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Il primo positivo registrato ufficialmente ad Arese era già ammalato il 12 febbraio

04 maggio 2020 – Nei giorni scorsi si è molto parlato del fatto che Arese potrebbe essere stato uno dei primi comuni italiani a registrare un caso di Covid-19. Una ricerca coordinata dalla “Task force” della Regione Lombardia contro il Coronavirus e firmata da 14 ricercatori aveva messo in evidenza su una mappa della regione il Comune di Arese, datando al 15 gennaio la presenza (presunta) del virus sul nostro territorio.

Non abbiamo potuto verificare con il team di ricerca queste informazioni, ma la redazione di QuiArese ha incontrato una persona che, cartella clinica alla mano, ci ha dimostrato di essere stato malato e positivo al Coronavirus in tempi non sospetti. Il primo tampone gli è stato fatto nei primi giorni di marzo, dopo che già dal 12 febbraio aveva manifestato sintomi evidenti, con febbre elevata (oltre 39) e tosse. In ospedale gli avevano ovviamente diagnosticato la polmonite. Al persistere dei sintomi, e dopo l’emergenza nata dal focolaio di Codogno, gli è quindi stato eseguito il tampone, che ha confermato la positività al virus.

La persona in questione risulta residente ad Arese, ma in realtà è domiciliata in un’altra città della provincia milanese. E questo spiega perché questo caso sia stato attribuito al nostro comune. Una buona notizia è che nessuno dei congiunti e conviventi, frequentati più volte anche a breve distanza prima della diagnosi di Covid-19, è stato contagiato.

In totale, a quello che è il caso di malattia da Coronavirus più “vecchio” confermato direttamente ad Arese, sono stati eseguiti sette tamponi, l’ultimo dei quali il 28 aprile che ha sancito finalmente la negatività per la seconda volta. Questo significa che per oltre 60 giorni è rimato positivo (e presumibilmente contagioso).

Ora rimane da capire quali casi possano invece avere identificato i ricercatori della task force lombarda per datare al 15 gennaio i primi casi. Ciò che sappiamo per certo è che una persona residente, ma non domiciliata, ad Arese ha sviluppato Covid-19 già intorno al 10 di febbraio, confermando ufficialmente la positività solo nei primi giorni di marzo. Cosa che è stata resa nota anche dal portale dell’Ats il 7 marzo.

Da quel giorno, l’amministrazione comunale di Arese ha aumentato ulteriormente l’attenzione per gestire l’emergenza sanitaria. E anche se la persona in questione non risiede ad Arese, parlando con noi ci ha tenuto a sottolineare che il suo caso è stato seguito direttamente (e fino a oggi) dal sindaco Michela Palestra.

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