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Il rifiuto secco avrà la carta di identità?

07 novembre 2012 – “I rifiuti non sono un problema, ma sono piuttosto un’opportunità per chi la sa cogliere”. E’ con queste parole che Bartolomeo Zoccoli (nella foto), amministratore delegato di Gesem Srl, ha accolto i rappresentanti della politica locale che hanno risposto al suo invito a partecipare a una tavola rotonda dove ha illustrato alcuni progetti sui quali la municipalizzata sta da tempo lavorando in vista del rinnovo dei capitolati con i sui fornitori di servizi, che scadranno a fine 2014. Il 2013 sarà, quindi, l’anno durante il quale Gesem potrebbe attuare una serie di sperimentazioni con alcuni servizi innovativi da inserire, eventualmente, all’interno dei nuovi contratti di servizio. “Abbiamo invitato tutti i partiti politici – ha detto Zoccoli – perché crediamo che su un tema come questo sia fondamentale il coinvolgimento diretto delle future maggioranza e opposizione, in quanto su un argomento così importante e attuale non si può ragionare in termini di pro o contro ma solo in termini di collaborazione a tutto campo”.

“In ambito di raccolta dei rifiuti – ha proseguito Zoccoli – bisogna sempre tenere presente che ogni scelta ha un impatto diretto sui costi e, in definitiva, su quanto pagheranno i cittadini per la Tia. Per questa ragione ogni nostra azione sarà sempre ponderata in ogni suo aspetto”. E proprio alcune azioni condotte da Gesem nel corso del 2011 hanno permesso di conseguire una riduzione media del 10 per cento della Tia nel 2012. Due anni fa, infatti, la municipalizzata ha conferito a una società specializzata l’incarico di effettuare un’analisi merceologica della frazione del secco, la più importante in termini di costi complessivi di riclico, ottenendo dei risultati per certi versi sorprendenti: “Dalla campionatura e dal vaglio di circa una tonnellata di frazione del secco – ha spiegato Zoccoli – è emerso che più della metà di quanto le persone mettevano nell’indifferenziato avrebbe potuto essere riciclata”. In particolare l’azienda che ha condotto l’analisi ha trovato che il 27 per cento del campione avrebbe dovuto finire nell’umido, il 19 per cento nella carta e l’8 per cento negli imballaggi. Alla luce di questi risultati Gesem ha intensificato la sua campagna informativa di sensibilizzazione sull’importanza di un corretto smaltimento dei rifiuti che ne tempo ha dato i suoi risultati, tanto che nei cinque anni di gestione della municipalizzata, i costi di smaltimento del secco sono diminuiti di circa 100 mila euro.

Detto del passato, Gesem ha poi illustrato i progetti che ha in cantiere per il futuro: tra le ipotesi a breve ci sono gli studi di fattibilità per la raccolta porta a porta anche del verde e dell’olio vegetale (per il quale già tempo fa ai cittadini era stata fornita la tanichetta), la riduzione da due a uno dei passaggi per la raccolta del secco (per stimolare gli utenti a frazionare più correttamente i rifiuti) e l’utilizzo di specifici contenitori aerati per la frazione umida. Questi contenitori, che saranno distribuiti a breve agli aresini, favoriranno l’evaporazione della parte acquosa del rifiuto, permettendo una sua riduzione. Un’altra ipotesi allo studio è quella di fornire un contenitore specifico per i pannolini, che rappresentano circa l’11 per cento della frazione secca, conferendo poi quanto ritirato a società che si occupano del loro smaltimento e riducendo conseguentemente i costi per Gesem e per i cittadini.

L’obiettivo finale di Gesem è però quello di arrivare a identificare e personalizzare i rifiuti che le vengono conferiti, facendo quindi in modo che il singolo cittadino benefici direttamente dei risparmi derivanti dal corretto smaltimento degli stessi. Su come raggiungere questo obiettivo le ipotesi sono ancora numerose e vanno dall’utilizzo di una sorta di sacchetto prepagato, da acquistare direttamente in Gesem e nel cui prezzo sono già inclusi i costi di smaltimento, all’implementazione di etichette con barcode o Rfid in grado di associare il rifiuto secco al singolo contribuente, che quindi pagherà solo in funzione di quanto prodotto come rifiuto non riciclabile. Un’altra ipotesi allo studio è quella della pesatura dei rifiuti in piattaforma, che permetterebbe di associare a ogni utenza un conto con dare e avere (alcuni rifiuti hanno costi di smaltimento mentre altri vengono pagati dalle società che li ritirano). La sperimentazione di alcune di queste iniziative dovrebbe partire nel 2013 e potrebbe riguardare solo alcune aree di Arese che funzioneranno da beta tester per i nuovi servizi. “In ogni caso – conclude Zoccoli – la nostra intenzione è quella di arrivare a un nuovo capitolato con i fornitori che sia preventivamente condiviso con i cittadini. Per questa ragione, in una delle prossime bollette, inseriremo un questionario conoscitivo che ci permetterà di effettuare un sondaggio sui servizi erogati. Sulla base dei risultati ottenuti metteremo a punto una prima stesura del capitolato che verrà poi sottoposta agli utenti”.

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