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Incontro Pellico: i resoconti di chi c’era

07 agosto 2012 – Sono stati una quindicina gli aresini che, datisi appuntamento sulla nostra pagina Facebook, si sono recati ieri mattina in Comune per un confronto con l’amministrazione su come è stato gestito il trasferimento degli studenti della scuola media Silvio Pellico di via Col di Lana. Quattro di loro, Maria Dilillo, Massimiliano Seregni, Paolo Venutti ed Enrico Ioli ci hanno inviato un dettagliato resoconto della riunione avuta con il vice-sindaco e assessore a Servizi sociali, Pubblica istruzione e Politiche giovanili Maria Turconi e con la responsabile del settore Lavori Pubblici Annapaola Menotti. Abbiamo tentato di unire in maniera organica i resoconti dei nostri lettori ma l’impresa si è dimostrata impossibile, soprattutto perché si rischiava di perdere parte dei contenuti. Abbiamo quindi deciso di riportare qui di seguito integralmente il loro resoconto dell’incontro, che è durato un paio d’ore. Dilillo, Seregni, Venutti e Ioli si sono scambiati, per una verifica incrociata, i rispettivi interventi e per questa ragione nei testi gli uni fanno a volte riferimento ai testi degli altri. A loro va il nostro ringraziamento per il lavoro svolto.

Maria Dilillo
Come organizzato in rete ieri sera, questa mattina (ieri ndr) un gruppo di una quindicina di aresini si è ritrovato davanti al Comune per chiedere spiegazioni su come è stato gestito il problema della scuola Silvio Pellico. Siamo stati ricevuti coraggiosamente dal vice-sindaco e assessore a Servizi sociali, Pubblica istruzione e Politiche giovanili Maria Turconi, alla quale vanno comunque i nostri ringraziamenti per la disponibilità, la quale ha successivamente coinvolto nella riunione anche il responsabile del settore Lavori Pubblici Annapaola Menotti. Ecco in punti gli argomenti trattati:
1) Il problema amianto è emerso per un intervento della ditta incaricata di effettuare dei lavori di ripristino della scuola dopo il terremoto. La richiesta di analisi è stata avanzata dalla discarica che voleva conoscere prima la natura dei materiali che sarebbero stati conferiti. Quindi questa azienda ha pensato bene di divellere il pavimento di ben 10 aule, invece di fare un piccolo prelievo in una sola aula ben circoscritta e sigillata non sapendo a cosa si poteva andare incontro (a rischio anche quei poveri operai che hanno lavorato senza precauzione). Ora ovvio, causa dispersione fibre, bisogna bonificare tutta la scuola, compresi banchi, libri  eccetera.
2)  Non c’è un’analisi di quanto amianto c’è nell’aria della scuola, ma è stata fatta solo un’analisi qualitativa. Successivamente, su suggerimento dell’ASL, è stata fatta un’analisi quantitativa sempre e solo della colla del pavimento, quantità che sarebbe comunque risultata inferiore ai limiti di legge. Dopo la bonifica non sappiamo come faranno a comparare visto che non c’è un dato di partenza.
3) Per ammissione della stessa Menotti, si è perso molto tempo e quindi non c’erano più i tempi per porre in essere una procedura di urgenza per il noleggio dei moduli prefabbricati (soggetta comunque a bando). Ma anche il trasporto dei ragazzi a Pero dovrebbe essere soggetto a bando, ma qui pare che faranno prima una “garetta” e poi una gara vera e propria.
4) La direzione didattica non vuole la divisione, a meno di non avere un accorpamento di 9 classi da una parte e 9 dall’altra. In più c’è il problema della sorveglianza dei ragazzi al cambio ora. Quindi questo spostamento è voluto esclusivamente dalla direzione didattica.
5) La zona di Misericordia e Sga non è stata presa in considerazione.
6) Secondo noi gli spazi ci sarebbero tra l’oratorio di Mac, quello di Don Bosco, la biblioteca e con dei moduli prefabbricati, con l’eventuale cooperazione dei cittadini per la sorveglianza dei ragazzi al cambio ora. Ci sono, infatti, molti pensionati ad Arese che potrebbero rendersi disponibili e poi con 300.000 euro forse si potrebbero pagare tutti i vigilanti del mondo che, tra l’altro, sarebbero previsti anche sui pullman. Secondo il consigliere  Ioli gli spazi si potrebbero ricavare da Mac, biblioteca e da qualche modulo prefabbricato.
7) L’unica cosa certa è che sono stati fatti degli errori, grossi, compreso quello della comunicazione tardiva alla cittadinanza. L’assessore Turconi dice però che la data del primo settembre per la consegna del modulo del trasporto non è vincolante, ma serve per avere una stima di massima del numero di ragazzi.
8) Per quanto riguarda la sicurezza della scuola di Pero ci sono le certificazioni che tutto è a norma. Noi non le abbiamo viste ma, da questo punto di vista, ci fidiamo. L’assessore Turconi ci ha mostrato delle foto degli interni della scuola che paiono in buone condizioni.
9) Il comune di Pero non chiede affitto, ma solo il pagamento delle utenze e la compartecipazione alle spese amministrative
10) il grosso problema, quindi, è quello del disagio del trasporto con la chiusura per i lavori per l’Expo e il traffico per Pero che diventerà sempre più caotico. Paola ha chiesto ripetutamente se ci sarebbe stato il recupero delle eventuali ore perse, ma su questo punto non si sa ancora nulla. L’assessore Turconi ha proposto una prova di un mese, rimandando eventuali azioni al termine della stessa.
11) Dopo due ore di riunione, abbiamo chiesto all’assessore Turconi due cose: che ridiscutano con la direzione didattica la possibilità di dividere le classi e che gli uffici tecnici si impegnino a realizzare i lavori nel più breve tempo possibile, in modo da limitare i disagi a pochi mesi invece che a tutto l’anno scolastico. L’assessore Turconi si è detta disponibile a portare avanti queste due richieste

