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Liceo Fontana: eccellenza didattica, ma la struttura…

13 marzo 2018 – Da diversi mesi gli studenti del Liceo Artistico Lucio Fontana di Arese lamentano vari problemi relativi alle condizioni della loro struttura. Parlano innanzitutto gli alunni dell’indirizzo “Audiovisivo e multimediale” che sostengono che i computer non riescono a connettersi ad Internet e sono inoltre numerosi i problemi software, relativi a programmi malfunzionanti o aggiornamenti mancanti. Gli studenti dell’indirizzo “Arti figurative” lamentano, invece, problemi con il riscaldamento delle classi; fattore non indifferente nelle ore in cui la “copia dal vero” richiede ad una modella di svestirsi in una classe fredda. Ma sono le condizioni generali a deludere: finestre rotte, tubi scoppiati e polvere.

Esiste poi un problema di sovraffollamento della struttura, che è diventato ingestibile soprattutto negli ultimi anni, nei quali questa scuola ha assistito ad un boom di iscrizioni: è un liceo di alto livello, “arrivano addirittura studenti da Milano” afferma, orgogliosa, la rappresentante d’Istituto. Il numero sempre crescente di studenti, unito alla scarsa reattività delle istituzioni preposte, ha costretto la preside a dover far spostare gli studenti di alcune classi prime nella sede del Liceo Scientifico “Bertrand Russell” di Garbagnate Milanese; che rimangono, però, sono a in una condizione di disagio, costretti a fare lezione nell’aula magna che dovrebbe ospitare le riunioni e a usare lo sgabuzzino della bidelleria come deposito di statue in gesso.

A mancare, sono i finanziamenti, sempre troppi pochi. L’errore sta nel considerare il liceo artistico al pari degli altri licei: esso, invece, richiede molti materiali costosi (tele, treppiedi, apparecchi audiovisivi, creta, plotter…) e spazi peculiari (“A dir la verità”, dicono gli studenti, “siamo così tanti che è già difficile spostarsi da una classe all’altra nei corridoi, dovendo noi cambiare aule e laboratori”).

Sulla situazione è stato chiesto un parere direttamente alla preside, che ha spiegato che originariamente la struttura era stata concepita come scuola materna e solo verso gli anni 70 è stata adibita a liceo; tuttavia, la tipologia di scuola richiede spazi molto grandi soprattutto a causa dei laboratori, spazi che però non erano stati originariamente concepiti e che non è possibile ricavare, poiché le nuove norme edilizie non consentono di intaccare in modo così pesante l’unità strutturale. La preside si era comunque attivata per cercare di tamponare almeno momentaneamente le necessità di spazi, facendo installare un prefabbricato momentaneo con pannelli in PVC, ed è ora in corso una collaborazione con la Città Metropolitana di Milano per installare un nuovo prefabbricato in cemento più capiente del precedente, per riuscire a creare nuovi spazi utili.

Riguardo invece la manutenzione degli spazi esistenti, la scuola ha accesso unicamente ai fondi forniti dal ministero, dai contributi dei genitori e, in particolare, da Città Metropolitana; tuttavia pare che questo ente abbia momentaneamente sospeso i fondi alla scuola poiché quelli precedentemente concessi non sono stati utilizzati in modo “produttivo”: pare infatti che solo una settimana dopo aver fatto riparare una decina di serramenti, il personale scolastico si sia lamentato perché erano già stati rotti quasi tutti. Nonostante questo spiacevole episodio isolato, gli altri studenti hanno condannato l’episodio, offrendosi di pulire e sistemare, e adesso sperano che la loro condizione scolastica possa migliorare.

Servizio di Alice Camiletti, Luca Farina e Lorenzo Patteri

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