riguarda i prezzi, ci sentiamo di dover smentire le voci sui listini totalmente inaccessibili circolate in questa prima settimana di evento, anche a causa del famigerato scontrino del padiglione Giappone, divenuto ormai un cult del web. Tendenzialmente, infatti, i ristoranti, gli stand e i padiglioni in cui è possibile cenare presentano una scelta di piatti molto eterogenea, con forbice di prezzi molto ampia. Ad esempio, nel padiglione della Malesia si può gustare un ottimo piatto tradizionale a base di pollo (consigliato dallo chef) accompagnato da un dolcissimo succo di rosa per 10 euro in tutto oppure optare per un piatto più costoso. Aperitivi, cene ma anche spuntini, tra cui le popolarissime patatine fritte di Olanda e Belgio, le tapas colombiane e le specialità orientali di Cina, Corea e Giappone. Diverse anche le gelaterie, tra le mainstrem diamo un meno ad Algida (effettivamente il rapporto qualità prezzo per un Magnum personalizzato qui è troppo squilibrato) mentre promuoviamo Grom, forse un po’ troppo nascosta dietro il padiglione della Tanzania. Molta curiosità suscitano lo stand della Nutella e il cluster dedicato al caffè.

La sera i padiglioni sono molto suggestivi con le loro luci e i loro colori. Alcuni di loro offrono musica: Germania, Angola, Slovenia e Vietnam ad esempio dispongono di un palco dedicato alle band, con strumenti tradizionali nel caso del Vietnam e dell’Angola. Il padiglione più visitato è quello del Brasile, che con la sua rete sospesa simboleggiante l’Amazonia attira ogni giorno migliaia di visitatori di ogni età. Quelli orientali sono invece i padiglioni più apprezzati dalla critica, quello della Corea del Sud in particolare ha goduto di ottime recensioni per la bellezza del suo design interno ed esterno. La palma del padiglione più festaiolo va, e la cosa non stupisce, all’Olanda, che ha voluto ricreare una vera e propria piazza in festa con tendoni e baracchini dove è possibile assaggiare birra, formaggio, i tipici coni di patatine fritte e gli immancabili waffels, il tutto accompagnato da musica sino alla chiusura.

Controindicazioni. Se è vero che i padiglioni la sera hanno un fascino particolare, è anche vero che molti di essi chiudono presto, puntando di più sulle visite giornaliere. Ad esempio il Padiglione Italia è visitabile all’interno sino alle 21.00. Inoltre, confermiamo una critica fatta da molti in questi primi giorni. Il decumano e il sito in generale sono poco provvisti di panchine su cui sedersi, cosa non da poco essendo un’area di un milione di kmq che, pur proponendo un servizio navetta interno, offre la sua massima resa visitandola quando lo si visita a piedi.

L’attrazione principale della sera è lo spettacolo di colori, giochi d’acqua e fuochi d’artificio offerto ogni ora dall’Albero della Vita, in piazza Italia. “Uno spettacolo incredibile” ci dicono gli studenti Jacopo Machetti e Andrea Carugo. “Un grande colpo d’occhio lo offre la gente estasiata a guardare lo spettacolo, che forse è un po’ ripetitivo” fa eco il loro amico Alessandro Muliari. “Expo è un’ottima idea per passare la serata – ci dice dopo la chiusura del sito lo studente Alessandro Casali di Nerviano – lo farò spesso anche perché ho già comprato il season ticket”. Che per gli studenti ha un costo di 89 euro, mentre il prezzo pieno è di 117 euro.

Servizio e foto di Giulio Monga

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