Massimiliano Seregni
Questa mattina (ieri ndr) alcuni cittadini si sono incontrati sotto al municipio per conferire con i responsabili tecnici e politici del Comune di Arese al fine di sottoporre a questi ultimi i propri legittimi dubbi e alcune considerazioni emerse in merito alla scuola media Silvio Pellico. All’incontro, tenutosi presso la sala di rappresentanza del Comune erano presenti una quindicina di cittadini (tutti quelli che avevano dato la propria adesione su Facebook alla fine erano li). Per l’amministrazione erano invece presenti il vice-sindaco Maria Turconi e il responsabile dei Lavori Pubblici Annapaola Menotti. I cittadini presenti, in un clima di confronto costruttivo, hanno richiesto chiarimenti in merito a tutti gli eventi che hanno portato alla decisione di trasferire la scuola di Arese nel comune di Pero, chiedendo spiegazioni in merito a tutti i passaggi.

Per quanto riguarda l’annullamento del contratto di appalto per la ristrutturazione dell’edificio con il precedente vincitore della gara, l’ing. Menotti ha precisato che la ditta appaltatrice aveva richiesto la risoluzione del contratto prima dell’accertamento della presenza di amianto e che il Comune aveva acconsentito a tale richiesta, senza chiedere alcuna penale, per evitare al Comune stesso di dover eventualmente essere chiamato a risarcire danni economici per ritardi riconducibili al Comune e problemi relativi ai contributi previdenziali. Trovando “interessante” e conveniente tale richiesta il Comune acconsentiva alla risoluzione del contratto e provvedeva ad aggiudicarlo al primo dei non classificati con provvedimento datato mercoledì 23 maggio 2012 (vedi qui). Successivamente, in data martedì 29 maggio 2012, a lavori di rimozione della pavimentazione non ancora iniziati, e a soli tre giorni lavorativi successivi alla nuova aggiudicazione, veniva dato incarico a una società di analisi privata per la verifica e analisi di un campione di  pavimentazione. In data martedì 5 giugno  veniva dato incarico alla stessa società privata per l’analisi di un secondo campione di pavimentazione. In data 8 giugno, nell’attesa degli esiti di tali analisi, iniziavano i lavori di demolizione della pavimentazione di alcune aule dell’edificio scolastico senza mettere in sicurezza e senza adottare le idonee precauzioni al fine di evitare la diffusione delle polveri. Il 14 giugno veniva dato incarico alla cooperativa Nazaret per un trasloco da effettuarsi presso l’edificio di Col di Lana che aveva un costo di 7.100 euro. In merito, nessuno ha saputo dare spiegazioni su cosa è stato fatto nell’ambito di tale trasloco. Demolita la pavimentazione di circa 10 aule, arrivavano gli esiti delle analisi affidate al privato che accertavano la presenza di amianto nella colla per una percentuale del 0,8% – 1,0%. A quel punto gli operai, sprovvisti di ogni protezione, avevano ormai diffuso nell’aria le potenziali fibre di amianto contaminando tutto il plesso scolastico compresi libri, banchi, tastiere e tutto quanto presente nell’edificio. Il 20 giugno, con un’ordinanza sindacale, veniva dunque dichiarata inagibile la scuola per la presenza di amianto.

