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Il Museo dell’Alfa è di interesse storico

02 febbraio 2011 – Dopo tanta attesa è finalmente giunta la buona notizia che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha dichiarato il Museo dell’Alfa Romeo soggetto di interesse storico particolarmente importante. A darne notizia è stato direttamente il sindaco di Arese Gianluigi Fornaro che ha così commentato: “Sono e siamo estremamente soddisfatti della scelta del Ministero. Il Museo dell’Alfa, infatti, oltre ad essere un esempio di capacità innovativa e di modernità, è uno dei fiori all’occhiello del patrimonio artistico e culturale della nostra città e dei comuni limitrofi”. L’iter amministrativo era partito lo scorso autunno quando, su proposta dello stesso Fornaro, il consiglio comunale di Arese aveva preso all’unanimità la decisione di inoltrare una richiesta al Ministero dei Beni Culturali affinché ponesse un vincolo di tutela al Museo dell’Alfa Romeo, in ragione della straordinaria raccolta di automobili e del prezioso archivio storico in esso contenuti.

Quello di Arese è infatti uno dei principali musei al mondo in ambito motoristico e ospita una suggestiva collezione composta da cento vetture, pezzi unici, da corsa, prototipi e concept car. Oltre alle automobili le sale ospitano anche quindici motori d’aviazione, venticinque propulsori automobilistici e un migliaio di modellini di auto realizzati in differenti scale. Tra le numerose macchine da collezione meritano una menzione particolare per il loro significato storico la Giulia GT del 1963, la prima vettura realizzata proprio nello stabilimento aresino, e la 6C 1500 S, vincitrice della Mille Miglia classica del 2007. Quello contenuto nel museo è un patrimonio artistico ed ingegneristico che ha fatto la storia d’Italia e che ha legato indissolubilmente il nome della città a quello dell’Alfa Romeo.
“Da sempre, l’amministrazione comunale – ha concluso Fornaro – è impegnata per favorire lo sviluppo del sistema culturale integrato in modo da valorizzare le eccellenze culturali locali, tra cui spicca proprio il Museo dell’Alfa perché anche attraverso le attività culturali è possibile rilanciare il tessuto sociale, economico e produttivo”.