Home Cronaca

Il Gruppo aresino di Amnesty International scende in campo in difesa degli Sprar

02 luglio 2020 – Il Gruppo 146 Arese, della Sezione Italiana di Amnesty International, ha diffuso un comunicato in merito alla recente polemica riguardante l’assessore Ioli e l’accoglienza sul territorio aresino. Il gruppo si dissocia dagli attacchi contro il sistema Sprar, chiedendo a tutti di smettere, specialmente sui social network, di alimentare discorsi d’odio e narrative divisive, visto anche che c’è di mezzo una vicenda giudiziaria di cui non conoscono le carte processuali.

“Nelle ultime settimane Arese è stata scossa da un caso di cronaca che ha raggiunto i media nazionali e monopolizzato il dibattito aresino e che riguarda l’assessore all’urbanistica Ioli. Il Gruppo aresino di Amnesty International si oppone con forza a una narrativa divisiva che, legando il tema dell’immigrazione a una rappresentazione di perenne insicurezza, alimenta la paura dei rifugiati e dei migranti”, così apre il comunicato.

Segue un’accorata difesa dello Sprar, che è ritenuto “il fiore all’occhiello del sistema di accoglienza in Italia, che ha permesso a migliaia di persone di essere accolte, e non solo ricollocate, sul territorio, in un contesto non spersonalizzante come i Cara o i Cas e in cui è stato possibile procedere a pratiche di vera integrazione linguistica, culturale e sociale di rifugiati, richiedenti asilo e intestatari di protezione internazionale. Grazie al sistema Sprar e grazie ai progetti volti a fornire continuità ai percorsi che lo Sprar offre – come quello di Caritas a cui ha aderito l’assessore Ioli – le persone accolte sono spesso diventate una componente importante delle comunità locali”.

Un altro passo importante del comunicato riguarda la “tendenza” ad associare i migranti o tutte le persone coinvolte nel progetto Sprar ai criminali o terroristi, azione che viene definita come profondamente scorretta, usata tipicamente dalla politica, che diventa un’arma impropria se a rimetterci sono persone che non hanno possibilità di difendersi.

© riproduzione riservata – Questo articolo può essere commentato sulla pagina Facebook di QuiArese