La prima questione che rimane aperta è la ragione per la quale si sia provveduto alla demolizione della pavimentazione di circa dieci aule quando si era in attesa dell’esito delle analisi, mettendo così a rischio la salute dei lavoratori e diffondendo nell’aria potenziali fibre di amianto che poi hanno indotto alla chiusura della struttura. I lavoratori che hanno effettuato l’intervento sono oggi sottoposti a monitoraggio medico e ora, constatato che l’incarico alla Nazaret è successivo all’inizio dei lavori di rimozione, ci si domanda se anche il personale della cooperativa, incaricato del trasloco, sia stato sottoposti al contatto con tali polveri. Infine si è altresì espressa  una forte  preoccupazione per i bambini delle elementari che in quel periodo, mentre veniva demolita la pavimentazione e alzata polvere, giocavano all’esterno e utilizzavano le strutture dell’adiacente edificio scolastico per i campi estivi.

In merito alla consapevolezza dell’esistenza di amianto l’ing Menotti ha riferito che lei era in possesso di una dichiarazione risalente al 1997 ove emergeva l’assenza di amianto nella struttura. Per questa ragione ha dichiarato che non aveva pertanto motivo di operare altri accertamenti a carico della collettività. I cittadini hanno fatto presente che da fine anni ’90 a oggi gli strumenti di verifica e le normative sono cambiate e che un preventivo accertamento a campione da parte degli uffici, in vista dei lavori, avrebbe evitato di trovarsi nella situazione attuale. Diversamente da quanto sostenuto in rete  è stato inoltre confermato che non tutta la pavimentazione è stata rimossa ma solo quella relativa a dieci aule e che attualmente la pavimentazione rimossa, il cui collante contiene amianto, si trova ancora all’interno dell’edificio scolastico.

In merito all’eventuale contaminazione dell’aria, risulta che l’unica analisi condotta dagli uffici per mezzo di una società privata è relativa alla ricerca dei cosiddetti “inquinanti generici” che risulterebbero inferiori a quelli presenti all’esterno dell’edificio. Controlli questi che per loro natura non rilevano nello specifico la presenza di amianto. Di conseguenza, dato che nessuna verifica sulla presenza di amianto nell’aria è stata mai condotta non è dato sapere se effettivamente nell’aria e sui mobili esistono sospese particelle di amianto. Secondo l’ing. Menotti questa situazione è regolare in quanto sarà l’Arpa a verificare, una volta  conclusasi la futura bonifica, l’assenza di amianto nell’aria. Inoltre, ha precisato che le verifiche effettuate dal Comune erano state indicate verbalmente dall’Asl. Viene ovviamente da domandarsi che tipo di bonifica può essere condotta se non si ha neppure idea se esiste o meno la presenza dell’inquinante da eliminare e i suoi quantitativi.

