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Il salesiano Luca Indraccolo prende i voti

30 agosto 2011 – I frequentatori del Centro Salesiano non hanno certo dimenticato Luca Indraccolo che, dopo avere svolto ad Arese i quattro anni di prova, si appresta a diventare salesiano per sempre. Luca Indraccolo, ormai don Luca, la prossima domenica 11 settembre sosterrà a Milano la Professione Perpetua, cioè pubblicamente emetterà i voti di obbedienza, povertà e castità per sempre come salesiano di don Bosco, assieme ad altri tre giovani confratelli tutti provenienti dalla provincia di Milano e di età comprese tra i 25 e i 29 anni. Nato il 16 ottobre 1985 a Vimercate, cresciuto a Cologno Monzese, don Luca è un ex allievo dei salesiani di Milano e dopo la maturità è entrato in noviziato a Pinerolo (TO) facendo la Prima Professione l’8 settembre 2005, diventando così salesiano di don Bosco. Dopo due anni di studi a Nave, in provincia di Brescia, i Superiori l’hanno mandato ad Arese per svolgere il tirocinio pratico, un periodo di prova che è una tappa fondamentale del cammino formativo previsto per i salesiani. Al Centro di Arese don Luca ha svolto diversi incarichi tra cui quello di educatore e di insegnante, ricoprendo anche il ruolo di Catechista del Centro di Formazione Professionale assieme a don Ettore Guerra, attuale direttore della casa salesiana di Treviglio.

I quattro anni ad Arese, spesi in un servizio entusiasta ed appassionato con i ragazzi del Centro, l’hanno portato a confermare la strada scelta e a diventare il prossimo 11 settembre 2011 salesiano per tutta la vita. Fatto questo, don Luca continuerà il suo percorso formativo che per tre anni lo vedrà impegnato a Torino per gli studi di teologia. “Il luogo dove è maturata definitivamente la mia convinzione di prendere i voti – dice Indraccolo – è stato proprio il Centro Salesiano di Arese e penso ai volti di tutti i ragazzi incontrati, ma anche a quelli delle persone con cui ho lavorato, gente davvero in gamba, veri piccoli don Bosco di oggi. E’ stato questo il segno più grande che Dio mi ha inviato, chiamandomi a essere salesiano e a a diventare prete, per essere come don Bosco, portatore dell’amore di Dio ai giovani, specialmente ai più poveri e abbandonati”.

E a chi vuole sapere chi sono e cosa significa essere salesiani, Indraccolo risponde: “Essere salesiani oggi significa dare fiducia a tutti i ragazzi che si incontrano. Ho sempre stimato dal primo all’ultimo tutti i ragazzi di Arese: stimare vuol dire non solo voler bene, ma far capire che davvero vuoi bene, che ci tieni. E questa cosa avviene perché il salesiano è un uomo di Dio, da cui ogni giorno, dal mattino appena svegliato spesso fino a tarda notte prima di dormire, si sente stimato e quindi amato, anche quando si sbaglia. Così anche i ragazzi, quelli buoni, ma anche quelli depressi o quelli più tosti o come indelicatamente li definisce qualcuno difficili, disagiati, delinquenti, eccetera, quando si sentono amati e lo capiscono per davvero, diventano i migliori. Ad Arese in quattro anni ne ho visti tanti cambiare in meglio, diventare grandi, crescere bene come lavoratori seri e qualcuno iniziare a pensare a Dio diversamente, a come colui che da sempre ti vuole bene, ancora prima che nascessi. D’altra parte Deus caritas est: prima di tutto Dio è amore, non dobbiamo mai dimenticarlo”.