In merito alla soluzione della scuola di Pero è stato evidenziato l’estremo disagio con il quale si troveranno a convivere i cittadini di Arese, siano essi studenti, genitori o loro familiari. In particolare: impossibilità per i ragazzi di andare a piedi a scuola; senso di abbandono da parte di un Comune non in grado di assicurare sul proprio territorio un tetto per l’educazione delle future generazioni; impossibilità per i genitori e nonni, privi di mezzi privati, di prendere il nipote durante l’orario scolastico in caso di necessità o di parlare con gli insegnanti; i tempi di percorrenza della strada Arese-Pero nelle ore di punta, causa anche inizio lavoro Expo; le difficoltà nel gestire gli orari scolastici a causa degli inevitabili ritardi dovuti al traffico. E’ stato fatto presente che se nelle scelte in esame è corretto tenere presente le esigenze della direzione scolastica e del Comune è altrettanto necessario e fondamentale tenere in considerazione le esigenze delle famiglie e delle nuove generazioni. Si è poi segnalata la mancanza di informazione: il Comune di Arese si è limitato a diffondere il comunicato dello spostamento a Pero sul sito del Comune stesso in data venerdì 3 agosto. Nessuno ha idea se le direzioni scolastiche hanno intenzione di utilizzare i cellulari dei genitori per avvisarli dello spostamento su Pero e del termine, che non è tassativo, del primo settembre per usufruire del bus gratuito. Per quanto concerne lo stato di conservazione della scuola di Pero ci è stato detto che fuori è brutta ma dentro è perfetta (così sostengono l’ing. Menotti e il vice-sindaco Turconi). L’ing. Menotti ha assicurato personalmente che gli impianti sono a norma e che il Comune di Pero la concederebbe gratuitamente. Unici costi per gli aresini: acqua, luce e riscaldamento, oltre al trasporto, al trasloco e a non meglio definiti costi amministrativi. Il costo del trasporto per andare a Pero sarebbe di circa 300.000 euro per un anno, che è il periodo di tempo che si stima dureranno i lavori.

Altre soluzioni:
Noleggio moduli scolastici componibili. A fine luglio è stato chiesto dall’ufficio tecnico un preventivo per il noleggio di una struttura prefabbricata di 16/18 aule componibile ma il costo sarebbe alto: 350.000 euro. Inoltre un altro problema sarebbero i tempi stretti per poterla rendere operativa a settembre, dato la pausa di agosto. In merito è stato fatto presente che il solo trasporto a Pero costerebbe 300.000 euro più il disagio dei cittadini. Si è anche fatto presente che in Maria Aiuto dei Cristiani ci sarebbe l’opportunità di ottenere 6 classi e che si potrebbe utilizzare la biblioteca per ricavare i laboratori e inserire nelle adiacenza i moduli per sole 8 classi. In questo modo tutti gli studenti sarebbero collocati nel medesimo spazio. Eventualmente, se i moduli non fossero installati a settembre, si potrebbe pensare di avviare un primo frazionamento delle classi sull’oratorio del centro e su Maria Aiuto dei Cristiani, per poi ricongiungere le classi nell’unico complesso di Maria Aiuto dei Cristiani. In merito ai turni e ai frazionamenti definitivi delle sezioni, le direzioni scolastiche hanno viceversa espresso il loro diniego per motivi di sicurezza a meno di non avere un accorpamento di almeno 9 classi per plesso. Cosa che si potrebbe anche fare collocando semplicemente due classi in due moduli nei due oratori. Si è appreso infine che mancherebbe attualmente  la copertura finanziaria per i moduli e anche per il trasporto a Pero. Inoltre, secondo l’ing. Menotti la situazione della scuola di via Col di Lana non è di emergenza in quanto passati più di venti giorni e quindi non sarebbe più percorribile la via dell’urgenza per trovare soluzioni senza dover attendere i tempi ordinari di un bando. Infatti, per ammissione dello stesso Ing. Menotti, si è perso molto tempo e quindi non ci sono  più i tempi per porre in essere una procedura di urgenza per il noleggio dei moduli prefabbricati (soggetta comunque a bando). Anche il trasporto dei ragazzi a Pero dovrebbe essere soggetto a bando, ma qui pare che faranno prima una “garetta” e poi una gara vera e propria. Si è proposto altresì di considerare la locazione di uffici nella zona di via Monte Grappa, da trasformare per l’occasione in aule scolastiche, di valutare l’area direzionale Alfa e la zona Misericordia/Sga.

Ora la parola passa all’amministrazione consapevole che se nulla cambierà a settembre i cittadini avranno un altro grande problema dovuto alla mancanza di analisi, programmazione e di gestione corretta della situazione: i figli degli aresini per studiare dovranno andare a Pero con tutti i disagi che nasceranno.

Paolo Venutti
Come si può intuire è stato un incontro senza un filo conduttore preciso ma con vari gruppi di domande/risposte. Ecco un riassunto in punti:
1) L’origine del problema. Ma le fibre di amianto ci sono? E se si, sono pericolose? I lavori sono iniziati senza controllo preventivo in quanto esiste un documento del 1997 che esclude problemi. Al momento dello smaltimento delle piastrelle rimosse, la discarica ha rilevato la presenza di amianto nella colla, da qui la successiva ordinanza sindacale di inagibilità della scuola. Dopo questo la sequenza dei controlli e degli interventi non è chiarissima; l’Asl sarebbe intervenuta per tre volte sul sito per controlli, ma senza effettuare analisi quantitative. Analisi ne sono state fatte ma su fibre inquinanti generiche e queste denotano livelli interni allo stabile minori che all’esterno (!). Mi pare che il post di Gherardo Vita (anche lui presente in municipio) che riporto in calce sia molto didascalico sul punto.
2) La toppa al problema in Arese. La direzione didattica boccia drasticamente (a quanto riferito da Maria Turconi) soluzioni sotto le 9 aule attigue, per motivi legati agli spostamenti degli insegnati. Il numero delle aule richiesto è di 18; non mi è chiaro se queste includono gli spazi per i laboratori, definiti “indispensabili”. Questo esclude le soluzioni in oratorio Mac (6 o 7 aule) e aule da altri plessi scolastici. La ricerca di prefabbricati a nolo non è stata approfondita, il fornitore del comune di Milano chiede almeno due mesi di tempo. Non è chiaro quanti fornitori sono stati chiamati per un preventivo. Per accelerare i tempi si potrebbero usare i locali in area ex Ancifaap (scuola Alfa Romeo) integrati con prefabbricati quanto basta. Questa soluzione è stata scartata d’ufficio, come anche quella di usare gli uffici del centro tecnico Alfa Romeo. (Qui io vorrei aggiungere che ancora corrono voci sullo stato di bonifica dell’area Alfa, ma da documenti allegati all’AdP risulta che sia tutto certificato Arpa tranne un capannone, quello più a sud-est)
3) La toppa al problema a Pero. L’ing. Menotti afferma che la struttura di Pero è certificata e agibile (anche la Silvio Pellico da documenti del 1997!). Le foto fatte circolare illustrano sui soffitti delle reti di nailon fissate da listelli di legno. Restano le perplessità su uno stabile su cui si è risparmiato in manutenzioni dal 2007, anno della decisione di aprire una scuola nuova. Va detto che sono state cercate soluzioni anche a Baranzate e altri comuni vicini, senza esito per scarsità di locali.
4) La soluzione del problema arriva con il termine dei lavori eseguiti da società autorizzata a trattare amianto (non quella attuale) e successiva bonifica ambientale. Tempo minimo: per fine anno solare; tempo massimo fine anno scolastico. Un piccolo dettaglio: la Silvio Pellico è anche sede della civica scuola di Musica, che Turconi ha ammesso di non aver minimamente considerato.

I costi della soluzione prospettata sono:
a- bonifica immediata degli arredi/banchi/sedie/documenti e loro trasloco a sede provvisoria: totale non noto.
b- con soluzione Pero; costi delle utenze. Il comune di Pero concede la scuola a canone zero.
c- con soluzione Pero: servizio di trasporto. Viene ipotizzata la cifra di 300.000 euro ma non è chiaro per quale periodo, mentre si ipotizza che ne usufruirà il cento per cento degli studenti. Il questionario pubblicato in questi giorni servirà per tarare meglio la gara di appalto per il servizio. Piccola incognita: il numero degli iscritti (specie da fuori Arese pari a 108) potrebbe scendere con la soluzione Pero.

Ed ecco il post di Gherardo Vita: Sì signor Piva, ero presente stamattina e ho sentito l’ingegnere. Ottime indicazioni sono contenute nell’allegato al DM 6/9/1994 (leggi qui) che riguarda le “Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione e la bonifica di materiali contenenti amianto presenti nelle strutture edilizie”. Non voglio sostituirmi a Seregni in qualità di avvocato ma al punto 2 si intravede quanto detto dall’ing. cioè che l’asl è uscita per un sopralluogo (addirittura sembra ce ne siano stati 3), tuttavia ad ogni sopralluogo è necessario compilare una scheda di sopralluogo, l’ing invece dice che non c’è nulla di scritto, perché? Inoltre al punto 2c parliamo proprio di quello che è successo da noi e dice chiaramente: “La bonifica può riguardare l’intera installazione o essere circoscritta alle aree dell’edificio o alle zone dell’installazione in cui si determina un rilascio di fibre. Quando si presentano situazioni di incerta classificazione è necessaria anche una indagine ambientale che misuri la concentrazione di fibre aerodisperse. Le tecniche impiegate sono la MOCF e la SEM (per la metodologia vedi Allegato 2). Va ricordato che nel caso della MOCF tutto il materiale fibroso viene considerato mentre, nel caso della SEM, è possibile individuare soltanto le fibre di amianto. Per questo motivo si ritiene che valori superiori a 20 ff/l valutati in MOCF o superiori a 2 ff/l in SEM possono essere indicativi di una situazione di inquinamento in atto.”
Mi paiono quindi evidenti due cose:
1) non è per nulla scontato che TUTTA la scuola debba essere chiusa.
2) L’analisi fatta (a quanto si è capito dalle parole dell’ing), condotta con MOCF, ha rilevato 4ff/l ed è compatibile con i valori riscontrati all’esterno della scuola. Questo è da un lato molto inferiore al limite di 20 ff/l indicate nel DM, dall’altro non garantisce neanche sicurezza poiché NON misura SOLO le fibre di amianto (cosa che invece fa la SEM) ma un po’ tutte le fibre.
Pertanto al momento, oltre ai disastri sulle mancate accortezze prima dei lavori, abbiamo delle relazioni di sopralluogo inesistenti di chi doveva dare un parere e gli unici dati oggettivi, benché sommari, indicano livelli di fibre in aria non preoccupanti.
Rimango perplesso.

Enrico Ioli
Alcune integrazioni a quanto scritto da Paolo:
– Menotti ha detto che l’asportazione di parte dei pavimenti era stata prevista dal progetto ma che, in base a un censimento della presenza di amianto nelle scuole fatto alcuni anni fa, non era stata presa in considerazione l’eventualità della presenza di amianto e si è. proceduto ad asportare circa 1.100 mq prima di avere l’esito delle analisi sul materiale da conferire in discarica. A seguito di tali analisi l’Asl ha suggerito ulteriori analisi quanti-qualitative che sono state eseguite su campioni di pavimento, di sottofondo e di colla, riscontrando tracce di amianto solo in quest’ultima componente.
– i pavimenti non ancora asportati dovranno essere demoliti e smaltiti anch’essi prima della riapertura della scuola, perché per le scuole la Asl non ammette la sezione del sconfinamento dell’amianto ma ne prescrive l’asportazione. Questo allunga i tempi di intervento.
– andranno bonificati anche i nuovi controsoffitti fonoassorbenti (forati) sperando di riuscire a farlo senza doveri sostituire.
– la soluzione dei prefabbricati è stata scartata anche per via dei tempi richiesti, che non garantirebbe di essere pronti entro inizio di settembre (oltre che per i costi e per le scarse condizioni di isolamento termico).
– La soluzione di Mac mi pare migliore di quella di Pero perché meno disagevole per le famiglie, ma è evidente che le direzioni didattiche preferiscono Pero perché la gestione del tempo scuola è migliore, al netto dei disagi dei trasporti che ricadono sulle famiglie e non sulla scuola. É evidente peraltro che le proteste dei genitori verranno indirizzate dalla scuola nei confronti del comune, quindi io avrei cercato, se fossi stato nei panni dell’amministrazione, di ridurre i disagi per le famiglie insistendo per una sezione su Arese, anche chiedendo uno sforzo organizzativo maggiore alle direzioni didattiche.

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